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Categoria: homeslide

Istanbul – un weekend di storia, di buon cibo, di meraviglia!

  La mia terza volta a Istanbul. Per un weekend di solo relax, bagni turchi, scrub e massaggi. Queste le aspettative. 🕌 È finita che, grazie alla meravigliosa guida di…

 

La mia terza volta a Istanbul.

Per un weekend di solo relax, bagni turchi, scrub e massaggi.

Queste le aspettative.

🕌

È finita che,

grazie alla meravigliosa guida di Scoprire Istanbul,

abbiamo battuto la città da cima a fondo,

da Sultanahmet al Bosforo,

da Piazza Taksim a Sirkeci,

da Galata a Eminönü.

 

Km e km a piedi ma anche ore di chiacchiere,

centinaia di foto,

litri di vino bianco

ma soprattutto hummus come se non ci fosse un domani.

🕌

La Moschea Blu in ristrutturazione da sempre e per sempre,

Aya Sofia che rivederla è ogni volta una meraviglia,

il Bosforo che incanta,

la stazione ferroviaria di Sirkeci dove,

in un battito di ciglia, ti ritrovi a Costantinopoli,

passeggero di quell’Orient Express in arrivo da Parigi

che ancora mantiene intatta la sua magia.

🕌

 

 

Ed è proprio grazie al mio amore smisurato per l’Orient Express

che non potevamo che alloggiare al Pera Palace Hotel. 

Dove nella stanza 411

Agatha Christie scrisse quello che resta tra i miei libri preferiti di sempre,

quello che il film me lo sono guardato in volo

e il libro me lo sono riletto a bordo piscina nell’unico giorno di relax meritato

quanto una pizza la domenica dopo una settimana di dieta.

🕌

Ebbene, il mio relax, i mei bagni turchi, i miei scrub ed i miei massaggi

sono durati un’intera mattinata

– che pare tanto ma è niente per chi,

come me,

sperava in un rave in una SPA da capogiro.

Sono stati giorni pieni di allegria, di sorrisi e di gioia.

Sono stati giorni di grande fermento in una città che non si ferma mai

e che bolle come una pentola sul fuoco

perché Istanbul è in continuo divenire.

Erano anni che mancavo e l’ho trovata piena di energia,

di vitalità,

di forza.

Abbiamo mangiato in locali così cool che ciaone,

abbiamo banchettato con un branzino al sale

che richiede un’intera squadra di pompieri solo per la presentazione

ma della bontà ne vogliamo parlare?

Abbiamo bevuto talmente tanto thè caldo

che forse ci siamo purificati anche senza scendere in SPA ogni sera.

Abbiamo abbandonato i selfie per non mollare bicchieri e posate

ergo le uniche foto tutti insieme sono a tavola

dove i camerieri impietositi ci hanno immortalato.

L’equazione, per noi, resta panza piena e sorrisi a profusione.

Ma soprattutto abbiamo pianificato: viaggi, incontri, vita.

Abbiamo respirato a pieni polmoni e ci siamo rigenerati.

Ti ho salutato con un un velo di tristezza nel cuore

ma sono certa che ci rivedremo perché la magia che ti avvolge è unica, davvero! 

 

A cena da Meze by Lemon Tree non potete mancare:

lo chef reinterpreta la cucina turca. 

Scegliete il menù degustazione e tuffatevi nelle decine di ” meze ”

– antipasti –

che vi verranno serviti.

Cibo buonissimo ed in quanto a gentilezza i migliori!

Prenotate qualche giorno prima perchè è davvero richiestissimo

ed ha pochi tavoli.

Se, invece, volete mangiare pesce fresco,

andate al Sur Balık Restoran Cihangir ,

all’ultimo piano di un palazzo con vista spettacolare sul Bosforo.

Il nostro branzino al sale meritava anche solo per

la presentazione con spettacolo pirotecnico.

Abbiamo alloggiato al Pera Palace Hotel:

ci ha vissuto Agatha Christie

e nella stanza 411 ha scritto Assassinio Sull’Orient Express.

Questo potrebbe già bastare.

Aggiungeteci una location da sogno sul Bosforo, 

una SPA con piscina, bagno turco, sauna e tepidarium

e colazioni spadellate al momento ed il gioco è fatto.

Vi conquisterà.

Tutt’altro che economico ma vale la pena.

P.S. E’ aperto al pubblico per visitarlo avendo al suo interno il primo ascensore

installato in Turchia.

Per quanto riguarda la guida,

mai più senza.

Noi siamo andati alla scoperta della città con Emre di

Scoprire Istanbul

e non posso fare altro che consigliarveli.

