Life

Beauty Tips – Darphin – Lumière Essentiel – Holidays Editions!

 

  1. Le renne, la neve silenziosa ed i colori dell’Aurora Boreale.
  2. Il mio sogno di bambina si realizzerà a Capodanno quando,
  3. finalmente,
  4. volerò in terra lappone per assaporare la bellezza della natura con i suoi colori e la sua luce.

 

  1. Ho detto luce???
  2. Sì, proprio luce!

 

  1. Quella luce che nelle mie foto conquisto a suon di filtri e Instagram e Hellocamera e Photoshop tutti insieme
  2. per riuscire ad avere una pelle luminosa – molto spesso senza riuscirci! –
  3. e sembrare sana ai posteri che sfoglierenno i miei vecchi album

 

  1. { vedi foto qui sotto,
  2. dove sembro avvolta da una luce tanto paradisiaca quanto innaturale }

 

  1. Quella luce che ormai, ad autunno inoltrato,
  2. ci saluta alle 4 del pomeriggio per tornare a far capolino appena il giorno dopo.
  3. Quella luce che, dicono, sia vita.
  4. Quella luce che ci fa sentire più allegri, gioiosi, vitali.
  5. Quella luce che ci rende radiosi.
  6. Quella luce così difficile da ottenere.

 

 

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  1. Navigo in rete alla ricerca di cose belle da fare per prepararmi al mio imminente weekend scozzese
  2. – tra Edimburgo, Loch Ness e le Highlands.
  3. Luoghi magnifici, magici direi.
  4. Ma di quanta magia avrò bisogno quando, al rientro, dovrò editare le foto per il blog?

 

  1. Affascinata dal trattamento Lumière Essentielle che si compone di una crema gel in olio illuminante ed un siero in olio illuminante 
  2. che aumentano l’idratazione, illuminano e danno un aspetto radioso al viso decido che è il momento di tentare la sorte
  3. e partecipare al concorso per diventare brand ambassador di Darphin tramite Grazia.it – Blogger We Want You –

 

  1. Una fantastica miscela di olii essenziali
  2. tra cui zenzero ( ne faccio un uso smodato, lo ammetto, ma fa bene per tutto! ),
  3. mandarino ( che fa subito Natale! ),
  4. fiori d’arancio, rosa, neroli, ylang ylang e legno di cedro.
  5. E poi quel magnifico olio con le sue 7000 perle microincapsulate ed il siero cristallino
  6. che si fondono ad ogni erogazione per idratare e illuminare la pelle fin dalla prima applicazione.
  7. Una miscela di cui ho assoluto bisogno.

 

  1. Dal momento che credo che ci sia magia nella luce,
  2. come nel cuore di chi sceglie di credere,
  3. io ci credo forte forte …che magari riesco ad entrare nel magico mondo di Grazia.it
  4. e diventare luminosa come la cometa che illumina il mio Xmas Tree 😉 

 

 

Un autunno magico perchè, in fondo, la magia è tutto intorno!

 

 

  1. C’è che amo l’estate ma quando arriva l’autunno sono sempre felice assai!
  2. Tutti quei colori, quelle zucche, quelle castagne, quei melograni.
  3. Le nostre cene che noi si inizia a festeggiare Halloween già il primo weekend di ottobre.
  4. L’acqua gasata che preferiamo chiamare elisir.
  5. I melograni che a casa nostra non devono mancano mai perchè fonte di cose belle:
  6. grani succosi, rosso passione, energia che pulsa.
  7. La mia padella nuova per le castagne che quest’anno userò per sentirle scoppiettare sul fuoco nel camino. 

 

 

  1. E poi anche MissMess si veste con i colori caldi dell’autunno perchè, in fondo, siamo circondati dalla magia.
    1. Bisogna solo osservare, osservare, osservare
    2. Perché quando ci si circonda di persone positive la vita è talmente facile che non si può non celebrare!

     

 

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Mense e Banchetti nella Udine Rinascimentale e le Frittelle di Salvia del Platina!

 

 

  1. Accadde in una giornata di sole.
  2. A Udine.
  3. Sono stata invitata a partecipare ad un percorso tra mense e feste nella Udine che va dal 1400 al 1500.

 

  1. “Mense e banchetti nella Udine Rinascimentale” 

 

 

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  1. Arriviamo in ritardo, as usual, e ci tocca la salita fino al castello di corsa
  2. ma la vista da lassù è bellissima.
  3. Qualche nuvola, prato verde ed una straordinaria mostra da visitare.
  4. E’ con Udine ai nostri piedi che incontriamo le altre compagne di viaggio.
  5. 7 blogger che ascoltano, appuntano, ammirano.

 

 

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  1. Varchiamo la soglia del Castello e ci caliamo immediatamente in epoca rinascimentale.
  2. Attraversiamo un secolo grazie ai racconti di due donne curiose
  3. ma soprattutto entusiaste.
  4. Due donne che non possono non coinvolgere
  5. quando raccontano dello stile di vita dei nobili friulani
  6. e dei loro banchetti
  7. ( che pare magnassero come se non ci fosse un domani
  8. e prova ne è che
  9. per una cena organizzata in onore di Carlo V
  10. sono stati serviti 778 piatti diversi! ).

 

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  1. Sono Micaela Piorico – archeologa –
  2. ed Elisa Pallavicini che di piatti rinascimentali le sa tutte.
  3. Partiamo dai ritrovamenti avvenuti a Udine che raccolgono ceramiche, bicchieri, vasi,
  4. stoviglie usate dai nobili dell’epoca e
  5. sorprendentemente, scopriamo che il primo libro stampato in Friuli
  6. – e per la precisione a Cividale –
  7. è il ricettario ” De honesta voluptate et valetudine” del Platina, anno 1480.

 

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  1. Ricettari che al tempo erano usati per appuntare la lista di ingredienti
  2. ed il numero di Ave Maria che venivano usate come timer.

 

  1. Le pietanze suddivise in:
  • caldo
  • secco
  • umido
  • freddo

 

  1. Importantissima la decorazione della tavola durante i banchetti.
  2. Più è sontuosa, più prestigioso è il padrone di casa.
  3. Corredi preziosi che arrivano anche dalla lontana Spagna.
  4. Bicchieri di cristallo, ceramiche colorate e brocche ancora quasi intatte.

 

 

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  1. Tra le varie ricette, non potevo che scegliere le Frittelle di Salvia.
  2. Salvia che il suo profumo mi inebria.
  3. Salvia che è il mio colore preferito.
  4. Salvia che mi riporta ai tempi in cui la mia nonna mi preparava il latte bollente
  5. con le foglie di salvia per riscaldare i freddi inverni.

 

  1. La ricetta è contenuta nel “De honesta voluptate et valetudine” del Platina.

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  1. FRITTELLE DI SALVIA

Ingredienti:

  • farina
  • uova
  • zucchero
  • cannella
  • zafferano

 

 

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  1. La ricetta non contiene le dosi perciò sono andata ad occhio o meglio “a mano”.
  2. Ho amalgamato tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenere una pastella abbastanza consistente.
  3. Ho scelto le foglie più grandi e le ho riempite con l’impasto.
  4. Ad olio bollente, le ho immerse per qualche minuto.

