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Life, Love, Passion

Hiša Franko – Caporetto

  Per chi desidera degustare esperienze di vita. Reincarnazione 2022. Possiamo imparare a vivere senza controllare ogni singolo momento della nostra vita? Godetevi questo piccolo momento di libertà. (A. Ros,…

 

Per chi desidera degustare esperienze di vita.

Reincarnazione 2022.
Possiamo imparare a vivere senza controllare ogni singolo momento della nostra vita?
Godetevi questo piccolo momento di libertà.
(A. Ros, Hiša Franko, 2022)

 

“During the meal he spends a lot of time to speak about life,

love,

happiness

but the only thing I really want to say was:

“Guarda la trota”! “

Dai miei discorsi con un commensale australiano trapiantato a Londra

e conosciuto a Hiša Franko durante una degustazione che ricorderemo a lungo.

 

 Si viene accolti con grandi sorrisi e colorati cocktail.

Siamo vicini al fiume Soča, alle valli, alle montagne, ai vigneti.

 

La cosa che più mi piace di queste esperienze è proprio l’esperienza stessa.

Che da un semplice assaggio si trasforma in tutto questo.

Ana Roš si racconta così:

“Potrebbe benissimo essere Il Piccolo Principe per l’innocenza, l’ignoranza, la purezza d’animo e addirittura la pazzia.
Quando il Principe va a far visita agli abitanti degli altri pianeti, non riesce a capirli e pensa siano estremamente bizzarri.
Il menù che avete di fronte è pieno di domande a cui spesso non so rispondere.
Perché mangiare con le mani?
Perché la trota fredda nel mezzo del menu?
Perché l’Injera e la Tortilla nel cuore dei campi?
A volte semplicemente non lo so.
I piedi – cosi come gli ingredienti – sono ben
piantati nel terreno della valle del fiume Soča ma la testa sta sognando e viaggiando attorno al globo.  In questo modo si va ricreare lo stesso
contesto del capitolo “Il grande mondo” del libro di Ana: si sogna e si viaggia in tempi in cui nessuno può effettivamente viaggiare.
Il menu supporta i piccoli produttori ma le teciche utilizzate per elaborare e trasformare i loro prodotti sono internazionali “.

Non avrebbe alcun senso raccontare cosa abbiamo mangiato

perché un elenco di cose buone e bizzarre non renderebbe onore all’esperienza.

Mentre scrivo sto ancora elaborando e mettendo ordine nelle emozioni

che certe esperienze portano con sè.

Esperenziale, secondo me, è il termine corretto.

Esperenziale e Funky.

Come l’abbinamento vini che abbiamo scelto.

 

Fun Fact 

Per le divise dello staff,

Ana Roš ha collaborato con la stilista e ambientalista Matea Benedetti

per creare una collezione di divise sostenibili.

Il motivo floreale ed il design ispirato alla natura sono ciò che le rende uniche.

Le divise sono realizzate interamente con tessuti privi di derivati di origine animale.

Le giacche e le polo sono realizzate in cotone organico con stampa digitale a base d’acqua

e stampate con motivi di piante

e animali da prato,

dalle farfalle alle libellule,

felci, papaveri e

denti di leone.

La divisa del sommelier è decorata con un motivo di viti e uva.

La tavolozza dei colori è in tonalità naturali e calde che riflettono il calore di Hiša Franko

e dei suoi interni.

Tutti i vestiti sono realizzati localmente, sostenibili, amici degli animali e unici.

 

 

Per prenotare, consultare il menù e per rispondere a tutte le vostre curiosità cliccate qui:

Hiša Franko

 

 

 

 

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Il Verde – Racconti di Cromoterapia

  Termine derivato dal latino viridis che significa vivace. È il colore che rimanda alla natura, alle tematiche green e all’ecosostenibilità. È simbolo di tranquillità, pace, speranza, fertilità e abbondanza….

 

Termine derivato dal latino viridis che significa vivace.

È il colore che rimanda alla natura,

alle tematiche green e all’ecosostenibilità.

È simbolo di tranquillità, pace, speranza, fertilità e abbondanza.

La palette di verdi rimanda ai concetti di denaro,

destino, fortuna e sfortuna, speranza, invidia, salute ed energia.

 

Il verde è uno dei colori percepiti dallo spettro umano

e dal punto di vista psicologico rimanda alla perseveranza,

all’armonia e all’equilibrio.

Non a caso, questo colore è associato al quarto Chakra,

cioè quello del cuore e dei sentimenti.