Ti cuciono addosso il tour e ti immergono nella bellezza della città

 

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Maison Boucles – gioielli personalizzati interamente creati a mano!

    PARLIAMO DI BIJOUX HANDMADE!           Gaia Forneron è luminosa e sorridente. Nativa di Pordenone ma trapiantata a Trieste. Un vulcano di idee e di…

 

 

PARLIAMO DI BIJOUX HANDMADE!

 

 

 

 

 

Gaia Forneron è luminosa e sorridente.

Nativa di Pordenone ma trapiantata a Trieste.

Un vulcano di idee e di colori.

Contemporaneamente farmacista,

 insegnante di fitness

e creatrice di bijoux.

Affascinata da sempre da quegli orecchini colorati

che indossava sua nonna

e che lei chiamava lampadari.

Maison Boucles è il suo brand:

gioielli interamente cuciti a mano, unici.

 

 

Per Maison Boucles,

Gaia sceglie solo materiali di alta qualità quali rivoli,

catene, perline e cristalli Swarovski,

soutache in viscosa,

seta o cashmere per l’inverno,

lapilli di lava siciliani per l’estate,

nappe in seta.

La creazione di un orecchino richiede ore di lavoro.

I tessuti sono cuciti a mano e mai incollati.

Il retro è tanto bello quanto la parte frontale

e gli eventuali “difetti” altro non sono che la loro unicità.

 

 

 

Ma è con la Soutache che da il meglio di sé.

Tecnica che Gaia cerca di rivisitare in chiave moderna,

cercando di essere sempre al passo con colori,

tessuti e tendenze ne vogliamo parlare?

La Soutache o spiga russa

è una tecnica ricercata e particolare per la realizzazione di gioielli:

originaria dall’Europa dell’est,

prende il nome da una fettuccia di viscosa

utilizzata per realizzare gli alamari delle casacche dei militari

e per abbellire i sontuosi abiti degli zar e delle zarine.

Intrecciata a spina,

è particolarmente flessibile e si adatta facilmente a varie forme,

viene modellata intorno a pietre,

perle e cabochon,

dando origine a splendidi e coloratissimi bracciali,

orecchini, fermagli,

collane e decorazioni per abiti e accessori.

 

 

 

Le collezioni sono stagionali

e per l’autunno inverno 2018/2019 la

parola giusta è wow!

Cerchi in pura lana vergine e pon pon in pelliccia per Les Cercles ,

bottoni in velluto e soutaches metalizzati per gli Sparkling Velvet,

ventagli in pelliccia per i Fan Fur,

nappe di 9,5 cm e coppetta rivestita di strass,

già presenti nella collezione estiva e riproposti con colori invernali

per i Marcasite Tassel

e pendenti in lana per i Wool Touch.

 

 

 

E, udite udite, Gaia è pronta a portare la sua magia nella ville lumiere che si sa,

Parigi è sempre una buona idea.

Esporrà la sua Collection Hiver in 29, Rue de Bourgogne

dal 30 novembre all’1 dicembre ospitata dal JohnKyril all’interno dell’evento che,

annualmente, organizza in una magnifica fioreria parigina.

L’evento sarà aperto a tutti

e si potranno acquistare borse ed orecchini sorseggiando un buon thè caldo.

 

 

 

 

Nel cilindro c’è anche il progetto Bridal

ovvero una linea interamente dedicata alle spose

che, così, avranno la possibilità di creare

un orecchino unico e personalizzato

per il loro giorno più importante.

 

 

 

 

Ultimo ma non ultimo, Gaia realizza gran parte dei bijoux su misura,

interpretando gusti e sogni del committente per creare l’oggetto che desidera.

Ma potete anche scegliere di acquistare un buono regalo affinchè la persona che lo

riceverà possa personalizzarsi il dono o potete passare

a Trieste da Belle et Beau Parfumerie

Date un’occhiata alle sue creazioni e ditemi se non sono wow!

Facebook

Instagram

 

Foto Massimiliano Vianello

 

 

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Intervista a Filomena Torelli – quando fischiare è un’arte!

  Parliamo dell’arte di fischiare o whistler         Ho incontrato Filomena Torelli grazie ad un’amica comune, Maria Cioppi ( la sua intervista qui  ) a Pontedera.   Potrei…

 

Parliamo dell’arte di fischiare o whistler

 

 

 

 

Ho incontrato Filomena Torelli grazie ad un’amica comune,

Maria Cioppi ( la sua intervista qui  ) a Pontedera.

 

Potrei scrivere pagine e pagine su di lei perchè sono giorni che spulcio nel web

alla ricerca di informazioni

che una fischiatrice, nella mia vita, ancora non l’avevo incontrata.