 

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  1. Il risultato non è per niente male.
  2. Ve le consiglio per accompagnare un caffè o un the al pomeriggio
  3. ma anche con un buon calice di vino rosso.
  4. In questo caso basta diminuire la quantità di zucchero e magari aggiungerci un pò di sale! 

 

 

 

 

 

Se avete voglia di andare a visitare e a degustare:

 

 

MENSE E BANCHETTI NELLA UDINE RINASCIMENTALE

13 novembre 2015 – 18 settembre 2016
Museo Archeologico, Castello di Udine
da martedì a domenica dalle 10.30 alle 17
Info ( +39 ) 0432-1272591
www.udinecultura.it

DEGUSTAZIONI

prenotazione obbligatoria
lun-mar-giov 9-13 e 14-17
merc-ven 9-13
e-mail didatticamusei@comune.udine.it
tel.(+39) 0432-1273749
fax (+39) 0432-1270343

 

 

 

 

Sii felice! Pensiamoci a quando siamo stati felici. Aiuta a ricordarci che non è impossibile!

 

 

 

  1. Sii felice!
  2. La mia amica, in risposta al mio messaggio di buon compleanno risponde così.
  3. E obbliga a pensare.
  4. Ed io penso che felice così non ricordo di essere stata mai.
  5. O forse sì, quando pianificavo un matrimonio pazzo con un pazzo fidanzato.

  6. Oppure quando sono uscita ( viva ) dall’esame orale alla matura.

  7. Oppure quando sono emersa dall’acqua con gli sci, in piedi, tutta intera.
  8. Oppure quando ho visto crescere fiori rosa spontanei proprio lì,
  9. dove non sarebbero dovuti crescere mai🌺
  10. Ecco, pensiamoci a quando siamo stati felici.
    Aiuta a ricordare che esserlo non è poi impossibile🌟

 

 

 

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  1. Sono giorni che penso a quante persone meravigliose ho la fortuna di incontrare ogni giorno.
  2. Sono sorrisi, facce, storie.
  3. Sono bellezza, meraviglia, incanto.
  4. Sono fortunata e grata per tutto questo.
  5. Perché ho scelto la leggerezza che con sé porta colori, sapori, profumi e persone avvolgenti 🌺

 

  1. Perchè la bellezza è nell’incontrarsi, riconoscersi, piacersi e continuare a scegliersi.
  2. Possiamo allontanarci senza dividerci.
  3. Possiamo reincontrarci dopo mesi ed è come se ci fossimo salutati soltanto ieri.
  4. Possiamo e dobbiamo brindare: all’amicizia, all’amore, alla vita.
  5. Alla bellezza.

  6. A noi che ci siamo riuniti.

  7. Voi che mi avete fatto ridere fino alle lacrime, coccolato fino a commuovermi, emozionato fino a farmi brindare nuovamente❤️
  8. { qua non accennano a smettere eh 😁}


  9. Perchè molto spesso è dagli intrecci più improbabili che nascono le cose migliori.
  10. Nodi che profumano di mare e d’amicizia.
  11. Nodi che spesso cerchiamo di districare.
  12. Nodi d’amore che dureranno per sempre o solo lo spazio di un battito di ciglia.
  13. Nodi che spesso non ci permettono di salpare ma che ci ricordano quanto sia importante avere radici.

 

 

 

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  1. Di sole e di vento.
  2. Di corse e di mosca cieca tra colori pastello che profumano di ricordi.
  3. Di quando, piccolina, con la mia nonna, stendevamo le lenzuola in giardino ed io le fermavo con le mollette di legno.
  4. In piedi sulle punte per arrivare fino lassù.
  5. Di immagini impresse nella mente.

  6. Di domeniche a casa che non esiste niente di più rassicurante.

  7. Di vita.

  8. Di serenità.

  9. ❤️

 

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  1. E poi bisogno di rosso e di passione.


    Bisogno di sole e di mare.


    Bisogno di vita isolana.


    Bisogno di bollicine ghiacciate per un Yes, I do perfetto!


    Bisogno di tramonti senza filtri.


    Bisogno di vita❤️

 

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Mia Madrid – Una fotografa scelta dalla Fotografia!

 

 

 

  1. E’ stato un incontro assolutamente casuale, quello tra me e Mia.

 

  1. Un last minute shooting!

 

  1. Lunghi capelli castani, occhi brillanti e un amore travolgente per la fotografia.
  2. Ci siamo incontrate a Trieste, alla Locanda alle Beccherie, in un venerdì mattina che prevedeva spadellamenti e bollicine.
  3. Lei in città per presentare la sua mostra ” Lo que abita en mi”  
  4. all’interno de  Le Vie delle Foto
  5. io sempre con i miei moschettieri alla ricerca del gusto giusto.

 

  1. E’ stato un incontro d’arte e di sapori.
  2. Un incontro magico che spero sia solo l’inizio.

 

  1. Lei è ripartita per Madrid il giorno dopo: giusto il tempo di un’intervista e di un see u soon dear!

 

 

  1. Per la prima volta ho pensato di mandare online un post ( anche )
  2. in inglese ed in spagnolo perchè credetemi, la ragazza è davvero un portento!

 

 

 

 

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  1. Mia, eccoci quì! Sono veramente felice di parlare con te del tuo lavoro e della tua vita.
  2. Sei un ingegnere ma anche un’artista.
  3. Hai scelto la fotografia oppure è stata la fotografia a scegliere te?

 

  1. Credo proprio sia stata la fotografia a scegliermi. E’ arrivata al momento giusto. Tutto ciò che ho imparato a riguardo l’ho appreso in Spagna.
  2. Sono convinta che se fossi rimasta in Perù non mi sarei dedicata alla fotografia in maniera professionale.
  3. L’anno prima di trasferirmi ho comprato una macchina fotografica, non immaginando di innamorarmi così profondamente della fotografia.
  4. Mi sono iscritta ad un corso professionale mentre tutto il resto è stato self-learning ( studio, ricerca, prove ed errori ).
  5. Ho iniziato a dedicare tutto il mio tempo alla fotografia, ho conosciuto artisti che mi hanno contagiata con il loro entusiasmo e con il loro amore per la fotografia
  6. e mi sono resa conto delle infinite possibilità di esprimere me stessa ma soprattutto mi sono trovata completamente coinvolta in un mondo dal quale non volevo assolutamente più uscire.
  7. Ho ancora molto da imparare e da scoprire ma fortunatamente ci sono alcune cose in cui posso anche apportare il mio contributo e questo, credo, sia ciò che mi entusiasma.

