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Mostrami – Guida pratica per realizzare una mostra fotografica di successo!

  1. Finalmente ho ritrovato il tempo di leggere.
  2. Una pila di libri sul comodino in attesa, parecchi scritti da amici.
  3. E di questo sono orgogliosissima!
  4. Ho appena finito “Mostrami” – Guida pratica per realizzare una mostra fotografica di successo
  5. – scritto da Linda Simeone!

 

 

 

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  1. Linda è una mia amica.
  2. Linda è dinamismo.
  3. Linda è fantasia.
  4. Linda è vita.
  5. Linda è ( anche ) la creatrice de Le Vie delle Foto
  6. E proprio grazie a Le Vie delle Foto è nato “Mostrami”,
  7. una guida indispensabile per organizzare una mostra fotografica di successo.

 

  1. Ci eravamo lasciate parlando proprio della sua creatura, ci ritroviamo per parlare della sua seconda creatura.

 

 

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  1. Allora Linda, rieccoci qui.
  2. L’ultima volta in cui ci siamo incontrate mi hai raccontato de Le Vie delle Foto.
  3. Oggi parliamo di “Mostrami”, il tuo primo libro cartaceo.
  4. Come e perchè è nato?

 

  1. Il libro nasce perchè avevo bisogno di poter dare qualcosa di concreto ai fotografi per spiegar loro come si organizza una mostra in maniera dettagliata.
  2. I fotografi hanno una sensibilità ed una capacità creativa fuori dal comune ma non hanno sempre il tempo di seguire l’organizzazione della mostra quindi ho pensato che un vademecum portatile fosse molto utile.

 

 

  1. Partiamo dalla cosa secondo te più importante, quella da cui partire, quando si decide di realizzare una mostra fotografica.

 

  1. La cosa più importante è senza dubbio il progetto.
  2. Avere qualcosa da raccontare, un portfolio intorno al quale sviluppare tutto, dalla location, all’immagine combinata, alla mostra finale.

 

  1. Ho sempre pensato che il nome/titolo, in una mostra, fosse la cosa più importante invece mi sono ritrovata ad andare a vedere delle mostre “innominate” e mi è piaciuto un sacco.
  2. Mi sentivo libera di interpretare a modo mio ciò che vedevo.
  3. Tu spieghi, invece, che …. ” c’è sempre una storia da raccontare. Un fotografo che non ha nulla da dire non ha nemmeno una foto da esporre, tantomeno un tema…”

 

  1. Il tema è fondamentale come è fondamentale creare una serie di immagini collegate tra loro per raccontare una storia.
  2. Una foto da sola, secondo me, ha meno forza di un insieme.
  3. Un portfolio crea sicuramente più emozioni.

 

 

  1. Tu sei la creatrice de Le Vie delle Foto, mostra fotografica dove gli artisti espongono all’interno di locali in giro per la città.
  2. Perchè hai scelto i bar invece delle solite sale mostre?

 

  1. Questa è la mia domanda preferita perchè si parla della mia città, Trieste.
  2. Città che per antropologia, creazione, formazione è una città che ha un legame fortissimo con i locali che sono considerati luogo d’incontro come un tempo erano le piazze.
  3. Nei bar ci si incontra non solo per bere un caffè ma anche per comizi politici, per raccontarsi e anche per scrivere, come ad esempio usava fare James Joyce.
  4. Il bar è, quindi, parte fondamentale della città e luogo d’incontro.

 

  1. Raccontami un pò delle installazioni. Mi pare di aver capito che ti sei fatta un sacco di risate ( oltre ad aver imparato molte cose! ).

 

  1. L’installazione è la parte più complessa perchè in pochissimi giorni bisogna organizzare tutto e, quasi sempre, si sfora con i tempi quindi è necessario conoscere molto bene il locale nel quale si andrà ad installare per arrivare con il necessaire giusto.
  2. Altra cosa fondamentale è avere sempre a disposizione il “Kit piano B”, ovvero un kit salvavita con chiodi, colla, martelli da usare i caso di difficoltà.

