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Tag: ricetta

Cosy, magic, chocolate cake!

Una cucina piena di cibo, risate ed affetto.
Una cucina piena di noi.
Una ricetta salva weekend che senza farina e senza latte
è perfetta anche per chi ha problemi di intolleranze.
Una ricetta cioccolatosa che non conoscevo
– e pare sia l’unica perchè ho scoperto essere gettonatissima! –
ma che mi ha subito conquistata.

 

 

 

  1. Avevo proprio bisogno di un pomeriggio così.
  2. Un pomeriggio di spadellamento tra bacchette magiche,
  3. pozioni, elfi e micetti zen.
  4. Un pomeriggio con una nanetta bionda che con i suoi occhioni pieni di gioia e di sogni
  5. ci ha avvolti e trasportati in un altro mondo, il suo mondo.
  6. Un brindisi ” ad Harry”, che sa di bollicine rosè per noi e the magico per lei.

 

  1. Una cucina piena di cibo, risate ed affetto.
  2. Una cucina piena di noi.
  3. Una ricetta salva weekend che senza farina e senza latte
  4. è perfetta anche per chi ha problemi di intolleranze.
  5. Una ricetta cioccolatosa che non conoscevo
  6. – e pare sia l’unica perchè ho scoperto essere gettonatissima! –
  7. ma che mi ha subito conquistata.

 

  1. Veloce, soffice, buonissima e so cosy.
  2. I bambini la adoreranno.
  3. Gli adulti avranno un’alleata per le domeniche in cui si ha bisogno di dolcezza e di confort food.
  4. ( mentre scrivo, pezzettino dopo pezzettino, ho già fatto sparire due fette!! ).

 

 

Di noi che spadelliamo, dei pelosi che ci proteggono, di questi occhioni che ci accarezzano,

del cioccolato che ci da conforto, della bellezza della condivisione, del potere dell’amicizia…

 

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  1. COSY, MAGIC, CHOCOLATE CAKE:

 

  1. Ingredienti:

 

 

  1. 185 gr di mandorle tritate
  2. 125 gr di cioccolato fondente
  3. 125 gr di burro
  4. 3 uova medie
  5. 125 gr di zucchero
  6. Rhum
  7. Zucchero a velo

 

 

 

 

Preparazione:

  1. Sciogliere il cioccolato con il burro a bagnomaria.
  2. Montare i tuorli con 80 gr di zucchero.
  3. Al composto aggiungere il cioccolato, le mandorle ed il rhum.
  4. In ultimo montare a neve gli albumi con lo zucchero restante ed unire.
  5. Infornare a 180 gradi in forno statico per 30/35 minuti.
  6. Far raffreddare e cospargere di zucchero a velo.

 

 

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Frittelle di Salvia!

Me l’avete chiesto in tanti. Tutti golosi di sapere come sono venute queste frittelle. E’ per questo che ho pensato di farci anche un post a parte, autonomo. Un post…

  1. Me l’avete chiesto in tanti.
  2. Tutti golosi di sapere come sono venute queste frittelle.
  3. E’ per questo che ho pensato di farci anche un post a parte, autonomo.
  4. Un post tutto dedicato alla mia amata salvia!
  5. Dalla visita al Castello di Udine ne sono uscita con parecchie ricette, tutte rinascimentali.

 

  1. Non potevo che scegliere le Frittelle di Salvia.
  2. Salvia che il suo profumo mi inebria.
  3. Salvia che è il mio colore preferito.
  4. Salvia che mi riporta ai tempi in cui la mia nonna mi preparava il latte bollente
  5. con le foglie di salvia per riscaldare i freddi inverni.

  1. La ricetta è contenuta nel “De honesta voluptate et valetudine” del Platina,
  2. anno 1480.

 

 

 

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  1. FRITTELLE DI SALVIA

Ingredienti:

  • farina
  • uova
  • zucchero
  • cannella
  • zafferano

 

 

 

 

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Procedimento

  1. La ricetta non contiene le dosi perciò sono andata ad occhio o meglio “a mano”.
  2. Ho amalgamato tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenere una pastella abbastanza consistente.
  3. Ho scelto le foglie più grandi e le ho riempite con l’impasto.
  4. Ad olio bollente, le ho immerse per qualche minuto.

