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Life, Love, Passion

Salty – Sea Style

  SALTY è una dichiarazione d’amore al mare.       Salty è nato da poco. Salty parte dal cuore e arriva al cuore. Salty è Roberta. Una lunga storia…

 

SALTY è una dichiarazione d’amore al mare.

 

 

 

Salty è nato da poco.

Salty parte dal cuore e arriva al cuore.

Salty è Roberta.

Una lunga storia di mare, di vita vissuta intensamente, di cambi di rotta, di passioni, di cuore.

Per me è ancora più emozionante perchè Roberta la conosco da sempre e ho seguito tutto il suo peregrinare.

Ho visto nascere Salty e me ne sono innamorata subito.

Roberta ha creato per me degli oggetti meravigliosi, tra i quali una collana con una stella al centro che non tolgo mai.

 

 

Ma la cosa più bella e più emozionante è stata creare una linea di collane che porta il nome della mia mamma, Loredana.

Sono quelle emozioni che ti travolgono e che ci metti un pò a metabolizzare ma che ti fanno capire che la bellezza sta davvero nelle piccole cose, come una collana da appendere al collo che ad ogni movimento accarezza il cuore.

 

 

Ho chiesto a Roberta di raccontarmi di Salty, per non togliere nulla della magia di questa creatura del mare.

 

” Il mare è il luogo più bello che conosca e la passione per gli accessori, quelli semplici ma unici, mi ha portata a decidere di creare SALTY dove mare e vela la faranno da padroni.

Realizzo pezzi unici, fatti a mano e personalizzabili secondo i tuoi desideri.

Simboli, lettere, parole e numeri che racchiudono o evocano un’emozione, un’immagine o un ricordo.

Sono triestina di nascita, mare e vela sono stati la mia vita fino a circa una decina di anni fa.

Ma il mare mi manca, mi manca viverlo o semplicemente guardarlo così, per un attimo, percorrendo le rive triestine e i lungomari dei posti di mare dove ho vissuto negli anni.

Per vari motivi mi sono avvicinata alla lavorazione dei metalli e disegnando tutt’altro, ho iniziato ad immaginare di creare qualcosa legato al mare.

Ogni progetto deve fare capo ad un nome e ad un simbolo.

Ho scelto SALTY perché vive in me ogni giorno quella che io definisco “ la magnifica sensazione del sale tra i capelli ”, sensazione indelebile delle lunghe e interminabili giornate di barca che negli anni ho potuto vivere.

Quando ho iniziato a progettare il logo di SALTY continuavo ad immaginare una balena nella grafica, alla fine ho optato per la sua coda.

 

 

Curiosando nel web ho trovato questa frase:

“La balena rappresenta la rinascita emotiva dopo aver attraversato qualcosa di impegnativo nella tua vita. Simbolizza la creatività senza limiti che renderà possibili tutti i tuoi sogni più grandi. Ti aiuterà a realizzare i tuoi sogni mantenendoti ispirato. Ti motiverà ad andare avanti, anche affrontando sfide difficili.”

Ho aggiunto un cuoricino.

Il logo racchiude decisamente tutto quello che sono io e quello che è e sarà SALTY.

Come materiale base utilizzo l’ottone per tre motivi:

  • è un elemento utilizzato molto sulle barche d’epoca;
  • ha un colore ed una lucentezza incredibile;
  • porta beneficio al nostro corpo.

Ho iniziato a fare i primi disegni, a tagliare i primi pezzi, mi sono confrontata a lungo con i mastri orafi che seguono il mio progetto legato al Golf, ho iniziato a far vedere qualcosa di quanto producevo alle persone che mi stavano intorno e che mi hanno consigliato di provare a fare il tutto sotto un altro punto di vista: creare dei gioielli in modo da trasmettere questa passione per il mare anche ad altre persone.

Ho fatto dei test, ho iniziato a “navigare” per i mercatini e quello che creo è piaciuto e sta avendo un piccolo successo pur essendo un progetto molto molto giovane.