 

 

  1. Sei nata in Perù ma vivi a Madrid.
  2. Perchè hai scelto di trasferirti in Spagna?

 

  1. E’ una mistura di molte ragioni nello stesso momento.
  2. Mi sono trasferita perchè, fin da studentessa, sognavo di studiare all’estero ( ma non sono stata fortunata perciò il desiderio di trasferirmi è rimasto solo un sogno ).
  3. Mi sono trasferita anche per motivi famigliari e personali e perchè avevo bisogno di cambiamenti.
  4. Vivevo in una piccola città ed a un certo punto della mia vita è arrivato un momento in cui avevo bisogno di nuove sfide e nuove cose da fare.
  5. Se non mi fossi trasferita in Spagna mi sarei sicuramente trasferita nella capitale in Perù.
  6. Credo, comunque, che trasferirmi in Spagna sia stata una questione di fortuna.
  7. Se mi avessero negato il visto non sarei qui.
  8. La Spagna ha fatto di me una fotografa!
  9. La Spagna ha fatto di me un’artista!

 

 

  1. Ci siamo incontrate a Trieste grazie a Linda Simeone ed a Le Vie delle Foto.
  2. Linda mi ha raccontato cose magnifiche di te e delle tue foto perciò raccontaci un pò della scelta di esporre a Trieste.

 

  1. Linda è una persona meravigliosa, che ti contagia con la sua energia e la sua positività.
  2. La prima impressione è stata fantastica.
  3. Fin dal primo contatto con Linda e Lucy via Skype ho percepito energia positiva e fiducia, cose necessarie essendo la lingua una barriera e non potendo chiedere o dire tutto ciò che avrei voluto.
  4. Chiusa la conversazione, mi sono subito informata riguardo Le Vie delle Foto e non posso fare altro che ammirare Linda per il lavoro che fa.
  5. Mi sento davvero fortunata per essere stata contattata e per aver potuto prender parte ad un’esposizione internazionale alla quale si lavora pianificando mesi in anticipo,
  6. trascinati da tanto entusiasmo e tanta ambizione.
  7. I fotografi ed i locali sono magnifici.
  8. Così come le attività che vengono realizzate durante tutto il mese della manifestazione per far sì che le persone continuino ad essere coinvolte.
  9. Il marketing è un’altra cosa che ho adorato.
  10. Non ultima Trieste, con uno charme ed una bellezza magiche.
  11. Dopo tutto questo, come non sentirsi fortunati per aver partecipato a Le vie delle Foto?

 

 

  1. “Lo que habita en mi” è il nome della tua esposizione.
  2. Qual’è lo spirito e cosa volevi esprimere?

 

  1. Qualcuno mi ha chiesto se sono un’ autoritrattista.
  2. Ho risposto: ” non sempre ” perchè non sempre appaio nelle mie foto e quando accade non sono sempre la stessa: ogni volta interpreto un personaggio.
  3. Con il tempo, mi sono resa conto che gran parte delle le foto sono autoritratti perchè dicono molto di me.
  4. Sono una rappresentazione di ciò che sento, ciò che penso, ciò che sogno. Sono un’estensione della mia visione del mondo.
  5. Quindi “Lo que habita en mi” mi è sembrato il titolo migliore per la mostra essendo ogni foto parte del mio essere.
  6. In ogni foto si riflettono paure, desideri, frustrazioni, gioie, tristezze, cose che non sono capace di dire con le parole ma che cerco di esprimere con le foto, “Lo que habita en mi”.

 

 

  1. Mi sono innamorata di questa foto perchè amo i pizzi, le foglie, l’autunno.
  2. Le tue foto ritraggono le persone come fossero un sogno; la tua visione è così leggera, soft, ovattata.

 

 

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  1. Oh, grazie mille ( big smile on my face! )!
  2. Credo che le mie foto siano così perchè è il mio modo di vedere le cose.
  3. E’ inconscio, non me ne accorgo fino a quando qualcuno non me lo fa notare.
  4. Molte delle mie foto, in realtà, hanno un retro gusto triste e oscuro ma non tutti lo vedono.
  5. Molte persone si identificano con i sentimenti che le foto trasmettono loro, altri le scelgono perchè apprezzano i colori e l’estetica.
  6. Penso siano giuste entrambe le cose, perchè è vero che sono molto attenta ai colori ed all’estetica ma penso sia anche importante che le persone provino qualcosa nell’ammirare una foto
  7. e non sempre c’è bisogno di spiegazioni.

 

 

  1. Abbiamo lavorato insieme ad un servizio fotografico relativo al food. Ti è piaciuto o preferisci immortalare le persone?

 

  1. Preferisco fotografare le persone ma preferisco ancora di più la fotografia concettuale/fine art.
  2. Le mie fotografie nascono e vengono costruite partendo da un concetto o da un’idea.
  3. Quando qualcosa mi ispira, butto giù un’idea ( scritta ma anche solo mentale ) e poi mi metto alla ricerca degli elementi che mi aiuteranno a trasformare lo schizzo in fotografia.
  4. Il passo successivo, molto importante, è la post produzione che non è altro che il tipo di foto che voglio fare.
  5. Altre volte, invece, scatto per esplorare, per uscire dalla mia comfort zone.

 

 

  1. Adesso ti dirò 5 parole.
  2. Dimmi cosa rappresentano per te e per la tua arte.

 

  • Rosso
  1. E’ il mio colore preferito.
  2. Credo sia un colore molto audace, con molta forza e molta personalità. Nella mie foto lo uso per parlare d’amore o per richiamare l’attenzione.
  • Foglie
  1. Il bosco è una delle risorse a cui attingo di più quindi nelle mie foto compaiono spesso le foglie.
  2. Le scelgo per la loro forma o per il colore.
  • Acqua
  1. E’ probabilmente l’elemento che prediligo in fotografia.
  2. Amo i corpi quando entrano in contatto con l’acqua  ( credo che tutti siamo stati dei pesci! ).
  3. Inoltre, le forme ed i colori che si riflettono sull’acqua sono meravigliosi.
  • Pizzo
  1. Amo il pizzo e credo sia molto bello in fotografia.
  2. Mi piace usarlo sui corpi nudi in fotografia perchè fa viaggiare l’immaginazione.
  • Oscurità
  1. Noi tutti abbiamo un lato oscuro ed è un tema ricorrente in tutte le forme d’arte.

 

  1. Ultimo ma non ultimo, ti senti più ingegnere o fotografa?
  2. E’ singolare questa connubio tra precisione ed arte nella medesima persona.
  3. Forse, insieme, sono un punto di vista magico sul mondo.
  4. In fondo, senza la magia, non esisterebbe l’arte.

 

  1. Al momento mi sento più fotografa oltre a sentirmi anche un’artista.
  2. La fotografia ha fatto emergere la mia parte sensibile, il mio lato umano.
  3. Però tutto ciò che ho imparato durante il mio lavoro di ingegnere è perfettamente applicabile anche alla fotografia ed all’arte.
  4. Molte persone pensano non ci sia una connessione invece io credo ce ne siano moltissime.