 

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  1. Il risultato non è per niente male.
  2. Ve le consiglio per accompagnare un caffè o un the al pomeriggio
  3. ma anche con un buon calice di vino rosso.
  4. In questo caso basta diminuire la quantità di zucchero e magari aggiungerci un pò di sale! 

 

 

Cheers!

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Mense e Banchetti nella Udine Rinascimentale e le Frittelle di Salvia del Platina!

    Accadde in una giornata di sole. A Udine. Sono stata invitata a partecipare ad un percorso tra mense e feste nella Udine che va dal 1400 al 1500….

 

 

  1. Accadde in una giornata di sole.
  2. A Udine.
  3. Sono stata invitata a partecipare ad un percorso tra mense e feste nella Udine che va dal 1400 al 1500.

 

  1. “Mense e banchetti nella Udine Rinascimentale” 

 

 

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  1. Arriviamo in ritardo, as usual, e ci tocca la salita fino al castello di corsa
  2. ma la vista da lassù è bellissima.
  3. Qualche nuvola, prato verde ed una straordinaria mostra da visitare.
  4. E’ con Udine ai nostri piedi che incontriamo le altre compagne di viaggio.
  5. 7 blogger che ascoltano, appuntano, ammirano.

 

 

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  1. Varchiamo la soglia del Castello e ci caliamo immediatamente in epoca rinascimentale.
  2. Attraversiamo un secolo grazie ai racconti di due donne curiose
  3. ma soprattutto entusiaste.
  4. Due donne che non possono non coinvolgere
  5. quando raccontano dello stile di vita dei nobili friulani
  6. e dei loro banchetti
  7. ( che pare magnassero come se non ci fosse un domani
  8. e prova ne è che
  9. per una cena organizzata in onore di Carlo V
  10. sono stati serviti 778 piatti diversi! ).

 

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  1. Sono Micaela Piorico – archeologa –
  2. ed Elisa Pallavicini che di piatti rinascimentali le sa tutte.
  3. Partiamo dai ritrovamenti avvenuti a Udine che raccolgono ceramiche, bicchieri, vasi,
  4. stoviglie usate dai nobili dell’epoca e
  5. sorprendentemente, scopriamo che il primo libro stampato in Friuli
  6. – e per la precisione a Cividale –
  7. è il ricettario ” De honesta voluptate et valetudine” del Platina, anno 1480.

 

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  1. Ricettari che al tempo erano usati per appuntare la lista di ingredienti
  2. ed il numero di Ave Maria che venivano usate come timer.

 

  1. Le pietanze suddivise in:
  • caldo
  • secco
  • umido
  • freddo

 

  1. Importantissima la decorazione della tavola durante i banchetti.
  2. Più è sontuosa, più prestigioso è il padrone di casa.
  3. Corredi preziosi che arrivano anche dalla lontana Spagna.
  4. Bicchieri di cristallo, ceramiche colorate e brocche ancora quasi intatte.

 

 

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  1. Tra le varie ricette, non potevo che scegliere le Frittelle di Salvia.
  2. Salvia che il suo profumo mi inebria.
  3. Salvia che è il mio colore preferito.
  4. Salvia che mi riporta ai tempi in cui la mia nonna mi preparava il latte bollente
  5. con le foglie di salvia per riscaldare i freddi inverni.

 

  1. La ricetta è contenuta nel “De honesta voluptate et valetudine” del Platina.

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  1. FRITTELLE DI SALVIA

Ingredienti:

  • farina
  • uova
  • zucchero
  • cannella
  • zafferano

 

 

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  1. La ricetta non contiene le dosi perciò sono andata ad occhio o meglio “a mano”.
  2. Ho amalgamato tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenere una pastella abbastanza consistente.
  3. Ho scelto le foglie più grandi e le ho riempite con l’impasto.
  4. Ad olio bollente, le ho immerse per qualche minuto.

 

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  1. Il risultato non è per niente male.
  2. Ve le consiglio per accompagnare un caffè o un the al pomeriggio
  3. ma anche con un buon calice di vino rosso.
  4. In questo caso basta diminuire la quantità di zucchero e magari aggiungerci un pò di sale! 