 

  1. Parliamo ora degli elementi che fanno la differenza in una mostra. Quali sono?

 

  1. Sono tanti anche se in realtà sono dettagli.
  2. Imporante, in caso di immagine combinata che collega tutta la mostra, che la suddetta immagine compaia anche su volantini, raccolte o cartelloni pubblicitari in modo da far capire bene quali siano tema e scopo della mostra.
  3. Importante è lasciare dei biglietti da visita in modo che i fruitori possano contattare l’artista.
  4. Importante, inoltre, è il catalogo sfogliabile, che noi abbiamo già usato in diverse occasioni, con all’interno dei QR Code scannerizzabili per poterlo consultare direttamente sul proprio telefono.

 

  1. Il curatore è una figura necessaria o si può anche fare tutto da soli?

 

  1. Il curatore è parte fondamentale della mostra per due motivi.
  2. Il primo perchè il fotografo è un creativo quindi è giusto si dedichi alla parte artistica.
  3. Il secondo perchè sono richieste doti organizzative ma soprattutto esperienza, quindi consiglio vivamente di sceglierlo con cura per essere certi di ottenere un ottimo risultato.

 

  1. Quanto conta il Vernissage? 

 

  1. Anche il Vernissage è parte fondamentale della mostra perchè è il momento in cui il fotografo presenta il suo lavoro.
  2. Il fotografo, inoltre, incontra il suo pubblico e si rende disponibile a rispondere a domande, quesiti, curiosità.
  3. Per questo motivo è molto importante che sia preparato e si presenti al meglio.

 

 

  1. Concludi con il tuo motto “…perchè in una squadra vince la Squadra.”

 

  1. Sono assolutamente convinta che nessuno sia in grado di fare tutto da solo.
  2. Una squadra di persone con lo stesso obiettivo e con la stessa passione riuscirà a raggiungere risultati decisamente migliori rispetto al singolo.

 

 

 

  1. Potete trovarlo su Amazon oppure cliccate qui

 

 

 

Sii felice! Pensiamoci a quando siamo stati felici. Aiuta a ricordarci che non è impossibile!

 

 

 

  1. Sii felice!
  2. La mia amica, in risposta al mio messaggio di buon compleanno risponde così.
  3. E obbliga a pensare.
  4. Ed io penso che felice così non ricordo di essere stata mai.
  5. O forse sì, quando pianificavo un matrimonio pazzo con un pazzo fidanzato.

  6. Oppure quando sono uscita ( viva ) dall’esame orale alla matura.

  7. Oppure quando sono emersa dall’acqua con gli sci, in piedi, tutta intera.
  8. Oppure quando ho visto crescere fiori rosa spontanei proprio lì,
  9. dove non sarebbero dovuti crescere mai🌺
  10. Ecco, pensiamoci a quando siamo stati felici.
    Aiuta a ricordare che esserlo non è poi impossibile🌟

 

 

 

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  1. Sono giorni che penso a quante persone meravigliose ho la fortuna di incontrare ogni giorno.
  2. Sono sorrisi, facce, storie.
  3. Sono bellezza, meraviglia, incanto.
  4. Sono fortunata e grata per tutto questo.
  5. Perché ho scelto la leggerezza che con sé porta colori, sapori, profumi e persone avvolgenti 🌺

 

  1. Perchè la bellezza è nell’incontrarsi, riconoscersi, piacersi e continuare a scegliersi.
  2. Possiamo allontanarci senza dividerci.
  3. Possiamo reincontrarci dopo mesi ed è come se ci fossimo salutati soltanto ieri.
  4. Possiamo e dobbiamo brindare: all’amicizia, all’amore, alla vita.
  5. Alla bellezza.

  6. A noi che ci siamo riuniti.

  7. Voi che mi avete fatto ridere fino alle lacrime, coccolato fino a commuovermi, emozionato fino a farmi brindare nuovamente❤️
  8. { qua non accennano a smettere eh 😁}


  9. Perchè molto spesso è dagli intrecci più improbabili che nascono le cose migliori.
  10. Nodi che profumano di mare e d’amicizia.
  11. Nodi che spesso cerchiamo di districare.
  12. Nodi d’amore che dureranno per sempre o solo lo spazio di un battito di ciglia.
  13. Nodi che spesso non ci permettono di salpare ma che ci ricordano quanto sia importante avere radici.