 

 

 

 

  1. Potete andare a vedere le foto di Mia qui:
  2. Mia Madrid 
  3. Facebook ->https://www.facebook.com/www.miamadrid.es

 

 

 

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Eyes
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  1. Interview – english version
  1. Hi Mia, I’m very happy to talk with you about your work and your life.
  2. You’re an engineer and also an artist.
  3. Do you choose photography or photography has chosen you?

 

  1. I think photography has chosen me. And it came at the time it had to arrive.
  2. Everything I know about photography I’ve learned since I arrived in Spain.
  3. I am convinced that if I had stayed in Peru, nowadays I wouldn’t dedicate my work to photography.
  4. A year after arriving in Madrid, I bought a camera because I liked photography but I didn’t think I would be deeply in love with it.
  5. Then, I enrolled in a course of professional photography and everything else has been self-learning (read a lot, research, trial and error).
  6. Soon, I was spending all my time on photography, I got to know photographers and artists who contagious their enthusiasm and love for photography.
  7. Reading about photography/art made me understand the infinite possibilities I had to express myself so I was completely involved in a world I don’t want to get out.
  8. I still have too much to learn and discover; and hopefully at some point I also can contribute, I think that’s what excites me.

 

 

  1. You were born in Perù but you’re living in Spain.
  2. Why do you choose to move to Spain?

 

  1. I think there were many reasons that converged at a particular time.
  2. I moved because since I was a student I dreamed to get a scholarship to study abroad (and although I was never so lucky, the desire to leave my country always remained in somewhere in my heart).
  3. I also moved for family and personal reasons, because I needed changes in my life.
  4. I lived in a small town and in a moment of my life I felt that already choked me, I needed to have new challenges and try new things. I
  5. f I had not moved to Spain, anyway I would have moved to the capital of Peru.
  6. I think that to arrive to Spain has also been a matter of fortune.
  7. If my VISA had been refused, I would not be here.
  8. But now I am very happy and grateful.
  9. Spain made me a photographer.
  10. Spain made me an artist!

 

 

  1. We met in Trieste thanks to Linda Simeone and Le Vie delle Foto.
  2. Linda told me beautiful things about you and your pics so tell us about your choice to expose in Trieste.

 

  1. Linda is a wonderful person.
  2. Her energy and her positivism are contagious.
  3. The first impression was wonderful!
  4. In my first contact with Linda and Lucy by Skype, I felt a lot of positive energy and I got a lot of confidence.
  5. It was an important point because as you can imagine, the language was a barrier and in the first contact I couldn’t ask or say everything I would have liked.
  6. After that conversation I got the information about Le Vie delle Foto and I couldn’t help admiring the work that Linda does.
  7. I felt lucky that they have contacted me to participate in an international exhibition that they work in a planned way, months in advance, with enthusiasm and with a lot of ambition so that everything goes well.
  8. The photographs of the participants are wonderful.
  9. Locals chosen for exhibition are also great.
  10. The activities performed during the month-long exhibition are the perfect complement and keep people interested during that time.
  11. Marketing work is another thing that I loved.
  12. And of course, Trieste has magic, beauty and charm.
  13. Having all that together, how not to feel fortunate to participate in Le Vie delle Foto?

 

 

  1. “Lo que habita en mi” is the name of your exposition.
  2. Which is the spirit and what do you need to express?

 

  1. Someone asked me ever if I used to do self-portraits.
  2. My answer was: “not always”, because I don’t appear always in the pictures and when I appear in the pictures I’m not me exactly myself since I have to become so many things, so many characters.
  3. But over time, I realized that actually almost all my pictures are self-portraits because they always say a lot about me.
  4. They are a representation of what I feel, what I think, what I dream.
  5. They are an extension of my way of seeing the world.
  6. Therefore, “Lo que habita en mí” seemed to me the most appropriate title for the exhibition because each photo takes a part of my essence.
  7. In each photo are reflected my fears, my desires, my frustrations, what makes me happy, what I repudiate, my sorrows, things I can’t say with words and try to express with photographs, all “that dwells in me”.

 

 

  1. I fall in love with this pic because I love lace, autumn and leaves.
  2. Your photos take people into a dream, your vision is light, soft, muffled.

 

  1. Oh! Thank you very much (you’ve put a smile on my face).
  2. I guess my photos are so because it is my way to say things.
  3. It is unconscious because I had not noticed it until some people told me.
    Some of my pictures have sad or dark concepts behind them but not everyone can see it.
  4. Some people identify themselves with the feelings that the photo inspires them (sometimes even people tell me their experiences, and that excites me a lot.), but others choose my photos because they really like the color and aesthetics.
  5. I think both things are fine, first because it’s true that I’m very careful about the color and aesthetics of my photos and second because I think it’s more important that people feel something looking at a photograph as it’s not necessary to explain them the concept if they don’t need it


  1. We worked together on food&beverage photo shoot, do you like it or do you prefer to imortalize people?
  1. I prefer to photograph people.
  2. But even more, I prefer to do conceptual/Fine Art photography.
  3. My photographs are built and born of a concept or a previous idea.
  4. When something inspires me, I sketch the idea (either mentally or on paper) and then I have to look for all the elements needed to convert this sketch in a photograph.
  5. The next step is the post production process and it’s also an important part of my work.
  6. That’s the kind of photography I like to do.
  7. In other circumstances I shoot to explore, to get out from time to time of my comfort zone.

 

  1. Now I tell you 5 word.
  2. Tell me what they represent for you and your art.

 

  • RED

 

  1. It is my favorite color.
  2. I think it’s a very bold color, with great strength and personality.
  3. In my photography I use it to talk about love or focus the attention on something.

 

  • LEAVES

 

  1. The forest is my most used resource, so there will be leaves almost always in my photos.
  2. I choose them by shapes or color.

 

  • WATER
  1. It’s probably my favorite element in photography.
  2. I love when human body comes in contact with it (I think we all have been fishes ever).
  3. In addition, the shapes and colors that may be reflected on water are also spectacular.

 

  • LACE
  1. I like lace and I think it looks great in photography.
  2. I like to use it on naked bodies because it could make your imagination fly.

 

  • DARK
  1. We all carry something dark inside and it’s a recurring theme in art.

 

 

  1. Last but not least, do you feel more engineer or photoghapher?
  2. It’s strange because there is a mixture between art and precision in you.
  3. Maybe, both together, create a magic world’s point of view.
  4. Without magic, art can’t be exist.

 

  1. Now I feel more photographer than engineer, I feel also an artist.
  2. Photography has left my sensitive side emerge, my human side.
  3. However, everything I’ve learned during my journey as an engineer is perfectly applicable to photography and art.
  4. Some people believe that they don’t have a connection, I think they do, and a lot.

 

 

 

  1. You can find Mia’s pic:
  2. Mia Madrid 
  3. Facebook ->https://www.facebook.com/www.miamadrid.es

 

 

 

 

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Entrevista – Version espanola

  1. Hola Mia, estoy muy feliz de hablar contigo sobre tu trabajo y tu vida.
  2. Tu eres ingeniero y también artista. Por qué eligiò la fotografia? O la fotografia te eligiò?