 

Giovane e brillante, con un sorriso travolgente e un’esuberanza che me l’ha fatta amar fin dal primo momento.

Musicista e fischiatrice.

 

Un’artista a tutto tondo.

Se avete voglia di ascoltarla o scoprire qualcosa in più di lei:

La sua pagina Facebook

La sua pagina Instagram

Il suo canale YouTube

 

 

 

Filomena, siamo arrivate qui quasi per caso, grazie ad un incontro durante una spettacolo a Pontedera.

Toscana, mamma di due bimbi, ti definisci carismatica, originale, curiosa.

Amante dell’arte in ogni sua forma.

Raccontaci un po’ di te.

 

Curiosa è la parola chiave!

La mia curiosità mi ha portato a sperimentare e a canalizzare le mie energie in maniera positiva.

Il whistling ha preso passionalmente la mia vita quando sono diventata mamma, non avendo più tempo per studiare il mio strumento (suono il flauto traverso) ho concretizzato che avevo una capacità che altri non avevano: potevo leggere (fischiare) lo spartito in tutte le sue forme, senza omettere abbellimenti staccati, trilli e legature.

Ho cominciato ad intensificare lo studio fischiato e la resilienza di una madre fa miracoli.

Ho cominciato ad esibirmi come solista con l’orchestra poi con una pianista!

Avevo realizzato il mio sogno.

 

Appassionata di musica.

Flautista prima e fischiatrice poi.

Quando hai iniziato a suonare il flauto e da dove nasce questa passione?

 

Sono la classica bambina di paese che a 9 anni inizia a suonare in banda.

Mi emozionavo davanti al pubblico quando a soli 16 anni suonavo pezzi come “Il pastore svizzero “ di Morlacchi e piangevo dall’emozione forte (cosa che mi capita ancora! ).

Fischiare è sempre stata una realtà parallela alla musica strumentale.

Hai presente il solfeggio cantato?

Bene, io fischiavo!!!

 

Dal flauto al fischio il passo non è poi così breve.

Come ci sei arrivata?

Come dicevo prima sono due realta’ che si muovono parallelamente, che si completano ma l’una ha preso il sopravvento sull’altra nel momento in cui mi sono sentita in “cattività”.

Impossibilitata dall’arrivo dei bambini (Alessandra 6 e Daniele 3 anni) non potevo più studiare flauto e una mamma sa cosa intendo quando mi esprimo dicendo: ”mi sentivo in gabbia”!!

Diciamo che ho saputo trasformare quell’energia compressa in una forma artistica,capace di farmi risentire VIVA.

 

Suoni ancora o ti dedichi unicamente al whistle? 

Mi capita di rado ma quando suono e l’aria vibra attraverso il mio strumento ho ancora forti emozioni!

 

Quanto l’esercizio del respiro grazie al flauto ti ha aiutato a fischiare ma soprattutto ti senti ancora una musicista?

 

Fondamentali le mie conoscenze musicali: dalla respirazione all’emissione di suoni caldi e scuri piuttosto che di acuti, all’esercizio del fischiato-parlato che arricchisce le sonorità….sicuramente sarebbe stato diverso se non fossi stata una musicista!

 

Come e se è cambiato il rapporto con gli altri musicisti? Ti considerano parte dell’orchestra o “ l’ospite d’onore” ?

Sono io che, finalmente, continuo a sentirmi parte dell’orchestra…. mentre avverto con stupore, che mi accolgono come l’ospite d’onore!!

 

Hai partecipato a parecchi programmi televisivi come “ I soliti ignoti “ e “Italia’s Got Talent” e credo fossi la prima. Ho sentito parlare di whistlers stranieri ( LP, per esempio, oltre a cantare fischia benone! ndr ) ma in Italia è ancora cosa poco nota. Siete in tanti?

 

Non siamo in molti.

Ad oggi, che io sappia (che abbiano un progetto legato al fischio ) siamo solo in tre.

Ognuno con il suo genere ma uniti dalla stessa passione.

 

Ho visto che hai un repertorio molto ampio: passi da Mozart, a Puccini, al Canarino di Grupyn ( un’esibizione da pelle d’oca e la trovate su YouTube, ndr ) a Kill Bill. Le tue preferenze musicali sono le stesse sia quando si parla di musica da ascoltare che quando si parla di musica da fischiare?

 

Io ascolto di tutto.

La musica mi piace, mi fa sognare! Ma i pezzi che scelgo per il whistling sono selezionati accuratamente per poterne tirare fuori le caratteristiche fondamentali.