Il detto più comune associato a questo colore è verde speranza.

Non a caso, di fronte ad una distesa naturale,

in cui il verde è predominante,

il sentimento che abbiamo è proprio quello di serenità e pace.

Il verde smeraldo rappresenta il relax ed è utile per ridurre lo stress mentale

e rallentare l’attività cerebrale.

La sua azione calmante opera infatti sul sistema nervoso

e stimola la lucidità e la logica, rendendo più riflessivi.

Il verde è tra i colori consigliati durante i momenti di passaggio,

come traslochi, cambi di lavoro o di vita, perché facilita il radicamento.

Il verde non solo dona un effetto calmante,

ma infonde anche un senso di giustizia e grandezza d’animo.

 

Chi ama il verde ha un forte autocontrollo

e il suo carattere forte lo porta ad imporsi sugli altri.

È molto abitudinario, non ama i cambiamenti e le novità,

si definisce conservatore e per certi versi insicuro.

Chi al contrario non ama il verde, invece,

è una persona che si pone alte aspettative

e che rimane spesso insoddisfatta e soffocata.

 

Nelle varie parti del mondo, il verde ha diverse accezioni.

È il colore tipico dell’Irlanda, dove simboleggia i Celti,

in Cina indica il marito tradito,

in Giappone la vita eterna e la giovinezza, mentre in India l’armonia.

Una curiosità riguarda le caverne antiche,

perché si tratta del colore della vegetazione e della natura, dunque escluso.

Secoli dopo, i Greci lasciarono testimonianza di un lessico cromatico molto vario,

dove ancora il nostro colore non compare, a favore del bianco,

del nero e di una vasta gamma di rossi.

Neanche Omero, poeta per antonomasia nell’immaginario comune,

accennò mai al verde:

per gli antichi era una mera tonalità pallida che sfumava,

debole e poco significativa, tra le altre tinte.

Solo all’epoca di Pericle, nel V secolo a.C., il verde trova spazio nella lingua:

viene definito prasinós, “porro”, senza attenzione per le diverse sfumature.

La situazione è però ben diversa tra gli Egizi,

dove il colore veniva utilizzato già ben 4000 anni fa con significati evocativi positivi:

colore della natura, della vegetazione e del papiro,

era il simbolo della rigenerazione, associato al sommo dio Ptah,

Creatore che avrebbe ordinato il grande Caos primordiale e il mondo dominato dalle acque.

Inoltre, anche il dio Osiride era chiamato “Il Grande Verde”,

cioè il dio che rinasce dopo la morte,

dunque di buon auspicio erano proprio le pietre e gli oggetti sulle tinte del verde.

Ancora diversa è la situazione dei Latini,

che al contrario dei Greci non ebbe mai problemi a pronunciare il termine viridis,

da cui il nostro “verde”.

A lungo venne considerato un colore “barbaro”,

per il colore degli abiti che venivano così tinti.

Si trattava tuttavia di un colore più prettamente limitato alle vesti femminili.

A Roma, però, anche i neonati venivano avvolti nel verde,

come simbolo di buona sorte

e con lo stesso intento si vestivano le donne in cerca di marito nel Medioevo,

in attesa del lieto evento.

Con l’avvento del Cristianesimo,

spesso era tinta di verde la croce di Cristo,

a simboleggiare l’immagine della resurrezione e rigenerazione del genere umano.

 

Agli inizi della storia di questa religione monoteista, però,

il colore aveva una connotazione negativa:

considerato un colore malefico,

il verde era associato al diavolo, alle streghe e ai serpenti.

La svolta venne con Papa Innocenzo III,

il quale decretò che il verde era da considerarsi un colore medio,

da usare in alternativa al bianco, nero e rosso.

Il color verde ha effetti calmanti, che vanno ad influenzare anche il carattere,

incidendo sul sistema nervoso e sulla concentrazione,

sull’autocontrollo e sulla memoria.

Nella cromoterapia è utilizzato per trattare tumori della pelle

e viene anche considerato in grado di avere effetti positivi sul metabolismo.

Nella cristalloterapia, invece,

si sfruttano alcune pietre come lo smeraldo, la malachite, la fluorite

e l’avventurina per perseguire il fine desiderato.

Secondo questa disciplina, infatti, il verde,

che simboleggia la natura e l’aria aperta, viene considerato ottimo da utilizzare

nell’arredamento se si vuole trovare la calma e l’armonia.

Per questo motivo, si consiglia il suo impiego prevalentemente nella zona notte

e nelle aree relax e di lettura, ma anche negli uffici

per favorire la concenrazione sul lavoro e lo studio.