 

  1. Creo que la fotografía me eligió.
  2. Y llegó en el momento en que tenía que llegar.
  3. Todo lo que sé de fotografía lo he aprendido desde que llegué a España.
  4. Estoy convencida de que si me hubiera quedado en Perú no me dedicaría a la fotografía hoy en día.
  5. Al año de llegar a Madrid me compré una cámara porque me gustaba la fotografía pero no creí que quedaría profundamente enamorada de ella.
  6. Después me matriculé en un curso de fotografía profesional y luego todo lo demás ha sido autoaprendizaje (Leer mucho, investigar, prueba y error). En breve la fotografía empezó a ocupar todo mi tiempo, me fui rodeando de fotógrafos y artistas que me contagiaban su entusiasmo y su amor por la fotografía.
  7. Leer sobre fotografía/arte y entender las infinitas posibilidades que tenía para expresarme me dejó completamente envuelta en un mundo del que no quiero salir.
  8. Aún tengo mucho por aprender y descubrir; y ojalá en algún momento también pueda aportar, creo que es eso lo que más me entusiasma.

 

  1. Naciò en Perù , pero viven en Madrid.
  2. Porque qué se mudò a Madrid?

 

  1. Creo que fueron muchas razones que convergieron en un determinado momento.
  2. Me mudé porque desde estudiante soñaba con ganarme una beca para estudiar en el extranjero (y aunque nunca fui tan afortunada, el deseo de salir de mi país siempre se mantuvo en algún lugar de mi corazón).
  3. Me mudé también por motivos familiares y personales, porque necesitaba cambios en mi vida.
  4. Vivía en una ciudad pequeña y en un momento de mi vida sentí que eso ya me asfixiaba, necesitaba tener nuevos retos y probar nuevas cosas.
  5. Si no me mudaba a España, de todas formas me hubiera mudado a la capital de Perú.
  6. Creo que llegar a España también ha sido una cuestión de fortuna.
  7. Si me negaban el visado no estaría aquí.
  8. Pero ahora estoy muy contenta y agradecida.
  9. España me hizo fotógrafa.
  10. ¡España me hizo artista!

 

  1. Nos encontramos en Trieste gracias a Linda Simeone y Le Vie delle Foto. 
  2. Linda me dijo cosas maravillosas.
  3. Cuéntanos por qué decidió exhibir en Trieste.

 

  1. Linda es una persona maravillosa, te contagia su positivismo y energía.
  2. Creo que primero fue eso, que al conocer a Linda y Lucy por Skype me transmitieron mucha energía positiva y me dieron mucha confianza, porque como comprenderás el idioma era una barrera y en un primer contacto no pude preguntar o decir todo lo que me hubiera gustado.
  3. Después de esa conversación me informé acerca de Le Vie delle Foto y no pude más que admirar el trabajo que realiza Linda.
  4. Me sentí afortunada de que hayan contactado conmigo y de poder participar en una exhibición internacional que se trabaja de manera planificada, con meses de anticipación, con entusiasmo y con mucha ambición para que todo salga bien.
    El trabajo de los fotógrafos participantes es una maravilla.
  5. Los locales que se escogen para las exposiciones son también estupendos.
  6. Las actividades que se realizan durante el mes que dura la exhibición son el complemento perfecto y además hacen que las personas mantengan el interés durante todo ese tiempo. El trabajo de marketing es otra cosa que me ha encantado.
  7. Y por supuesto, Trieste tiene magia, belleza y encanto.
  8. Teniendo todo eso junto ¿cómo no sentirse afortunado de participar en Le Vie delle Foto?

 

  1. “Lo que habita en mi” es el titulo de la exposición fotográfica. 
  2. Qué espíritu y lo que quiere expresar?

 

  1. Alguna vez me preguntaron si yo hacía autorretratos.
  2. Mi respuesta fue “no siempre”, porque no siempre salgo en las fotos y porque cuando salgo en las fotos no soy yo exactamente ya que interpreto personajes.
  3. Pero con el tiempo me di cuenta que en realidad casi todas mis fotos son autorretratos porque siempre dicen mucho de mí.
  4. Son una representación de lo que siento, pienso, sueño.
  5. Son una extensión de mi forma de ver el mundo.
  6. Por lo tanto, “Lo que habita en mí” me parecía el título adecuado para la exposición porque cada foto se queda con una parte de mi esencia.
  7. En cada foto están plasmados mis miedos, mis deseos, mis frustraciones, lo que me hace feliz, lo que repudio, mis tristezas, las cosas que no puedo decir con palabras y que intento expresar con fotografías, todo “lo que habita en mí”.

 

  1. Me enamoré de esta foto. Amo encaje, hojas y otono. Tus fotografias
  2. nos lleva en un sueño,
  3. tu visión es ligero y suave.

 

  1. ¡Oh! muchas gracias (has logrado dibujar una sonrisa en mi rostro).
  2. Supongo que mis fotos son así porque es la forma en que sé decir las cosas.
  3. Es inconsciente porque no había reparado en ello hasta que me lo dijeron.
  4. Algunas de mis fotos tienen conceptos tristes u oscuros pero no todas las personas pueden verlo de esa manera.
  5. Algunos se identifican con los sentimientos que la foto les inspira (a veces incluso me escriben contándome su experiencia y eso me emociona mucho), en cambio otros eligen mis fotos porque les gusta mucho el color y la estética.
  6. Yo creo que ambas cosas están bien, primero porque es verdad que me gusta mucho preocuparme por el color y la estética de mis fotos y segundo porque creo que lo importante es que la gente sienta algo viendo una fotografía, que no es necesario explicarles el concepto si a ellos no les hace falta.

 

  1. Trabajamos junto con un proyecto de alimentos. 
  2. Te gustó o prefiere fotografiar a las personas ?

 

  1. Prefiero fotografiar personas.
  2. Pero más aún, prefiero hacer fotografía conceptual/fine art.
  3. Mis fotografías son construidas y nacen de un concepto o una idea previa.
  4. Cuando algo me inspira bosquejo la idea (ya sea mentalmente o en papel) y luego busco todos los elementos necesarios para hacer de ese bosquejo una fotografía.
  5. Después viene el proceso de post producción que también es una parte importante en mi trabajo.
  6. Ese es el tipo de fotografía que me gusta hacer.
  7. Lo demás lo hago por explorar, por salir de cuando en cuando de mi zona de confort.

 

  1. Ahora 5 palabras.
  2. Dime lo que estas palabras son para ti.

 

  • ROJO
  1. Es mi color favorito.
  2. Creo que es un color muy atrevido, con mucha fuerza y personalidad.
  3. En mi fotografía lo uso para hablar de amor o para llamar la atención.

 

  • HOJAS
  1. El bosque es mi recurso más utilizado, por lo tanto casi siempre habrá hojas en mis fotos.
  2. Las elijo por su forma o color.