 

 

 

 

 

Se avete voglia di andare a visitare e a degustare:

 

 

MENSE E BANCHETTI NELLA UDINE RINASCIMENTALE

13 novembre 2015 – 18 settembre 2016
Museo Archeologico, Castello di Udine
da martedì a domenica dalle 10.30 alle 17
Info ( +39 ) 0432-1272591
www.udinecultura.it

DEGUSTAZIONI

prenotazione obbligatoria
lun-mar-giov 9-13 e 14-17
merc-ven 9-13
e-mail didatticamusei@comune.udine.it
tel.(+39) 0432-1273749
fax (+39) 0432-1270343

 

 

 

 

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Alla ricerca del gusto giusto per Oro in Cantina che sta per inaugurare!

      Succede che un giro per cantine sia profetico. Succede che un progetto coinvolga talmente tanto che è impossibile non farsi coinvolgere. Succede che Oro in Cantina che aprirà…

 

 

 

  1. Succede che un giro per cantine sia profetico.
  2. Succede che un progetto coinvolga talmente tanto
  3. che è impossibile non farsi coinvolgere.
  4. Succede che Oro in Cantina che aprirà prestissimo in città abbia assolutamente bisogno di pianificare, testare, assaporare.
  5. Succede che il menù diventi l’anello di congiunzione.
  6. Succede che ci si riunisca ( di nuovo ) ed è subito ( e di nuovo ) magia!

 

  1. Ci ospita la Locanda alla Beccherie dove ormai ci sentiamo a casa.
  2. Francesca ci accoglie nel suo regno ed è un tripudio di piantine aromatiche, limoni, sorriso travolgente e cuore.

Quel cuore che poi metteremo in ogni assaggio ed in ogni brindisi!

 

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  1. Insieme allo Chef Marco Costanzo,
  2. a Marco di Oro in Cantina che non vedo l’ora di vedere aperta,
  3. a me che degusto con gusto,
  4. un sacco di amici che insieme tutto ha un altro sapore.
  5. Noi si brinda mentre Marco spadella.
  6. Il menù dice polipo, cheviche e guacamole.
  7. Il miglior guacamole che io abbia mai mangiato!
  8. Un guacamole che ancora sogno la notte.
  9. Un guacamole di cui sono riuscita a sgraffignare la ricetta 😉

 

 

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  1. Ad onor del vero anche il polipo scottato con semi di zucca, barbabietola, capperi, sarde e mousse di caprino ha fatto la sua porca figura.
  2. Come la cheviche con dentice, peperone, cetriolo, pomodoro, coriandolo e cipolla di Tropea.
  3. Ma mai, e dico mai, come il guacamole che appropriarsi della ricetta era cosa necessaria e che condivido con voi!

 

 

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  1. E poi c’è stato il solito inghippo dell’ultimo minuto che ha rischiato di lasciarci senza fotografo
  2. perchè Felice, il mio fedelissimo, ha dato forfait suo malgrado!
  3. Chiamare Linda de Le Vie delle Foto è stata un’illuminazione.
  4. E’ così che ho incontrato Mia Madrid che ha scattato delle foto meravigliose
  5. e che ci ha fatto calare tutti in un’atmosfera caliente, sudamericana, perfetta da abbinare al guacamole e ai tanti calici di vino 😉

 

 

 

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  1. Ed ora GUACAMOLE, a noi!

  1. Ingredienti: 

 

  1. 3 avocado maturi
  2. 1 pomodoro
  3. 1 scalogno tritato
  4. peperoncino q.b.
  5. olio d’oliva q.b.
  6. sale e pepe q.b.
  7. il succo di un lime

 

 

  1. Marco dice che il segreto sta nella maturazione dell’avocado.
  2. Ma non fate come me, ovvero comprando una carriola di avocado e aspettando che maturino. 
  3. No.
  4. Bisogna acquistarli già pronti all’uso.
  5. Una volta svuotato l’avocado,
  6. non rimane altro che unire tutti gli ingredienti e servire.

 

 

 

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  1. Ph.   Mia Madrid Photography

 

 

    1. Facebook ->https://www.facebook.com/www.miamadrid.es
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Pinza Triestina ed è Pasqua!