 

Il testo è tratto dalla bellissima pagina de alfemminile.com

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Pavia – Una giornata fuori porta in una città che non ti aspetti.

    Ci sono capitata per caso e mi sono trovata a gironzolare in questa piccola chicca lombarda. Mezza giornata a piedi e l’avete vista tutta ma merita un passaggio….

 

 

Ci sono capitata per caso e mi sono trovata a gironzolare in questa piccola chicca lombarda.

Mezza giornata a piedi e l’avete vista tutta ma merita un passaggio.

Seguite il flow che dal centro storico pedonale vi porta al Ponte Coperto e al Borgo Ticino.

 

 

Borgo Ticino.

Ex villaggio di pescatori.

Le sue piccole case sono posizionate una accanto all’altra

e si distinguono per la diversa varietà di colori.

A momenti mi è sembrato di stare in una di quelle città del Nord Europa

che tanto amo.

 

 

Castello Visconteo.

Utilizzato a lungo come caserma militare,

dotato in età napoleonica di un sopralzo con tetto che maschera la merlatura,

nel Novecento il Castello è stato acquistato dal Comune,

restaurato e adibito a sede culturale:

ospita infatti le varie sezioni dei Musei Civici e sale per mostre d’arte temporanee.

Io ci sono andata per un concerto e l’atmosfera era davvero magica.

Tenete d’occhio il programma degli eventi!

 

 

Fun Fact.

Nel Borgo Ticino, sul muro di una casa rossa in

via Milazzo si trova scolpita la faccia della Linguacciona.

La storia risale ai primi decenni del secolo scorso

quando l’attività della lavandaia era molto importante grazie a quella che allora

era l’acqua pulita e limpida del Ticino.

Quello della lavandaia era un lavoro faticoso e svolto dalla donne:

le chiacchere e il pettegolezzo accompagnavano le loro lunghe giornate di lavoro

lungo le sponde del fiume.

La leggenda racconta che l’imprenditore lavandaio

per investire i denari guadagnati col lavoro della lavandaie fece costruire una casa sul

proprio terreno ma per farlo contrasse diversi debiti.

Le lavandaie, nei loro discorsi, sostenevano che

l’imprenditore “avesse fatto la casa con le ruote”

( l’àfat la cà cun süta i ròd in dialetto),

ossia che da un giorno all’altro i creditori

se la sarebbero potuta portar via.

In risposta a queste malelingue l’imprenditore

fece aggiungere alla facciata della casa l’immagine della “Linguacciona”

come una sorta di vendetta nei confronti delle malignità dette dalle lavandaie.

 

 

Ristorante Lino

Il piatto dei piatti resta la cotoletta di vitello

ma buonissima anche la loro carne salada.

Notevole l’uovo panato al nero.

Atmosfera rilassante e ottima posizione centralissima.

 

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No Borders Music Festival – Laghi di Fusine – Tarvisio, FVG

  In estate è assolutamente imperdibile il No Borders Music Festival  Storica rassegna musicale al confine tra Italia, Austria e Slovenia che si tiene sul comprensorio del tarvisiano. Dire meraviglia…

 

In estate è assolutamente imperdibile il No Borders Music Festival 

Storica rassegna musicale al confine tra Italia, Austria e Slovenia

che si tiene sul comprensorio del tarvisiano.

Dire meraviglia è dir poco.

Dire atmosfera è dir poco.

Dire magia è dir poco.

 

Il No Borders Music Festival è un festival di musica senza confini,

un contenitore di esperienze musicali.

Non ha delimitazioni per quanto concerne il genere musicale spaziando

dalla musica classica al Jazz, né di appartenenza sociale o geografica degli artisti invitati.

“No Borders Music Festival” costituisce il riflesso culturale internazionale

di quella che è la storia locale e del prodotto turistico e di immagine.

È una grande festa in cui tutti cantano, ballano, brindano.

È adatto anche a bambini piccoli e cagnolini festaioli.

 

 

Per raggiungere il punto dove si tengono i concerti

c’è una passeggiata di circa 1 ora in mezzo ai boschi tra ruscelli,

legna e profumo di aghi di pino.

Meriterebbe anche solo per quello.

Una volta arrivati al lago troverete chioschi e baretti

dove poter mangiare e rifocillarvi prima del concerto.

Consiglio il panino con prosciutto cotto e  formaggio Montasio,

tipico di queste zone e buonissimo!

 

 

Frequento queste montagne da una vita eppure

appena quest’anno ci sono andata per la prima volta.