Amo SALTY perché è caratterizzato da pezzi unici come uniche sono le emozioni generate dal mondo marino.

Quando disegno taglio l’ottone e rifinisco i pezzi, mi sento in mezzo al mare e questo mi fa stare bene “.

 

Avrei voluto postare migliaia di foto perchè ogni gioiello, ogni oggetto, ogni collanina, ogni ciondolo sono emozione allo stato puro.

Se andate sulla sua Pagina Instagram potete ammirare tutte le sue creazioni, scriverle, chiedere informazioni, dialogare con lei e, ultimo ma non ultimo, ordinare il vostro pezzo unico, fatto apposta per voi.

 

Salty SeaStyle

 

 

 

 

 

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Fonti del Clitunno, Umbria

  “Hai mai veduto le Fonti del Clitunno? Se non ancora, e credo di no, altrimenti me ne avresti parlato, valle a vedere. Io l’ho viste da poco e mi…

 

“Hai mai veduto le Fonti del Clitunno?

Se non ancora, e credo di no, altrimenti me ne avresti parlato,

valle a vedere.

Io l’ho viste da poco e mi rammarico di averlo fatto troppo tardi”.

Plinio il Giovane a un amico.

 

 

📍 Fonti del Clitunno, Umbria

 

Un Parco storico con un laghetto contenente numerosissime specie vegetali che contribuiscono a dare quella caratteristica per cui le Fonti del Clitunno sono così famose.
Salici piangenti così di moda a Parigi negli anni ‘40,

che qui rinfrescano le passeggiate sul lungo lago nelle torride giornate estive.
Un luogo incantato nel cuore dell’Umbria.
Questa è la stagione perfetta per una gita enogastronomica immersi nella natura.
Io amo moltissimo questo luogo di pace così silenzioso eppure così pieno di energia.

 

 

 

Accanto al Parco,

Il Ristorante Fonti del Clitunno,

tipica Osteria umbra che offre i piatti della tradizione e i prodotti del territorio.

Affaccio sul Parco, silenzio totale e modalità zen.

 

 

A Campello sul Clitunno,

Il Castello di Campello,

5 minuti dal Parco, per chi vuole alloggiare in zona.

Spaziosi appartamenti arredati con gusto e dotati di ogni comfort,

sauna compresa.

 

Infine il Wine Bar Fonti del Clitunno,

che conosco molto bene.

Colazione sulla terrazza nelle mattinate umbre.

Croccanti cornetti, profumati caffè ma soprattutto la terrazza che affaccia sul Parco.

Potete anche pranzare o fare l’aperitivo.

O semplicemente sedervi lì e lasciarvi avvolgere dalla natura.

 

 

 

 

Per tutte le info dettagliate cliccate: 

Fonti del Clitunno

 

 

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Monte Lussari, Tarvisio, FVG

  Il Monte Lussari, all’estremo nordest dell’Italia, con il suo santuario europeo è meta di pellegrinaggio dei popoli latini, germanici e slavi. Secondo un’antica tradizione, il santuario nasce nel 1360…

 

Il Monte Lussari,

all’estremo nordest

dell’Italia, con il suo

santuario europeo è meta di

pellegrinaggio dei popoli

latini, germanici e slavi.

Secondo un’antica

tradizione,

il santuario

nasce nel 1360 in seguito a una serie di fatti miracolosi.

E questo posto è davvero un po’ magico.

Mancavo da tanti anni e domenica,

grazie a degli amici super intraprendenti e organizzati,

ci ho finalmente fatto ritorno e l’emozione

è rimasta sempre la stessa.

 

 

 

A 1789 mt di altezza

 è una chicca del Friuli Venezia Giulia

ed è raggiungibile a piedi con una passeggiata di circa 3 ore

attraverso il famoso del Sentiero del Pellegrino

o attraverso la strada forestale

che parte in corrispondenza dell’agriturismo Prati Oiztinger.

Con quasi 1000 m di dislivello è catalogata come impegnativa.