Rossini per l’abilita’ tecnica, Puccini per la potenza del sentimento che il fischio rievoca e spesso ho azzardato con pezzi dei Muse dove gli acuti vanno alle stelle!

Questo mi aiuta a misurarmi.

Il canarino di Grupyn è stata una vera sfida: ho avuto l’approvazione dei migliori ottainisti italiani e questo mi rende orgogliosa.

 

Hai un canale YouTube con moltissime visualizzazioni, una pagina Facebook ed una Instagram. Quanto il social aiuta a diffondere un’arte così particolare e ancora così poco nota?

 

Molto…senza sarei chiusa tra quattro mura e non avrei avuto la visibilità che ho!

Ho sacrificato la mia privacy per giusta causa.

 

Hai in previsione altre esibizioni televisive o concerti o eventi in cui potremo ascoltarti?

 

L’altro giorno sono stata ospite in diretta, a I Fatti Vostri accompagnata dall’orchestra del maestro Morselli (troppo ganzo)…

E domani (10 marzo ore 17 su radio2 ) intervistona alla radio !!

Nessun concerto in programma ma molti progetti futuri!!!!

 

 

 

 

  1. https://www.youtube.com/watch?v=Apm36shJjUs

    https://www.youtube.com/watch?v=jxL3mkNrg-0

 

 

3 commenti su Intervista a Filomena Torelli – quando fischiare è un’arte!

Weekend a Varsavia – mille facce e altrettante sfaccettature di una città elogio della semplicità e della lentezza!

  Varsavia. C’è silenzio e c’è la neve   Ci sono le candele e ci siamo noi. Sono stata in Polonia per la prima volta quest’estate ed ho tanto sperato di…

 

  1. Varsavia.

  2. C’è silenzio e c’è la neve  
  3. Ci sono le candele e ci siamo noi.
  1. Sono stata in Polonia per la prima volta quest’estate
  2. ed ho tanto sperato di tornarci in inverno con la neve
  3. perché dove ci sono fiocchi c’è magia.
  4. Ed eccoci qui.
  5. Luci di Natale dappertutto, pesanti portoni in ferro decorato,
  6. neve lungo i bordi delle strade e un’atmosfera d’altri tempi.
  7. Ci ha conquistato subito.
  8. Con la sua eleganza e la sua lentezza.

  9. Con il suo freddo pungente e le sue zuppe calde.

  10. Con quel maestoso albero di Natale illuminato in piazza ed è quasi febbraio.

  11. Ecco, diciamocela tutta, l’albero vince su tutto,
  12. io posso ricominciare a canticchiare le canzoni di Natale senza vergognarmi
  13. ed in un attimo è poesia

 

 

 

  1. Il primo giorno ci siamo svegliati in una Varsavia cupa e nuvolosa.
  2. Ma la pioggia non ci ha fermato e abbiamo battuto Stare Miasto,
  3. la città vecchia, da cima a fondo.
  4. Quelle stradine ancora addobbate,
  5. i mille locali nascosti che per alcuni neanche Google Maps,
  6. le coppiette innamorate ad ogni angolo che ad averne in Francia
  7. Prévert ci avrebbe scritto un’intera
  8. enciclopedia,
  9. le chiese e i pierogi.
  10. Si, lo so che sto mischiando sacro e profano ma oggi è andata così:
  11. per metà giornata non abbiamo fatto altro che mangiare e bere
  12. e l’altra metà l’abbiamo dedicata al museo degli ebrei polacchi,
  13. il Museo Polin.

  14. In tanti mi hanno chiesto se abbiamo scelto di venire in Polonia in occasione
  15. dell’anniversario della Shoa
  16. ma no,
  17. è stato un caso, e la bellezza sta proprio qui.

  18. È sempre un colpo al cuore ripercorrere quel pezzo di storia.

  19. Passa il tempo ma fa male lo stesso, forse anche di più.

  20. Buona notte sognatori, nonostante la pioggia qui si riescono a vedere le stelle.

  21. Vorrà pur dire qualcosa, no?

 

 

  1. Varsavia è stata quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale,
  2. per poi risorgere partendo dal centro storico a Stare Miasto,
  3. fedelmente riportato in vita grazie ai dipinti del Canaletto.
  4. Ed è proprio la città vecchia che è la chicca.
  5. Oggi abbiamo macinato km a Praga,
  6. l’unico quartiere scampato ai bombardamenti
  7. e che conserva tutt’ora gli edifici fatiscenti di inizio secolo. 
  8. Sono anni di fermento e rinascita,
  9. di atelier di pittori e fabbriche dismesse ora studi artistici.