    In un lunedì piovoso che solo perchè è Pasquetta trova un senso. In un dopo Pasqua in cui l’Alkaseltzer sciolto nella Coca Cola in vetro – che è…

 

 

  1. In un lunedì piovoso che solo perchè è Pasquetta trova un senso.
  2. In un dopo Pasqua in cui l’Alkaseltzer sciolto nella Coca Cola in vetro
  3. – che è moooolto più gassata –
  4. ha sostituito il caffèlatte la mattina ma non la pinza con il cioccolato Kinder che insieme è la morte sua!
  5. Ecco, in un lunedì così io inforno 😉

 

  1. Da noi non è Pasqua senza pinza.
  2. Non è Pinza se non a Pasqua.
  3. Se anche voi oggi non avete voglia di uscire ed avete voglia di spadellare, ecco la ricetta!

 

 

 

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  1. Ingredienti per due pinze:
  1. 600 gr di farina
  2. 50 gr di lievito di birra
  3. 75 cl acqua tiepida
  4. 4 uova ( 3 uova intere ed un tuorlo )
  5. 175 gr di zucchero
  6. 1 pizzico di sale
  7. 1 bacca di vaniglia
  8. 2 tappi di rum
  9. la scorza grattugiata di un limone e di un’arancia
  10. 60 gr di burro

Procedimento:

  1. In una terrina abbastanza grande,
  2. sciogliamo il lievito nell’acqua tiepida con un cucchiaio di farina e uno di zucchero e copriamo il tutto con un canovaccio.
  3. Facciamo lievitare per circa 20/30 minuti fin tanto che il composto sarà spumoso e del doppio del volume.
  4. Uniamo le uova, lo zucchero, il sale, la vaniglia, il rum e la scorza grattugiata del limone e dell’arancia.
  5. Uniamo la farina.
  6. Uniamo il burro fuso tiepido poco per volta facendo attenzione che si amalgami bene.
  7. L’impasto a questo punto deve risultare duro da mescolare.
  8. Rovesciamo l’impasto su un piano di legno e lavoriamolo velocemente per qualche minuto.
  9. Riposizioniamo l’impasto nella ciotola, copriamo con il canovaccio e lasciamolo lievitare finché non raggiunge il doppio del suo volume.
  10. Quindi rimettiamo l’impasto sul piano di legno, lavoriamolo per alcuni minuti,
  11. diamogli una forma più o meno rotonda e posizioniamolo sulla teglia del forno.
  12. Ricopriamo con il canovaccio.
  13. Dopo alcune ore,
  14. quando sarà nuovamente raddoppiato cospargiamo la superficie con il bianco d’uovo e facciamo la classica incisione a Y a zig zag .
  15. Infiliamo la teglia nel forno, nella parte più bassa e facciamo cuocere per 25/30 minuti a 160 gradi.

Pronti, attenti, bene, via....Happy Pinze!In cottura!Pinza delle mie brame! Ready to eat!

 

Foto procedimento e ricetta dell’amica Titti, che qualche anno fa ha condiviso con me la sua ricetta!

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La farinata genovese della Fra – the one and only in un sabato carnevalesco!

    In un sabato carnevalesco, mascherate perché noi vogliamo essere sul pezzo, impastiamo biscotti e farina di ceci tra tulipani bianchi e qualche calice di Clavesana Dogliani che la…

 

 

  1. In un sabato carnevalesco,
  2. mascherate perché noi vogliamo essere sul pezzo,
  3. impastiamo biscotti e farina di ceci
  4. tra tulipani bianchi e qualche calice di Clavesana Dogliani
  5. che la nanetta ha imparato a stappare per noi.
  6. Rovinati da piccoli o educati fin da piccoli? 

 

 

 

 

 

 

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  1. La vera farinata genovese

 

  1. La bibbia della cucina della Fra.

 

  1. Una dei suoi punti di forza

 

  1. – pochi dolci ma in fatto di salato, la sua farinata resta imbattibile –

 

    1. Lei la cucina così: provatela e poi ne discutiamo 😉

 

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INGREDIENTI:

  1. 250 gr di farina di ceci
  2. 900 ml di acqua
  3. sale qb
  4. mezzo bicchiere di olio evo

 

 

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PROCEDIMENTO:

 

 

Unire la farina e l’acqua.

Mescolare usando le fruste o un cucchiaio di legno fino ad eliminare tutti i grumi.

Aggiungere il sale.

Versare nel testo ( teglia di rame stagnato di 40 cm ),

aggiungere l’olio ed infornare alla massima temperatura fino a doratura

( ca 35 min ).

E dulcis in fundo, fetta – quintale di stracchino – altra fetta e se magna!

S T R E P I T O S A!

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