 

  • AGUA
  1. Es probablemente mi elemento favorito en fotografía.
  2. Me encanta cuando el cuerpo humano entra en contacto con él (creo que todos hemos sido peces alguna vez).
  3. Además, las formas y colores que pueden reflejarse en él son también espectaculares.

 

  • ENCAJE
  1. Me gusta el encaje y creo que en fotografía queda estupendo.
  2. Me gusta más usarlo sobre cuerpos desnudos por lo sugerente que puede resultar.

 

  • OSCURO
  1. Todos llevamos algo oscuro dentro y en el arte es un tema recurrente.

 

 

  1. Por último pero no menos.
  2. Tu eres más ingeniero o fotógrafo?  
  3. Esta extraña mezcla de precisión y arte es magico.
  4.  Tal vez , los dos juntos crean una visión mágica del mundo.

 

  1. Ahora me siento más fotógrafa, en ocasiones artista.
  2. La fotografía ha dejado aflorar mi lado sensible, mi lado más humano.
  3. Sin embargo, todo lo que he aprendido durante mi recorrido como ingeniera es perfectamente aplicable a la fotografía y al arte.
  4. Hay gente que cree que no tiene relación alguna, yo creo que sí, y mucha.

 

 

 

 

 

  1. Fotos de Mia: 

 

  1. Mia Madrid 
  2. Facebook ->https://www.facebook.com/www.miamadrid.es

 

 

 

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Si chiacchera, si pianifica, si condivide. Di quattro blogger a pranzo sul canale!

 

  1. Ho deciso che volevo un blog
  2. perchè non riuscivo a dire tutto ciò che avrei voluto.
  3. Ho deciso che volevo un blog perchè amo scrivere e fotografare.
  4. Ho deciso che volevo un blog soprattutto per condividere.
  5. Succedeva qualche anno fa,
  6. seguivo un paio di blogger ma personalmente non ne avevo mai incontrata nessuna.

 

 

 

 

 

 

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  1. E’ per caso che scopro che con Miss Claire ci si conosce dai tempi della scuola.
  2. Un’entusiasta del lifestyle, Chiara.
  3. Un’entusiasta della Mitteleuropa.
  4. Un’entusiasta della vita.

 

  1. C’è chi ha gridato alla copia, all’emulazione, al plagio ( mio, ovviamente! )
  2. invece è solo un gran mess che noi accompagniamo con una risata ed un sacco di consigli ( suoi! ).
  3. Sono nomi che si somigliano e si pigliano, anche 😉

 

  1. Chiacchera che ti chiacchera,
  2. Chiara mi parla di SapoRita
  3.  romana ormai naturalizzata triestina.
  4. Un’artista nella vita ma soprattutto in cucina.
  5. Una morettina tutto pepe che mi conquista online,
  6. con un panino impacchettato sulla foto di copertina della sua pagina Facebook
  7. e con la sua Moleskine color petrolio/verdebosco/blu personalizzata.

 

 

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  1. Alessandra di Una Casa in Campagna , invece, la incontro al volo ai Castelli di Strassoldo
  2. e da subito vengo travolta dal suo sorriso contagioso e dalla sua voglia di fare.
  3. Vive in campagna e si racconta nel suo blog in cui si parla di cibo, viaggi, vita, passioni.

 

 

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  1. E’ Chiara che organizza un pranzo sul canale, all’ Antico Panada ,
  2. per farci incontrare e dare inizio ad una chiacchera che continua tutt’ora,
  3. con Rita che bazzica in giro per Berlino e
  4. Alessandra in Crociera nel Mediterraneo.

 

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  1. Piove a dirotto ma noi siamo già nel mood pranzo tra donne.

 

  1. Ci incontriamo all’ingresso del locale per le presentazioni di rito
  2. – che comunque a me pare di conoscerle ormai da una vita attraverso i loro blog 😉 –
  3. Saliamo, ci accomodiamo e da lì partiamo per non fermarci più.

 

  1. Arrivano i piatti.

 

  1. La più invidiata è la vellutata di ortica e patate con bocconcini di salmone di Alessandra
  2. ( è da dire che anche il mio trancio di salmone gratinato con le verdure
  3. e la ventresca di tonno con misticanza e finocchio all’arancia di Rita hanno fatto la loro porca figura! ).

 

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  1. In menù anche filetto di branzino alla griglia,
  2. spaghetti alle vongole e cozze in sugo rosso,
  3. tagliolini neri con listarelle di dentici e funghi champignon
  4. che un altro pranzo qui non ce lo leva nessuno, questo è chiaro.

 

  1. Non smetterò mai di sostenere che bisogna continuare a credere.
  2. E’ solo credendoci che si muovono energie positive.
  3. E’ credendoci che ci si apre a nuovi incontri,
  4. nuovi punti di vista,
  5. nuovi progetti,
  6. nuove prospettive.

 

  1. Perchè le persone belle esistono ed è capitato che io,
  2. con un paio di loro,
  3. ci sia andata a pranzo.
  4. Un pranzo fatto di chiacchere, bollicine, progetti condivisi
  5. e risate di gusto!

 

 

 

 

 

Cover Ph. Andrea Zangrando

 

 

 

Le Vie delle Foto – Mostra Fotografica a Trieste!

 

 

 

  1. Parliamo de Le Vie delle Foto  – Mostra Fotografica a Trieste – che quando si tratta di foto sono felice sempre ♥

 

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  1. Avevo proprio voglia di intervistarla, quel vulcano della Simeone.
  2. Due le possibilità: o andare a correre con lei la mattina alle 5 che da qualche mese si allena per la maratona
  3. oppure brindare insieme in una serata per sole ragazze.
  4. Opto prepotentemente per la seconda, intanto preparo le domande.
  1. Linda la conosco da qualche anno ormai,
  2. è stata coraggiosissima ed ha creduto nella mia arte fotografica facendomi partecipare alla prima edizione de
  3. Le Vie delle Foto qualche anno fa ! 

 

 

 

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  1. Le Vie delle Foto è una mostra fotografica collettiva che quest’anno si ripete per il sesto anno e si svolgerà dall’ 1 al 30 aprile.

 

 

  1. 97 fotografi che espongono in 63 locali.
  2. Fotografi scelti per tema.
  3. Professionisti e non.
  4. La mente di tutto è Linda Simeone che ha sintetizzato tutto con la sua nota praticità:
  5. Perchè credo che in una squadra vinca la Squadra”.
  6. Cosa che in moltissimi dimenticano!

 

  1. Il vero segreto del successo de Le Vie delle Foto è proprio questo – a volte un pò incasinata ma comunque squadra!
  1. Ogni squadra, però, ha bisogno di qualcuno lì davanti,
  2. in prima linea,
  3. che faccia da motivatore nei momenti di stanca
  4. ma che sappia gioire insieme al resto della truppa nei momenti di successo.
  5. Come una piantina, bisogna annaffiare i cuori, spronare gli animi, dare spunti alle menti.
  6. Ma soprattutto bisogna crederci perchè è solo credendoci che si trovano nuove prospettive, nascono nuove idee, si cresce.