  10. Sono come la nostra vicina Yugoslavia negli anni ‘80.

  11. Sono le “latterie” – una sorta di mensa ricordo dell’era comunista
  12. e ancora in voga tra gli autoctoni.

  13. Sono cioccolate calde densissime al Wedel
  14. che tuttora ha conservato lampadari e pavimenti originali.

  15. Sono le birrette a metà pomeriggio ed il loro vino, per noi imbevibile,
  16. che ci ostiniamo ad ordinare ogni sera perché sennò con che cosa si brinda?

  17. Sono i colori dei murales ed il cielo plumbeo.

  18. Sono i nostri giorni polacchi 

 

 

  1. Ci ho messo un po’ a capirla, questa città.
  2. Ci ho messo qualche giorno a comprendere la sua riservatezza
  3. ciò che mi ha fatto innamorare di questo paese così accogliente e così pulito,
    1. ciò che mi fa dire con certezza che presto ci rivedremo 

      Di Varsavia non dimenticherò le decorazioni
    2. ma soprattutto lo spirito natalizio a fine gennaio 
    3. Qui Santa Claus  batte il carnevale 10 a zero!

    4. Le zuppe calde, i pierogi due volte al dì
    5. che quelli curano il cuore più di una medicina,
    6. la birra a fiumi ed il vino che la mia nonna avrebbe definito rosolio.

    7. I suoi caffè così caldi, così liberty, così accoglienti.

    8. La cioccolata calda densissima.

    9. Il profumo di pino lungo le strade e la pista di ghiaccio che circonda la sirenetta.

    10. La pioggia  , tanta pioggia, ogni giorno,
    11. ma vuoi mettere il romanticismo?

    12. Perché Varsavia è romantica di brutto, nonostante le ferite,
    13. nonostante il dolore, nonostante tutto ciò che ha passato.

    14. Ha mille facce e altrettante sfaccettature.

    15. Ha la grazia di una vecchia signora che beve un thè caldo
    16. e l’arroganza di una teenager ribelle.

    17. Ha scorci meravigliosi e angolini con silenzi assordanti.

    18. Ha la delicatezza della semplicità.

    19. Ha l’eleganza ma soprattutto ha la lentezza.

    20. Quella lentezza che serve ad assaporare la vita  

 

 

 

  1. Noi siamo passati di qui e ci sono piaciuti tutti un sacco: 
  2. Pod Samsonem – ci siamo fermati a pranzo e ci hanno deliziato
  3. con piatti tipici e birra polacca buonissima;

 

  1. Same Fusy – sala da the carinissima, accogliente e molto polacca!
  2. Io ho preso il the di Winnie The Pooh e vi ho detto tutto!

 

  1. To Lubie – uno dei miei posti preferiti.
  2. Sembra di stare in uno di quei film romantici francesi.
  3. Candele, finestre di legno umide e musica in sottofondo.
  4. The caldo e fetta di torta obbligatori 😉

 

 

  1. Stolica – forse il mio preferito.
  2. Ristorante elegante ma non troppo.
  3. Semplice ma non troppo.
  4. I migliori pierogi mangiati a Varsavia e la carne cotta a puntino.
  5. E ultimo ma non ultimo, sono simpatici!!

 

 

 

 

 

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La Puglia che ti accoglie a braccia aperte, ti travolge e non ti lascia più andare!

  “Viaggio troppo, mi dicono. Viaggio troppo poco in Italia, rispondo” È con questo spirito che ho organizzato in un’ora un lungo weekend italiano. Ed è dal momento dell’imbarco che…

 

  1. “Viaggio troppo, mi dicono.

  2. Viaggio troppo poco in Italia, rispondo”

  3. È con questo spirito che ho organizzato in un’ora un lungo weekend italiano.

  4. Ed è dal momento dell’imbarco che mi sento parte di una grande famiglia:
  5. l’aereo è pieno, siamo stipati come sardine ma tutti sorridono.

  6. Atterriamo a Bari con il diluvio universale –
  7. che ho passato la notte a pregare affinché oggi uscisse il sole per godere a pieno della bellezza della terra pugliese.

  8. Iniziamo da 
    Bari Vecchia, dove ci perdiamo nelle sue stradine,
  9. tra vecchiette che lucidano l’argenteria, altre che tirano la pasta e altre ancora che stendono i panni.

  10. { Si narra che, per uscirne, bisogni seguire le mattonelle più scure! }.

  11. Sono i fiori che colorano una domenica a tratti nuvolosa,
  12. le mie chiacchiere con una vecchina per niente timida e la focaccia di Fiore che mi hanno letteralmente rubato il cuore.