 

 

 

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  1. Di sole e di vento.
  2. Di corse e di mosca cieca tra colori pastello che profumano di ricordi.
  3. Di quando, piccolina, con la mia nonna, stendevamo le lenzuola in giardino ed io le fermavo con le mollette di legno.
  4. In piedi sulle punte per arrivare fino lassù.
  5. Di immagini impresse nella mente.

  6. Di domeniche a casa che non esiste niente di più rassicurante.

  7. Di vita.

  8. Di serenità.

  9. ❤️

 

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  1. E poi bisogno di rosso e di passione.


    Bisogno di sole e di mare.


    Bisogno di vita isolana.


    Bisogno di bollicine ghiacciate per un Yes, I do perfetto!


    Bisogno di tramonti senza filtri.


    Bisogno di vita❤️

 

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Alla ricerca del gusto giusto per Oro in Cantina che sta per inaugurare!

 

 

 

  1. Succede che un giro per cantine sia profetico.
  2. Succede che un progetto coinvolga talmente tanto
  3. che è impossibile non farsi coinvolgere.
  4. Succede che Oro in Cantina che aprirà prestissimo in città abbia assolutamente bisogno di pianificare, testare, assaporare.
  5. Succede che il menù diventi l’anello di congiunzione.
  6. Succede che ci si riunisca ( di nuovo ) ed è subito ( e di nuovo ) magia!

 

  1. Ci ospita la Locanda alla Beccherie dove ormai ci sentiamo a casa.
  2. Francesca ci accoglie nel suo regno ed è un tripudio di piantine aromatiche, limoni, sorriso travolgente e cuore.

Quel cuore che poi metteremo in ogni assaggio ed in ogni brindisi!

 

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  1. Insieme allo Chef Marco Costanzo,
  2. a Marco di Oro in Cantina che non vedo l’ora di vedere aperta,
  3. a me che degusto con gusto,
  4. un sacco di amici che insieme tutto ha un altro sapore.
  5. Noi si brinda mentre Marco spadella.
  6. Il menù dice polipo, cheviche e guacamole.
  7. Il miglior guacamole che io abbia mai mangiato!
  8. Un guacamole che ancora sogno la notte.
  9. Un guacamole di cui sono riuscita a sgraffignare la ricetta 😉

 

 

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  1. Ad onor del vero anche il polipo scottato con semi di zucca, barbabietola, capperi, sarde e mousse di caprino ha fatto la sua porca figura.
  2. Come la cheviche con dentice, peperone, cetriolo, pomodoro, coriandolo e cipolla di Tropea.
  3. Ma mai, e dico mai, come il guacamole che appropriarsi della ricetta era cosa necessaria e che condivido con voi!

 

 

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  1. E poi c’è stato il solito inghippo dell’ultimo minuto che ha rischiato di lasciarci senza fotografo
  2. perchè Felice, il mio fedelissimo, ha dato forfait suo malgrado!
  3. Chiamare Linda de Le Vie delle Foto è stata un’illuminazione.
  4. E’ così che ho incontrato Mia Madrid che ha scattato delle foto meravigliose
  5. e che ci ha fatto calare tutti in un’atmosfera caliente, sudamericana, perfetta da abbinare al guacamole e ai tanti calici di vino 😉

 

 

 

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  1. Ed ora GUACAMOLE, a noi!

  1. Ingredienti: 

 

  1. 3 avocado maturi
  2. 1 pomodoro
  3. 1 scalogno tritato
  4. peperoncino q.b.
  5. olio d’oliva q.b.
  6. sale e pepe q.b.
  7. il succo di un lime

 

 

  1. Marco dice che il segreto sta nella maturazione dell’avocado.
  2. Ma non fate come me, ovvero comprando una carriola di avocado e aspettando che maturino. 
  3. No.
  4. Bisogna acquistarli già pronti all’uso.
  5. Una volta svuotato l’avocado,
  6. non rimane altro che unire tutti gli ingredienti e servire.

 

 

 

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  1. Ph.   Mia Madrid Photography

 

 

    1. Facebook ->https://www.facebook.com/www.miamadrid.es

Mia Madrid – Una fotografa scelta dalla Fotografia!