 

  1. Tutto questo è Linda che, tra le altre cose, ha creato dei tour che,
  2. di volta in volta,
  3. accompagnano i partecipanti alla scoperta della città, dei bar e dei fotografi.

 

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  1. Ci incontriamo per un aperitivo che diventa cena e dopocena.
  2. Chiacchieriamo di noi, del suo fantastico nanetto assai fotogenico,
  3. della sua passione per la corsa che è nata quasi per caso e si è trasformata in energia per
  4. corpo e mente.

 

  1. ( qui sotto uno dei nostri primi incontri, correva l’estate 2011.
  2. Pixel bassissimi = troppi anni fa = Linda acciaccata ed io più bionda della Carrà! )

 

 

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  1. Allora Linda, partiamo dall’inizio, come nasce Le Vie delle Foto e qual è lo spirito della mostra?
  2. Le vie delle Foto nasce e si sviluppa come una mostra fotografica collettiva composta da tante mostre singole dislocate nel centro cittadino di Trieste.
  3. Il progetto prevede un’esposizione collettiva che, come un moderno network, si compone e collega tante location diverse, un motivo in più per girare a piedi incuriositi questa città, che negli ultimi anni si è adattata anche alla vita pedonale.
  4. Viene coperto tutto il centro cittadino e per un mese sarà possibile inventarsi percorsi per visitare anche quotidianamente alcune delle esposizioni in catalogo.
  5. Lo spirito è la condivisione perchè la fotografia è passione condivisa.
  6. Le Vie delle Foto fa da collante coma l’acqua con la farina.
  7. Sboccia in una noiosa giornata di luglio, trasportata dall’entusiasmo di un progetto mai realizzato, si sviluppa grazie all’energia delle persone, più precisamente cinquanta fotografi che sposano il progetto, ancora più entusiasti rispetto all’anno precedente e che li vede studiare nuovi temi, pensando, realizzando e creando foto nuove e diverse, per una mostra che forse non è più “qualunque” a Trieste.
  8. Il programma cresce e fiorisce all’ombra di un afosissimo agosto, grazie anche alla lungimiranza di titolari di locali che aderiscono e continuano a credere all’iniziativa, mettendo a disposizione tempo e spazi.
  9. Il matrimonio di oltre cento menti geniali ha trasformato una “mostra qualsiasi” nella più grande mostra fotografica mai realizzata finora a Trieste.

 

  1. Come avviene la scelta dei fotografi?
  2. Devono avere qualcosa da raccontare, un messaggio da lanciare, qualcosa di sentito.
  3. Mica bau bau micio micio 😉

 

  1. Hai deciso di far partire Le Vie delle Foto da Trieste perchè hai pensato ci fosse bisogno di energia positiva o semplicemente perchè è la tua città?
  2. Trieste, insieme a Torino, è la città con più associazione fotografiche in Italia e proprio a Trieste si trova l’associazione fotografica più longeva in assoluto.
  3. Inoltre Trieste ama la fotografia e la fotografia ama Trieste.
  4. Vogliamo poi parlare dei tramonti che non trovi da nessun’altra parte?
  5. Ultimo e non ultimo, il cuore pulsante di Trieste è nei bar dove non si va solo a bere il caffè ma è luogo d’incontro, si fanno comizi politici, si presentano libri.
  6. Trovare una caratteristica simile in altre città non sarà facile.

 

  1. Pensi, quindi, di esportarla anche fuori Trieste?
  2. Vorrei portare Le Vie delle Foto altrove, questo è certo. Ma dove ancora non lo so.
  3. E’ tutto in divenire.

 

  1. Io ho partecipato alla prima edizione perciò mi sento molto legata a questo progetto.
  2. Ricordo benissimo che tu eri un tutto fare: creata la mostra, disegnato il logo, mandato online il sito, ecco che ti trovo appesa nei bar ad allestire.
  3. Ne è passata di acqua sotto quei ponti e lo staff si è allargato fino a diventare un tutto al femminile.
  4. Raccontaci come ci sei arrivata e soprattutto presentaci il tuo staff.
  5. Per una serie di motivi, lo staff è sempre stato al femminile.
  6. Quest’anno siamo in 7. Le mie compagne di avventure sono delle guerriere e per tale motivo hanno un posto d’obbligo nell’organizzazione.
  7. Io sono orgogliosissima di ognuna di loro, anche di quelle che, per i motivi più vari, non hanno potuto far parte dell’organizzazione quest’anno.
  8. Per loro le porte sono sempre aperte.

 

  1. In parecchi hanno cercato di imitarvi. Cosa rispondi ai copioni?
  2. Ah ah ah, i copioni. I copioni copiano quando trovano idee brillanti realizzate e non riescono a fare altrettanto o peggio ancora, non ne hanno di loro.
  3. In ogni caso noi non temiamo alcun tipo di copia perchè ci mettiamo cuore e passione e questo fa la differenza!
  4. Del resto, essere imitati come la settimana enigmistica è un onore 😉

 

  1. “Mostrami” è il tuo libro.
  2. Si parla di fotografia e si elargiscono consigli utili per la realizzazione di una Mostra Fotografica di successo.
  3. Direi che dovremmo vederci per un altro aperitivo dopo l’inizio de Le Vie delle Foto per presentarlo come si deve, cosa ne dici?
  4. Un aperitivo?
  5. Sai che non riesco in alcun modo a dirti di no.
  6. “Mostrami” è il mio primo libro cartaceo e vederlo stampato è stata una grossa soddisfazione.
  7. Lo abbiamo presentato a Trieste, Milano, Genova.
  8. Chissà se riuscirò a fargli fare il giro del mondo ( proprio come faccio fare al piccolo Massimo )  😉

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  1. Dietro ad ogni successo c’è una Linda Simeone.
  2. E dietro ad ogni Linda Simeone c’è una grande squadra.
  3. Io sono orgogliosa di aver fatto parte di questa squadra e continuo a tifare per voi ragazze!
  4. #goleviedellefotogo

 

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  1. Il 29 Marzo 2016 presso l’Eppinger Caffè, in via Dante 2/b a Trieste, al 2° piano,
  2. come tutti gli anni, si terrà la conferenza stampa della manifestazione alle ore 10.30!
  3. A fine discorso – che durerà i soliti politici 15 minuti – ci sarà un buffet offerto dall’organizzazione!
  4. Linda ed il suo staff tutto al femminile vi aspettano!

 

 

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  1. Le Vie delle Foto

 

  1. Ph. Martina Micalizzi

 

 

Teranum e i Vini Rossi del Carso nella magia di Porto Piccolo!

Il vino prepara i cuori
e li rende più pronti
alla passione.

Ovidio 

  1. Ed io, di passione, ne ho messa moltissima a Teranum – Vini Rossi del Carso.

 

  1. In un venerdì pomeriggio di sole,
  2. nella meravigliosa cornice di Porto Piccolo
  3. che ha aggiunto un tocco romantico ad una degustazione dove il vino ed il buon cibo la facevano da padrone.