  13. Sono i profumi e la gente nelle strade.

  14. Sono i km in macchina con il vento tra i capelli.

  15. A Polignano a Mare ci arriviamo a metà pomeriggio,
  16. giusto in tempo per il tramonto con i suoi colori.

  17. Sarà che più invecchio e più divento romantica,
  18. sarà che cerco di scovare la bellezza in ogni dove, sarà che di viaggiare non mi stanco mai.

  19. Ebbene, ho semplicemente assaporato ed erano cime di rapa, panzerotti, vino rosato e ostriche.

  20. Ma soprattutto eravamo noi, tra gli ulivi e il mare 

 

 

 

  1. Bene, possiamo metterlo agli atti.

  2. La mia preferita è Locorotondo.

  3. Magica, bianca, fiorita e bellissima.

  4. Non l’avevo presa in considerazione, non era nei piani.

  5. Poi due amiche pugliesi veraci ( proprio di Locorotondo ) mi hanno convinta,
  6. così un weekend lungo si è trasformato in un tour de force che ha toccato più città del Giro d’Italia.

  7. Con la nostra 500 Cabrio siamo partiti da Polignano a Mare che, credetemi,
  8. è bella ( tanto ), romantica ( tanto ), da vedere ( tanto ), ma decisamente sopravvalutata.

  9. { so bene che verrò crocifissa per ciò che dico ma la Puglia ha davvero tante cittadine meravigliose tanto quanto o più di Polignano }

  10. La prima tappa in questo lunedì di sole e vento è stata Martina Franca: barocca, ordinata, elegante.

  11. E poi i bocconotti ricotta e pere o crema e amarena
  12. ( che se passate di qui dovete assolutamente assaggiare al Caffè Tripoli subito dopo il Duomo )
  13. ed i racconti della signora che, mentre ricama pizzi e merletti,
  14. ci narra che un tempo si imbiancavano le pareti esterne delle case ogni settimana,
  15. si pulivano le strade con sapone di Marsiglia e ramazza giornalmente e si stava a chiacchierare in piazza per ore.

  16. Alberobello è tappa obbligata e ci accoglie con un’alternanza di trulli e giapponesi che scattano foto,
  17. fiori dappertutto, panzerotti al posto del the delle 5 pm e vista mozzafiato sulla città.

 

 


  1. La Puglia è così, ti accoglie a braccia aperte, ti travolge e non ti lascia più andare.

  2. È vero che diventa una malattia, come il mal d’Africa ( che per me è mal di Grecia ),
  3. come la focaccia che quando la provi non la molli più, come gli ulivi –
  4. che dopo aver percorso km tra distese verdeggianti ti accontenteresti anche di averne uno piccino,
  5. da mettere sul comodino,
  6. pronto a dare serenità nei momenti no e pieno di quella saggezza che solo a guardarlo riesce a trasmettere.

  7. { Non è un caso che Raz Degan abbia nidificato proprio qui, in zona Cisternino,
  8. tra valli verdi, cielo azzurro e tetti a punta.
  9. Non era lì, altrimenti l’avrei stalkerizzato fino ad arrivare al suo trullo, statene certi !}.

  10. L’unica certezza che ho acquisito in questi giorni è che la Puglia va vissuta, graffiata, respirata.

  11. Bisogna assaggiarla e gustarla.

  12. Ti deve maturare dentro.

  13. Ha bisogno del suo tempo ma quando arriva sei fregato perché non te ne liberi più!
  14. Quando si decide di venire al sud, si sceglie di vivere un’esperienza.

  15. Non potrà mai essere un semplice weekend, una banale vacanza,
  16. un tour alla scoperta delle bellezze del nostro paese.

  17. No.

  18. Quando si decide di venire al sud si vive, si annusa, si assaggia.

  19. Ci siamo svegliati a Matera, in un sasso.

  20. Che dopo l’igloo in Lapponia a Capodanno vuoi che non mi ci catapulti non appena mi si presenta l’occasione?

  21. Avvolti da un silenzio a cui non siamo più abituati, il sole che brilla,
  22. nemmeno una nuvola nel cielo ed un nido di rondini proprio sopra la nostra porta.

  23. { che io sia una da lacrima in tasca è cosa nota ma ditemi voi come si fa a non commuoversi }.

  24. A colazione Anna, che del sasso è la proprietaria,
  25. ci delizia con torte fatte in casa,
  26. focaccia pomodoro e origano ed un estratto di frutta fresca che ha il colore dell’estate e profuma di arancio.