Errore, gravissimo errore.

È emotivamente molto coinvolgente e poi la cosa bella è che il cellulare non prende.

Segna 3 tacche e pure il 3G invece è un inganno.

Non funziona niente.

Così tocca relazionarsi con gli altri,

chiacchierare, giocare con il cane,

cantare e scattare foto che resteranno nel cuore

ma senza perdere infinito tempo per pubblicarle sui social in diretta

e farsi sfuggire così i

momenti successivi

( parola di una che parla per
esperienza eh!!! ).

 

 

 

Io ero al concerto di Tommaso Paradiso al lago superiore di Fusine

ma in cartellone ci sono nomi

che spaziano tra tanti generi musicali.

 

 

 

Il prossimo anno voglio tornare perciò tengo sott’occhio il programma sul loro sito:

No Borders Music Festival

 

 

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Il Nero – Racconti di Cromoterapia

  Il colore nero in cromoterapia è collegato al chakra dei piedi. Incanala le energie primordiali, quelle che rendono possibile l’esistenza della materia. Il nero in questo caso assume unicamente…

 

Il colore nero in cromoterapia è collegato al chakra dei piedi.

Incanala le energie primordiali, quelle che rendono possibile l’esistenza della materia.

Il nero in questo caso assume unicamente il significato di caos/energia allo stato puro

che può essere modellato, fondersi e irradiare successivamente.

 

Il colore nero indica generalmente l’assenza di colore

ma come qualunque altra tonalità, non è “neutro”:

la cromoterapia ci insegna che porta sempre in sé

informazioni energetiche e vibrazionali.

 

Il nero più che un vero colore della tavolozza è l’assenza di ogni altro colore.

Quando scegliamo qualcosa di nero ne parliamo come fosse un vero e proprio colore:

più pratico e comodo perché l’occhio umano lo percepisce come un colore a tutti gli effetti.

Di notte,

quando non c’è luce e non vediamo nulla,

il nostro occhio vede nero che in realtà è, appunto,

assenza di ogni luce e di ogni altro colore.

Un oggetto può essere definito di colore nero quando i suoi pigmenti trattengono la luce,

senza trasmettere nessuna luce a chi lo osserva.

Il nero indica, quindi,

sia la completa assenza di luce,

sia la presenza di pigmenti diversi che non arrivano a essere percepiti.

Il nero racchiude in sé tutte queste contraddizioni

e questi significati talvolta in contrasto:

da una parte è assenza di colore dall’altra,

se si combinano i tre colori primari,

rosso giallo e blu,

il risultato che si ottiene è molto vicino al nero ed è sicuramente da considerarsi un colore.

Il colore nero proprio per questo motivo può essere considerato un mix di più colori

e quindi un colore a tutti gli effetti.

Il nero oggi è in grado di collezionare tanti significati e interpretazioni,

molto più di qualsiasi altra sfumatura di colore.

 

È un colore coprente e intenso che ai pittori di ogni tempo risulta fondamentale

per le proprie opere e in grado di regalare effetti meravigliosi.

 

Eppure, con il passare del tempo,

nella cultura occidentale il nero ha preso una serie di connotazioni negative

tanto da diventare simbolo di sventura e in particolare il colore che viene abbinato al lutto.

In altre parti del mondo e secondo culture molto diverse da quella occidentale, però,

il nero ha un significato differente.

 

Nella tribù Masai il colore nero è sinonimo di buona fortuna:

questo si può spiegare facilmente in quanto il nero

era abbinato alle nuvole che portavano la pioggia

(e quindi anche ottimi raccolti alla terra).

 

Dal 1700 il nero divenne addirittura di moda,

il colore più amato da indossare durante le feste.

Si racconta che Edoardo VII di Gran Bretagna nelle celebrazioni

era solito indossare camicia bianca con giacca e pantalone di colore nero.

Abitudine che poi si è tramandata fino ai giorni nostri:

avere oggi nell’armadio un tubino nero per un’occasione speciale

o uno smoking all black è d’obbligo in alcuni contesti di eleganza e lusso.

Viene considerato un colore oscuro, ma dall’altra parte,

è anche il colore del potere, del lusso e dell’eleganza.

 

Chi non ama il nero è perché intravede in questo colore,

pessimismo, chiusura, distacco, tenebre, segretezza, controllo e tristezza.

Chi, invece, lo ama ha una personalità affascinante e misteriosa.

Spesso prediletto da persone decise, riflessive, credibili, razionali, serie,

ma che al tempo stesso bisognose di rassicurazione e protezione.