 

 

 

  1. E’ stato un incontro assolutamente casuale, quello tra me e Mia.

 

  1. Un last minute shooting!

 

  1. Lunghi capelli castani, occhi brillanti e un amore travolgente per la fotografia.
  2. Ci siamo incontrate a Trieste, alla Locanda alle Beccherie, in un venerdì mattina che prevedeva spadellamenti e bollicine.
  3. Lei in città per presentare la sua mostra ” Lo que abita en mi”  
  4. all’interno de  Le Vie delle Foto
  5. io sempre con i miei moschettieri alla ricerca del gusto giusto.

 

  1. E’ stato un incontro d’arte e di sapori.
  2. Un incontro magico che spero sia solo l’inizio.

 

  1. Lei è ripartita per Madrid il giorno dopo: giusto il tempo di un’intervista e di un see u soon dear!

 

 

  1. Per la prima volta ho pensato di mandare online un post ( anche )
  2. in inglese ed in spagnolo perchè credetemi, la ragazza è davvero un portento!

 

 

 

 

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  1. Mia, eccoci quì! Sono veramente felice di parlare con te del tuo lavoro e della tua vita.
  2. Sei un ingegnere ma anche un’artista.
  3. Hai scelto la fotografia oppure è stata la fotografia a scegliere te?

 

  1. Credo proprio sia stata la fotografia a scegliermi. E’ arrivata al momento giusto. Tutto ciò che ho imparato a riguardo l’ho appreso in Spagna.
  2. Sono convinta che se fossi rimasta in Perù non mi sarei dedicata alla fotografia in maniera professionale.
  3. L’anno prima di trasferirmi ho comprato una macchina fotografica, non immaginando di innamorarmi così profondamente della fotografia.
  4. Mi sono iscritta ad un corso professionale mentre tutto il resto è stato self-learning ( studio, ricerca, prove ed errori ).
  5. Ho iniziato a dedicare tutto il mio tempo alla fotografia, ho conosciuto artisti che mi hanno contagiata con il loro entusiasmo e con il loro amore per la fotografia
  6. e mi sono resa conto delle infinite possibilità di esprimere me stessa ma soprattutto mi sono trovata completamente coinvolta in un mondo dal quale non volevo assolutamente più uscire.
  7. Ho ancora molto da imparare e da scoprire ma fortunatamente ci sono alcune cose in cui posso anche apportare il mio contributo e questo, credo, sia ciò che mi entusiasma.

 

 

  1. Sei nata in Perù ma vivi a Madrid.
  2. Perchè hai scelto di trasferirti in Spagna?

 

  1. E’ una mistura di molte ragioni nello stesso momento.
  2. Mi sono trasferita perchè, fin da studentessa, sognavo di studiare all’estero ( ma non sono stata fortunata perciò il desiderio di trasferirmi è rimasto solo un sogno ).
  3. Mi sono trasferita anche per motivi famigliari e personali e perchè avevo bisogno di cambiamenti.
  4. Vivevo in una piccola città ed a un certo punto della mia vita è arrivato un momento in cui avevo bisogno di nuove sfide e nuove cose da fare.
  5. Se non mi fossi trasferita in Spagna mi sarei sicuramente trasferita nella capitale in Perù.
  6. Credo, comunque, che trasferirmi in Spagna sia stata una questione di fortuna.
  7. Se mi avessero negato il visto non sarei qui.
  8. La Spagna ha fatto di me una fotografa!
  9. La Spagna ha fatto di me un’artista!

 

 

  1. Ci siamo incontrate a Trieste grazie a Linda Simeone ed a Le Vie delle Foto.
  2. Linda mi ha raccontato cose magnifiche di te e delle tue foto perciò raccontaci un pò della scelta di esporre a Trieste.