  27. Suo marito suona il piano e noi spalmiamo marmellata homemade ai mandarini su friselle croccanti.

  28. La gente del sud è così, ti accoglie a casa sua come se ti conoscesse da una vita,
  29. ti abbraccia come fossi un parente e ti sorride come fossi la cosa più bella che gli potesse capitare.

  30. Mi sono chiesta più volte se fanno così con tutti o se io sono particolarmente simpatica,
  31. se gli interessa veramente o se è il copione.

  32. Ho realizzato che non mi importa.

  33. Quando si sta bene, basta farci caso e goderne appieno.

  34. Inizia da qui la mia stagione estiva, di corpo e di cuore.

  35. Largo alle canotte e alla protezione 50 che a Matera il sole picchia ed io sono più bianca di una burrata pugliese.

  36. Ci addentriamo nel cuore dei Sassi, tra piazze, chiese rupestri e la Casa Grotta che è una meraviglia:
  37. ancora intatta e completamente arredata.

  38. C’è tanto romanticismo in tutto ciò che ci circonda,
  39. c’è magia ad ogni gradino in discesa ma c’è anche un vaffa grande come un sasso ad ogni gradino in salita
  40. perché tutti spendono fiumi di parole a raccontare la bellezza ma nessuno che ti dica
  41. che per visitare Matera devi darci di crossfit più di Belen.

  42. Al terzo giro, ci facciamo raccattare dal figo Paolo
  43. che con la sua apetta Piaggio ci scorrazza all around e ci racconta i segreti della sua terra.

  44. Porterò nel cuore i sapori di Matera, dei peperoni cruschi,
  45. del purè di fave e cicoria, della cialledda, della bruschetta, del formaggio, del salame,
  46. di quel pane che continuerei a mangiare senza smettere mai.

  47. Della vita che pulsa, dei racconti di Luciano all’Osteria San Pietro,
  48. della musica di Gaetano nella prima notte di questa nuova estate.

  49. Forse era semplicemente arrivato il mio momento, forse ero più predisposta,
  50. forse un forse non c’è, tant’è che il sud mi ha fatta innamorare  ❤️

 


  1. Per la cronaca,
  2. ai controlli in aeroporto mi hanno fermata per complimentarsi e ringraziarmi per aver aiutato
  3. l’economia pugliese:
  4. dal mio bagaglio a mano spuntavano caciotte al burro, taralli, orecchiette, salami e pane di
  5. Altamura che un passaggio al forno di Santa Chiara era d’obbligo.

  6. Non posso che augurarvi che lo spirito del sud travolga anche voi !
  7. La Puglia è comoda da raggiungere grazie a Ryanair che vola su Bari
  8. ( ma anche su altre città ) da moltissime città italiane.

  9. Arrivati in aeroporto vi consiglio di noleggiare una macchina,
  10. metodo decisamente comodo per girare.

  11. Per prima cosa visitate Bari Vecchia,
  12. una piccola perla verace in una grande città “difficile”,
  13. come molte città del sud purtroppo.
  14. Perdetevi nei suoi vicoli,
  15. assaggiate le orecchiette delle signora Nunzia e fate scorta di taralli homemade.
  16. A Bari abbiamo dormito al B&B San Bartolomeo: nuovissimo
  17. ( siamo stati i terzi clienti! ), pulito ed in zona comodissima,
  18. soprattutto se avete necessità di alloggiare vicino all’aeroporto
  19. in caso di partenze all’alba o arrivi nel cuore della notte.
  20. Abbiamo cenato a Savelletri al Saporedisale:
  21. pesce freschissimo e carpacci che sanno di mare.
  22. A Polignano a Mare, invece, abbiamo alloggiato alla Dimora Mediterranea,
  23. nel cuore di Polignano,
  24. in una stanza azzurra come il mare e fresca
  25. come la brezza che ci ha accarezzato al belvedere.
  26. Dopo esserci stata vi posso dire con certezza che avrei dovuto dedicare più tempo a
  27. Locorotondo,
  28. paesino meraviglioso che mi ha conquistata.
  29. Prendetevi il tempo di un aperitivo al Docks 101 che domina una vallata di vigne
  30. alternate a rose rosse che, credetemi, è meraviglia allo stato puro.
  31. In ultimo, a Matera, abbiamo alloggiato alla Casa del Sole,
  32. un sasso nel cuore dei sassi.
  33. Credo di non aver camminato così neanche sul tapis roulant ai tempi d’oro 😉

 

 

 

Nessun commento su La Puglia che ti accoglie a braccia aperte, ti travolge e non ti lascia più andare!

Weekend a Valencia: Las Fallas e l’addio al nubilato di Barbara!