Le donne vestite di nero sprigionano classe, eleganza, raffinatezza,

sicurezza e molta femminilità.

Il nero offre conforto perché scherma dalla realtà esterna,

copre fragilità e insicurezze, tutelando la nostra comfort zone,

uniformando tutto così da far sparire tutto nella sua ombra.

 

Ma del fatto che sfina non ne vogliamo parlare??

 

 

Il testo è tratto dalla bellissima pagina de alfemminile.com

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Weekend d’estate a Tarvisio – FVG

  Se desiderate un weekend montanaro vicino a casa ( per chi come me abita a Trieste! ) ma vicinissimo anche all’Austria, per alternare passeggiate in cerca di funghi allo…

 

Se desiderate un weekend montanaro vicino a casa

( per chi come me abita a Trieste! )

ma vicinissimo anche all’Austria,

per alternare passeggiate in cerca di funghi allo shopping austriaco

che riserva sempre belle sorprese.

Un po’ Norfolk, un po’ laghetti canadesi, un po’ montagna.

Se non ci siete mai stati, andateci e non ve ne pentirete.

 

 

 

 

Per dormire avete solo l’imbarazzo della scelta.

Io negli anni ho soggiornato

al Valleverde

e all’Edelhof

a Tarvisio.

Entrambi con ottimi ristoranti aperti anche agli esterni.

A Valbruna all’hotel Saisera,

con una spettacolare vista sulle montagne circostanti

( guardare il tramonto da qui è impagabile:

le montagne si colorano di rosa, rosso, arancione

in un caleidoscopio davvero emozionante ).

Importantissimo:

tutti questi hotel che ho citato sono dog friendly 🐶

Molto quotati anche gli appartamenti privati,

soprattutto per chi viaggia in famiglia.

 

Uno dei miei posti preferiti per mangiare è

la Baita di Beatrice, in Val Bortolo.

Ambiente tipico montano con la stube,

cibo tipico e fantastica carne alla griglia.

Per raggiungerla c’è uno sterrato in mezzo al bosco

di qualche km ma alla fine sarete ripagati.

No Wi-Fi.

No rete.

Sarete isolati ma molto felici.

Aperta da mattina a sera.

Si mangia a tutte le ore.

A cena solo su prenotazione che la temperatura cala vertiginosamente

e se decidete di assaggiare le grappe di Bruno

il rientro potrebbe farsi difficoltoso.

 Se volete salire a piedi vi aspetta una camminata di circa quaranta minuti.

 

 

 

Assolutamente da visitare il Monte Lussari.

All’estremo nordest dell’Italia,

con il suo santuario europeo è meta di pellegrinaggio dei popoli latini,

germanici e slavi.

Secondo un’antica tradizione,

il santuario nasce nel 1360 in seguito a una serie di fatti miracolosi.

E questo posto è davvero un po’ magico.

A 1789 mt di altezza è una chicca del Friuli Venezia Giulia

ed è raggiungibile a piedi con una passeggiata di circa 3 ore

attraverso il famoso e impegnativo Sentiero del Pellegrino

o attraverso la strada forestale

che parte in corrispondenza dell’agriturismo Prati Oiztinger.

Noi abbiamo scelto di salire con la cabinovia che,

in circa 15 minuti (costo € 14,00 a/r),

dalla frazione di Camporosso, ci ha portati fin sulla cima.

In cima troviamo il piccolo borgo abitato e le piste,

famose per aver ospitato la Coppa del Mondo di sci alpino femminile.

Quì il link al post che ho scritto qualche tempo fa ( era inverno ed era coperto di neve ).

Monte Lussari

 

 

Se scegliete di venire in estate non potete perdervi il

No Borders Music Festival

storica rassegna musicale al confine tra

Italia, Austria e Slovenia che si tiene sul comprensorio del tarvisiano.

È una grande festa in cui tutti cantano, ballano, brindano.

È adatto anche a bambini piccoli e cagnolini festaioli.

Se andate sul loro sito potete vedere il programma completo.

Io sono andata a sentire Tommaso Paradiso sul Lago Superiore di Fusine.

Per raggiungere il punto dove si tengono i concerti

c’è una passeggiata di circa 1 ora in mezzo ai boschi

tra ruscelli, legna e profumo di aghi di pino.

Merita anche solo per quello.

 

 

Ma la cosa più bella resta il maglione di lana la sera,

quando cala la temperatura e ci si distende ad ammirare le stelle.

 

 

 

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