 

  1. Linda è una persona meravigliosa, che ti contagia con la sua energia e la sua positività.
  2. La prima impressione è stata fantastica.
  3. Fin dal primo contatto con Linda e Lucy via Skype ho percepito energia positiva e fiducia, cose necessarie essendo la lingua una barriera e non potendo chiedere o dire tutto ciò che avrei voluto.
  4. Chiusa la conversazione, mi sono subito informata riguardo Le Vie delle Foto e non posso fare altro che ammirare Linda per il lavoro che fa.
  5. Mi sento davvero fortunata per essere stata contattata e per aver potuto prender parte ad un’esposizione internazionale alla quale si lavora pianificando mesi in anticipo,
  6. trascinati da tanto entusiasmo e tanta ambizione.
  7. I fotografi ed i locali sono magnifici.
  8. Così come le attività che vengono realizzate durante tutto il mese della manifestazione per far sì che le persone continuino ad essere coinvolte.
  9. Il marketing è un’altra cosa che ho adorato.
  10. Non ultima Trieste, con uno charme ed una bellezza magiche.
  11. Dopo tutto questo, come non sentirsi fortunati per aver partecipato a Le vie delle Foto?

 

 

  1. “Lo que habita en mi” è il nome della tua esposizione.
  2. Qual’è lo spirito e cosa volevi esprimere?

 

  1. Qualcuno mi ha chiesto se sono un’ autoritrattista.
  2. Ho risposto: ” non sempre ” perchè non sempre appaio nelle mie foto e quando accade non sono sempre la stessa: ogni volta interpreto un personaggio.
  3. Con il tempo, mi sono resa conto che gran parte delle le foto sono autoritratti perchè dicono molto di me.
  4. Sono una rappresentazione di ciò che sento, ciò che penso, ciò che sogno. Sono un’estensione della mia visione del mondo.
  5. Quindi “Lo que habita en mi” mi è sembrato il titolo migliore per la mostra essendo ogni foto parte del mio essere.
  6. In ogni foto si riflettono paure, desideri, frustrazioni, gioie, tristezze, cose che non sono capace di dire con le parole ma che cerco di esprimere con le foto, “Lo que habita en mi”.

 

 

  1. Mi sono innamorata di questa foto perchè amo i pizzi, le foglie, l’autunno.
  2. Le tue foto ritraggono le persone come fossero un sogno; la tua visione è così leggera, soft, ovattata.

 

 

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  1. Oh, grazie mille ( big smile on my face! )!
  2. Credo che le mie foto siano così perchè è il mio modo di vedere le cose.
  3. E’ inconscio, non me ne accorgo fino a quando qualcuno non me lo fa notare.
  4. Molte delle mie foto, in realtà, hanno un retro gusto triste e oscuro ma non tutti lo vedono.
  5. Molte persone si identificano con i sentimenti che le foto trasmettono loro, altri le scelgono perchè apprezzano i colori e l’estetica.
  6. Penso siano giuste entrambe le cose, perchè è vero che sono molto attenta ai colori ed all’estetica ma penso sia anche importante che le persone provino qualcosa nell’ammirare una foto
  7. e non sempre c’è bisogno di spiegazioni.

 

 

  1. Abbiamo lavorato insieme ad un servizio fotografico relativo al food. Ti è piaciuto o preferisci immortalare le persone?

 

  1. Preferisco fotografare le persone ma preferisco ancora di più la fotografia concettuale/fine art.
  2. Le mie fotografie nascono e vengono costruite partendo da un concetto o da un’idea.
  3. Quando qualcosa mi ispira, butto giù un’idea ( scritta ma anche solo mentale ) e poi mi metto alla ricerca degli elementi che mi aiuteranno a trasformare lo schizzo in fotografia.
  4. Il passo successivo, molto importante, è la post produzione che non è altro che il tipo di foto che voglio fare.
  5. Altre volte, invece, scatto per esplorare, per uscire dalla mia comfort zone.

 

 

  1. Adesso ti dirò 5 parole.
  2. Dimmi cosa rappresentano per te e per la tua arte.

 

  • Rosso
  1. E’ il mio colore preferito.
  2. Credo sia un colore molto audace, con molta forza e molta personalità. Nella mie foto lo uso per parlare d’amore o per richiamare l’attenzione.
  • Foglie
  1. Il bosco è una delle risorse a cui attingo di più quindi nelle mie foto compaiono spesso le foglie.
  2. Le scelgo per la loro forma o per il colore.
  • Acqua
  1. E’ probabilmente l’elemento che prediligo in fotografia.
  2. Amo i corpi quando entrano in contatto con l’acqua  ( credo che tutti siamo stati dei pesci! ).
  3. Inoltre, le forme ed i colori che si riflettono sull’acqua sono meravigliosi.
  • Pizzo
  1. Amo il pizzo e credo sia molto bello in fotografia.
  2. Mi piace usarlo sui corpi nudi in fotografia perchè fa viaggiare l’immaginazione.
  • Oscurità
  1. Noi tutti abbiamo un lato oscuro ed è un tema ricorrente in tutte le forme d’arte.