Richiede, dunque, un’ottima attitudine a camminare,

anche vista la lunghezza del percorso totale.

 

 

Altrimenti,

come abbiamo scelto di fare noi,

si può salire con la cabinovia,

in circa 15 minuti ( costo € 14, 00 a/r ),

dalla frazione di Camporosso,

fin sulla cima, ai piedi del borgo abitato ed all’inizio delle piste da sci,

famose per aver ospitato  la Coppa del Mondo di sci alpino femminile

nel 2007, nel 2009, e nel 2011.

 

 

Noi abbiamo passeggiato tra i negozietti del borgo

e poi pranzato al Rifugio Locanda Al Convento

dove si può anche fermarsi a dormire –

vista montagne innevate e assolate.

Abbiamo goduto del silenzio e della bellezza dei monti e della loro magia.

 

 

Notizie importanti:

 

Cabinovia aperta tutto l’anno.

Piste da sci per sciatori esperti.

Sentieri che partono dalla base, a Camporosso, catalogati come impegnativi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Hytra Restaurant, Atene

    Atene non è solo una bellissima città, piena di storia, di bar e di rooftop dove poter prendere un aperitivo con vista pazzesca. È anche una città dove…

 

 

Atene non è solo una bellissima città,

piena di storia,

di bar

e di rooftop

dove poter prendere un aperitivo con vista pazzesca.

È anche una città dove si mangia benissimo.

I ristoranti sono tanti, di tutti i tipi,

per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Si trovano in centro,

uno via l’altro,

ma ce ne sono di carini anche nei quartieri periferici,

raggiungibili in taxi o con i mezzi.

 

⭐️ Hytra Restaurant

 

Abbiamo inaspettatamente trovato posto

e non ce lo siamo fatto sfuggire.

Situato al settimo piano dell’Onassis Cultural Centre,

con vista sull’Acropoli da ogni tavolo.

Nel menù, piatti della cucina greca classica

elaborati con raffinatezza.

Una stella Michelin.

 

 

 

 

Noi abbiamo scelto il menù degustazione da dodici portate più il pane,

che è una portata a se stante e che merita di essere citato nel menù.

Vino abbinato.

Cosa che ci colpisce piacevolmente è il fatto che i vini siano esclusivamente greci

e non è una scelta scontata.

 

 

 

 

In estate si apre la terrazza al settimo piano

e si degusta affacciati sull’Acropoli,

e sullo Skyline della città.

 

Se invece volete passare una serata meno impegnativa,

potete scegliere il Bistrot,

con menù à la carte oppure il Bar,

anche solo per un drink dopo cena.

 

 

 

Se desiderate maggiori info andate sulla loro pagine Instagram, curatissima, oppure cliccate qui:

 

Hytra

 

 

 

 

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Un bel posto si chiama poesia – Lorena Silvia Sambruna

  Lorena  la conosco da un bel po’ di tempo. I miei ricordi mi riportano al nostro primo incontro quando, per errore, sono entrata a casa sua. Lei mi ha…

 

Lorena 

la conosco da un bel po’ di tempo.

I miei ricordi mi riportano al nostro primo incontro quando,

per errore,

sono entrata a casa sua.

Lei mi ha accolta raccontandomi una barzelletta. 

Perché Lorena è così,

con lei si ride sempre.

“Un bel posto si chiama poesia”

è il suo secondo libro.

 

Dopo

” Amiche del cactus ” ( Link al post ),

Lorena torna con una raccolta di poesie.

Intime,

profonde,

toccanti.

 

“Ascolto silenzi urlati tocco silenzi dorati.

Riverso in versi parole, carezze per l’anima.” 

 

Dicono di lei:

”Le sue delicate poesie sono intrise dalla luminosità della luna,

dallo scintillio delle stelle,

dall’aria rarefatta che è una carezza universale.”

 

Mirella Marabese Pinketts

 

”L’arte di Lorena fosse quella di estrarre dalle parole la loro essenza più profonda,

per reinterpretarle secondo un afflato morale che lo pervade.”