Nel mio girovagare, Valencia ancora non l’avevo toccata. Semplice casualità, perchè ad andarci ci avevo tentato milioni di volte ma alla fine ne usciva sempre perdente e volavo altrove. Adesso, finalmente,…

  1. Nel mio girovagare, Valencia ancora non l’avevo toccata.
  2. Semplice casualità,
  3. perchè ad andarci ci avevo tentato milioni di volte
  4. ma alla fine ne usciva sempre perdente e volavo altrove.
  5. Adesso, finalmente, siamo qui.
  6. 5 donne più una👰🏼
  7. In una casa magnifica,
  8. piena di luce e di gioia,
  9. con una terrazza immensa che guarda Plaza del Ayuntamiento
  10. e accoglie le nostre risate a crepapelle.

  11. Con una cucina che custodisce yogurt naturali e bollicine,
  12. uova fresche e Oreo ricoperti di cioccolato bianco,
  13. limone per depurarsi la mattina e patatine al prosciutto crudo.
  14.  
  15. Questa città ti travolge con i suoi colori e la sua energia.

  16. Abbiamo camminato nel barrio antiguo e lungo il Turia fino alla città della scienza.

  17. Abbiamo mangiato una paella da leccarsi i baffi alla Pepica
  18. e passeggiato a piedi nudi sulla sabbia.

  19. Abbiamo condiviso e sorriso.

 

  1.  

 

 

  1. Quello che ti frega di Valencia sono i milioni di locali in ogni angolo della città.
  2. Le tapas a tutte le ore del giorno.
  3. L’alternanza birrette – sangria che inizia subito dopo colazione.
  4. I ritmi lenti, il sole che riscalda e la voglia d’estate.
  5. Le vie piene di gente e la meraviglia ogni volta che alzi lo sguardo.

  6. Las Fallas, la più grande festa tradizionale della città,
  7. che se coincide con il tuo weekend valenciano significa grande festa
  8. e la Mascletá alle 14 cada dìa in Plaza del Ayuntamiento💥

  9. Ecco, noi le abbiamo tutte e Barbara ha il miglior team bride che si possa desiderare, ve lo garantisco.
  10. [ ho pure ceduto sul rosa, che con i miei boccoli fa subito Barbie 🙈…ma vuoi mettere?

  11. Per un addio al nubilato così mi butto anch’io alla ricerca di un marito , S U B I T O ! ]

 

 

 

Il viaggio, per me, è cosa sacra.

È tanto guardarsi intorno quanto guardarsi dentro.

È scoperta.

È crescita.

È magia.


I miei compagni di viaggio li scelgo sempre con gran cura e non accetto intromissioni.


Non lascio mai la strada vecchia per la nuova.


Il mio lato critico è sempre allerta e guai a chi cerca di farmi cambiare idea.


Ebbene, capita che mi sbagli.


Capita che 6 ragazze si ritrovino in un appartamento pieno di sole

per un weekend di festeggiamenti a Valencia perché barbara si sposa


Capita che le 6 siano ciò che più di diverso si possa immaginare.


Capita che le risate prendano il sopravvento ( o forse è la sangria! ).


Capita che io dorma meno di 10 ore a notte

e cammini per più di 10 km al giorno e sia felice ( ma forse è la sangria! ).


Capita che io non ami gli adii al nubilato

  1. e mi ritrovi ad indossare del rosa con i boccoli al vento e sia felice ( forse è la sangria! ).

  2. Capita che io detesti il Carnevale con i suoi carri – annessi e connessi –
  3. e mi ritrovi ad ammirare estasiata Las Fallas ad ogni angolo di Valencia ( forse è la sangria! ).

  4. Capita che “tutta quella bolgia non fa per me”
  5. e saltelli felice con trolley al seguito in mezzo al milione e mezzo di persone
  6. accorse in città per festeggiare la Mascletá ( forse, anche in questo caso, è la sangria! ).


Ebbene, non ho mai bevuto sangria!


  1. È la vita gente!

  2. Che non smette di sorprendere, stupire, meravigliare.

  3. È così che in un lunedì di sole ci si ritrova a sentire la mancanza delle colazioni valenciane sul terrazzo,
  4. a ringraziare perchè ognuna ha portato il suo piccolo bagaglio ed è ripartita con qualcosa in più.

  5. Tante piccole parti di noi donate agli altri ed un flusso continuo di energia.

  6. È con quell’energia che oggi ho affrontato momenti poco brillanti.

  7. È con quell’energia che vado a dormire e non saranno 10 ore nemmeno stanotte ma volete mettere?

  8. Nuove consapevolezze battono sonno 10-0 🌟

 

 

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