 

  1. Ultimo ma non ultimo, ti senti più ingegnere o fotografa?
  2. E’ singolare questa connubio tra precisione ed arte nella medesima persona.
  3. Forse, insieme, sono un punto di vista magico sul mondo.
  4. In fondo, senza la magia, non esisterebbe l’arte.

 

  1. Al momento mi sento più fotografa oltre a sentirmi anche un’artista.
  2. La fotografia ha fatto emergere la mia parte sensibile, il mio lato umano.
  3. Però tutto ciò che ho imparato durante il mio lavoro di ingegnere è perfettamente applicabile anche alla fotografia ed all’arte.
  4. Molte persone pensano non ci sia una connessione invece io credo ce ne siano moltissime.

 

 

 

 

  1. Potete andare a vedere le foto di Mia qui:
  2. Mia Madrid 
  3. Facebook ->https://www.facebook.com/www.miamadrid.es

 

 

 

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Eyes
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  1. Interview – english version
  1. Hi Mia, I’m very happy to talk with you about your work and your life.
  2. You’re an engineer and also an artist.
  3. Do you choose photography or photography has chosen you?

 

  1. I think photography has chosen me. And it came at the time it had to arrive.
  2. Everything I know about photography I’ve learned since I arrived in Spain.
  3. I am convinced that if I had stayed in Peru, nowadays I wouldn’t dedicate my work to photography.
  4. A year after arriving in Madrid, I bought a camera because I liked photography but I didn’t think I would be deeply in love with it.
  5. Then, I enrolled in a course of professional photography and everything else has been self-learning (read a lot, research, trial and error).
  6. Soon, I was spending all my time on photography, I got to know photographers and artists who contagious their enthusiasm and love for photography.
  7. Reading about photography/art made me understand the infinite possibilities I had to express myself so I was completely involved in a world I don’t want to get out.
  8. I still have too much to learn and discover; and hopefully at some point I also can contribute, I think that’s what excites me.

 

 

  1. You were born in Perù but you’re living in Spain.
  2. Why do you choose to move to Spain?

 

  1. I think there were many reasons that converged at a particular time.
  2. I moved because since I was a student I dreamed to get a scholarship to study abroad (and although I was never so lucky, the desire to leave my country always remained in somewhere in my heart).
  3. I also moved for family and personal reasons, because I needed changes in my life.
  4. I lived in a small town and in a moment of my life I felt that already choked me, I needed to have new challenges and try new things. I
  5. f I had not moved to Spain, anyway I would have moved to the capital of Peru.
  6. I think that to arrive to Spain has also been a matter of fortune.
  7. If my VISA had been refused, I would not be here.
  8. But now I am very happy and grateful.
  9. Spain made me a photographer.
  10. Spain made me an artist!

 

 

  1. We met in Trieste thanks to Linda Simeone and Le Vie delle Foto.
  2. Linda told me beautiful things about you and your pics so tell us about your choice to expose in Trieste.

 

  1. Linda is a wonderful person.
  2. Her energy and her positivism are contagious.
  3. The first impression was wonderful!
  4. In my first contact with Linda and Lucy by Skype, I felt a lot of positive energy and I got a lot of confidence.
  5. It was an important point because as you can imagine, the language was a barrier and in the first contact I couldn’t ask or say everything I would have liked.
  6. After that conversation I got the information about Le Vie delle Foto and I couldn’t help admiring the work that Linda does.
  7. I felt lucky that they have contacted me to participate in an international exhibition that they work in a planned way, months in advance, with enthusiasm and with a lot of ambition so that everything goes well.
  8. The photographs of the participants are wonderful.
  9. Locals chosen for exhibition are also great.
  10. The activities performed during the month-long exhibition are the perfect complement and keep people interested during that time.
  11. Marketing work is another thing that I loved.
  12. And of course, Trieste has magic, beauty and charm.
  13. Having all that together, how not to feel fortunate to participate in Le Vie delle Foto?