 

Alessandra Comazzi 

 

“Sentieri di parole,

oceani di pensieri,

Viaggiare con la poesia è l’esperienza più esaltante del mondo”.

 

Catena Fiorello Galeano

 

Una cosa bella di questo libro è l’unione delle parole con l’arte.

 

 

In copertina: un’opera dell’artista Ivano Parolini dal titolo ”Gabbia Illusione” 

e all’interno opere dell’artista Carlos Prieto.

 

 

 

 

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Il Rosa – Racconti di Cromoterapia

    Il colore rosa è l’unione del rosso e del bianco. Il colore rosa in Occidente viene associato a sensazioni di calma, di tenerezza, di dolcezza e di romanticismo….

 

 

Il colore rosa è l’unione del rosso e del bianco.

Il colore rosa in Occidente viene associato a sensazioni di calma,

di tenerezza,

di dolcezza e di romanticismo.

Tinta legata all’amore,

simbolo incontrastato di giovinezza e di innocenza.

Usato soprattutto per l’abbigliamento e gli accessori delle bambine,

fino a qualche decennio fa non era considerata una sfumatura appannaggio femminile,

anzi,

ai neonati maschi,

fino alla Seconda Guerra mondiale,

veniva attribuita questa tinta in quanto unione del rosso (simbolo di forza)

e del bianco (la purezza, la spiritualità d’animo).

 

Nella nostra tradizione, viene associato all’idea della fanciullezza,

ad un mondo delicato e innocente

proprio perché il suo cromatismo è tenue

e smorzato dall’influsso spirituale del bianco.

Il rosa è spesso riconosciuto come il simbolo della capacità di amare e di essere amati,

di vivere con passione i sentimenti e di non avere paura della tenerezza.

In altre culture,

il rosa non è così strettamente legato alle donne:

🎎  in Giappone,

viene abbinato all’idea della mascolinità

perché i fiori di ciliegio ricordano i giovani guerrieri che moriranno in battaglia.

🏮 La Cina,

invece,

non conosceva neppure questa tonalità

fino all’avvento dei primi scambi commerciali con l’Occidente,

tanto che il nome “rosa” in cinese si traduce come “colore straniero”.

 

 

🙌🏻 Secondo la cromoterapia,

il rosa avrebbe effetti benefici sul rilassamento mentale

e sulla capacità di entrare in contatto con gli altri.

E’ una tinta che contribuisce a rendere disteso il clima fra persone diverse

e predispone all’ascolto:

unisce i cuori e trasmette sensazioni positive.

Una serie di ricerche psicologiche condotte negli anni ’60 e ’70,

hanno dimostrato che il rosa ha effetti rilassanti sulla psiche,

tanto da rallentare i battiti cardiaci

e la tensione muscolare.

Per questo motivo è stato usato in alcune prigioni americane

e negli spogliatoi delle squadre di football

per indurre prigionieri ed atleti alla calma e al rilassamento.

Questo effetto è dato probabilmente dall’unione

tra la forza del rosso e l’equilibrio del bianco,

il quale ha il merito di frenare l’aggressività

inducendo al buon senso e alla riflessione.

Il rosa è, quindi,

una cromia che predispone alla calma,

all’equilibrio

e alla comprensione.

 

Chi ama il rosa è una persona aperta,

curiosa,

dolce ed empatica,

in grado di dialogare anche con persone diverse.

Al contrario,

chi rifiuta il rosa tende a chiudersi in sé stesso

e ad erigere delle barricate

per non lasciar intravedere il proprio lato dolce o debole.

Le persone che non amano questa tinta sono spesso dure

e adottano dei meccanismi di difesa:

inoltre, non sono a loro agio nell’esprimere i propri sentimenti.

 

Io appartengo alla seconda categoria

ma con caratteristiche spiccate della prima.

E voi, da che parte state?

 

 

 

 

 

Il testo è tratto dalla bellissima pagina de alfemminile.com

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