 

 

 

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  1. Nella mia terra dici terrano e dici Carso.
  2. Vino autoctono per eccellenza,
  3. della famiglia del Refosco,
  4. ha bisogno della Terra Rossa della provincia di Trieste,
  5. di Gorizia e della parte occidentale della Slovenia.
  1. Colore rosso rubino, gusto intenso e corposo, ricco nei profumi.
  2. Fruttato di frutti rossi, di ribes, di lamponi, di more.
  3. È uno di quei vini che riconosco alla prima annusata.
  4. Come un cane da tartufo nel bosco,
  5. mi sono conquistata il mio calice e me lo sono goduto guardando il mare
  6. e lasciandomi avvolgere da un tramonto da favola.
  1. Mille persone intorno eppure intorno a me solo silenzio.

 

 

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  1. Perché è vero che quando sei in pace con te stesso, sei in pace anche con il mondo.

 

  1. In pace soprattutto quando
  2. – per accompagnare i 33 produttori locali che ci hanno deliziato con i loro vini a bordo piscina –
  3. è arrivato Tomaž Kavčič , Chef del Ristorante Castello di Zemono Pri Lojzetu
  4. dove andarci è d’obbligo.
  5. Da provare almeno una volta anche se poi sono sicura diventeranno due
  6. e tre e quattro e poi appuntamento fisso 😉 

 

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  1. Il terrano si sposa perfettamente con salumi, formaggi, goulash e carni toste.

 

  1. Tomaž ha proposto gnocchetti homemade al prosciutto crudo e terrano,
  2. paninetti ripieni di olive e terrano, sacchettini ripieni.

 

Un pout pourri di delizie.

 

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  1. { le caratteristiche organolettiche e la breve storia del terrano le ho appuntate al Convegno
  2. che si è tenuto al Ristorante Bris di Porto Piccolo prima dell’inizio della degustazione,
  3. quando avevo ancora la mente libera ed il controllo totale per riuscire a prender appunti.
  1. 33 è un numero importante e non si può mancare di rispetto a nessuno 😉}.

 

 

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  1. Ultimo e non ultimo: le uve del Terrano sono contraddistinte dalla massiccia presenza di antociani
  2. che condizionano il metabolismo cellulare contribuendo al bilanciamento tra salute e malattia.

 

  1. Quindi: un bicchiere al giorno e si sviluppa un’azione antiossidante.
  2. Quindi: fa bene alla salute.
  3. Quindi: ho degustato con passione vera, veleggiando con il cuore e con la mente verso l’infinito.

 

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  1. Ph. Felice Sorrentino – PhotofeliceSo

  1. Porto Piccolo Sistiana

 

 

 

Alla primavera in arrivo chiedo solo di illuminare tutto ciò che l’inverno si lascia alle spalle!

 

 

  1. Mancano pochi giorni a primavera ma io la sento già mia!
  2. Un risveglio all’alba che per me = tragedia, immensa tragedia invece il sorgere del sole silenzioso di stamattina mi ha riempita di energia.

 

 

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  1. Non mi abituerò mai ma comincia a piacermi.
  2. Un ventaglio di colori per scegliere il calzettone giusto perché il mio fantastico collega se lo merita proprio.

 

 

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  1. ( uomo che ascolta e che pare anche interessato va premiato, absolutely! ).

  2. Passeggio guardando il mare mentre alle mie spalle la città brulica.

  3. Meduse giganti con tentacoli lunghi e lenti che guardarle muoversi sott’acqua mi fa assopire e mi rilassa più della melatonina la sera.

  4. E poi quel senso di libertà che oggi è sempre più raro.

 

 

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  4. Alla primavera in arrivo chiedo solo di illuminare tutto ciò che l’inverno si lascia alle spalle🌟

 

 

  1. E poi c’è l’esterno notte.

 

 

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  1. Noi passeggiamo verso la macchina e loro girano un film ( set in casa di un’amica che probabilmente farà nottata con tutta la troupe! ).
  2. La nostra buonanotte è il loro buongiorno.
  3. Incontri casuali che finiscono con pizza e birra e racconti di viaggio.
  4. Quando incontro un’anima vagabonda come la mia perdo il controllo e mi ritrovo a pianificare voli,
  5. noleggio auto e guida in loco per vedere le balene da vicino ( e non siamo nemmeno al profiterol 🙈).

  6. Victor Hugo diceva che la libertà comincia dall’ironia e noi stasera abbiamo riso un sacco.

  7. Che siano state le bollicine o il sorbetto poco importa.

  8. Troppo spesso la vita è un film e ce ne accorgiamo solo ai titoli di coda.

  9. Io, invece, voglio continuare a pianificare perché di volare non mi stanco mai🌟

 

 

Cose belle di un lunedì che è diventato venerdì!

  1. Cose belle di un lunedì al limite del delirio.

 

  1. La mia mantella Good Vibes che mi da energia
  2. ( finalmente il sole ma la bora imperversa, dunque:
  3. passeggio ed a ogni “refolo” sono ali di pippistrello che quelli delle isole della Malesia in confronto sono pettirossi canterini! ).

 

 

 

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  1. Il fabbro nella lazy home alle 8 am che finalmente avrò una ringhiera
  2. ergo non rischierò più di rotolarmi giù dalle scale con quelle meravigliose calzette antiscivolo che adoro e
  3. che dopo due lavaggi scivoli più di Carolina Kostner alle Olimpiadi.

 

 

  1. I clienti più belli del mondo ma che in un monolocale di 19 mq vorrebbero:
  2. spadellare,
  3. ricevere amici,
  4. organizzare incontri letterari
  5. piazzare un 50 pollici
    1. ( ovvero appenderlo al soffitto come un caminetto sopeso chè di pareti tanto grandi non ce ne sono )
    2. perchè se non è in HD, meglio il nulla
    3. ed invece si ritrovano la lavatrice di Barbie.

 

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  1. Meraviglioso appartamento primingresso piano alto vista aperta luminosissimo ma il grigio è così: o lo ami o lo odi.
  2. E se non hai con te le chiavi dell’ascensore è odio totale
  3. ( ma la chiappa soda è sempre più vicina! ).

 

 

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  1. Rido.
  2. Non riesco a smettere.
  3. Il mio lavoro che amo da morire e che mi fa pranzare alle 4 del pomeriggio, sola, con un tramezzino ciccione e bollente
  4. che caldo non lo avevo mai mangiato ma che mi piace un sacco.

 

 

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  1. E poi ci sono quei caffè al volo che muovono energie e che diventano brainstorming.
  2. Tra fiori, libri e cactus centenari.
  3. Tra una bicicletta in cucina, pronta a partire, che non si sa mai dove la vita ci porterà.
  4. Tra mille oggetti che hanno una vita e la trasmettono.
  5. Vibrazioni che diventano azioni.
  6. Una finestra aperta sul mondo.
  7. Una casa che accoglie noi e le idee.
  1. Questa è pura bellezza e un lunedì si trasforma in un venerdì ed io sorrido, felice.

 

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