 

 

  1. “Lo que habita en mi” is the name of your exposition.
  2. Which is the spirit and what do you need to express?

 

  1. Someone asked me ever if I used to do self-portraits.
  2. My answer was: “not always”, because I don’t appear always in the pictures and when I appear in the pictures I’m not me exactly myself since I have to become so many things, so many characters.
  3. But over time, I realized that actually almost all my pictures are self-portraits because they always say a lot about me.
  4. They are a representation of what I feel, what I think, what I dream.
  5. They are an extension of my way of seeing the world.
  6. Therefore, “Lo que habita en mí” seemed to me the most appropriate title for the exhibition because each photo takes a part of my essence.
  7. In each photo are reflected my fears, my desires, my frustrations, what makes me happy, what I repudiate, my sorrows, things I can’t say with words and try to express with photographs, all “that dwells in me”.

 

 

  1. I fall in love with this pic because I love lace, autumn and leaves.
  2. Your photos take people into a dream, your vision is light, soft, muffled.

 

  1. Oh! Thank you very much (you’ve put a smile on my face).
  2. I guess my photos are so because it is my way to say things.
  3. It is unconscious because I had not noticed it until some people told me.
    Some of my pictures have sad or dark concepts behind them but not everyone can see it.
  4. Some people identify themselves with the feelings that the photo inspires them (sometimes even people tell me their experiences, and that excites me a lot.), but others choose my photos because they really like the color and aesthetics.
  5. I think both things are fine, first because it’s true that I’m very careful about the color and aesthetics of my photos and second because I think it’s more important that people feel something looking at a photograph as it’s not necessary to explain them the concept if they don’t need it


  1. We worked together on food&beverage photo shoot, do you like it or do you prefer to imortalize people?
  1. I prefer to photograph people.
  2. But even more, I prefer to do conceptual/Fine Art photography.
  3. My photographs are built and born of a concept or a previous idea.
  4. When something inspires me, I sketch the idea (either mentally or on paper) and then I have to look for all the elements needed to convert this sketch in a photograph.
  5. The next step is the post production process and it’s also an important part of my work.
  6. That’s the kind of photography I like to do.
  7. In other circumstances I shoot to explore, to get out from time to time of my comfort zone.

 

  1. Now I tell you 5 word.
  2. Tell me what they represent for you and your art.

 

  • RED

 

  1. It is my favorite color.
  2. I think it’s a very bold color, with great strength and personality.
  3. In my photography I use it to talk about love or focus the attention on something.

 

  • LEAVES

 

  1. The forest is my most used resource, so there will be leaves almost always in my photos.
  2. I choose them by shapes or color.

 

  • WATER
  1. It’s probably my favorite element in photography.
  2. I love when human body comes in contact with it (I think we all have been fishes ever).
  3. In addition, the shapes and colors that may be reflected on water are also spectacular.

 

  • LACE
  1. I like lace and I think it looks great in photography.
  2. I like to use it on naked bodies because it could make your imagination fly.

 

  • DARK
  1. We all carry something dark inside and it’s a recurring theme in art.

 

 

  1. Last but not least, do you feel more engineer or photoghapher?
  2. It’s strange because there is a mixture between art and precision in you.
  3. Maybe, both together, create a magic world’s point of view.
  4. Without magic, art can’t be exist.

 

  1. Now I feel more photographer than engineer, I feel also an artist.
  2. Photography has left my sensitive side emerge, my human side.
  3. However, everything I’ve learned during my journey as an engineer is perfectly applicable to photography and art.
  4. Some people believe that they don’t have a connection, I think they do, and a lot.

 

 

 

  1. You can find Mia’s pic:
  2. Mia Madrid 
  3. Facebook ->https://www.facebook.com/www.miamadrid.es

 

 

 

 

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Entrevista – Version espanola

  1. Hola Mia, estoy muy feliz de hablar contigo sobre tu trabajo y tu vida.
  2. Tu eres ingeniero y también artista. Por qué eligiò la fotografia? O la fotografia te eligiò?

 

  1. Creo que la fotografía me eligió.
  2. Y llegó en el momento en que tenía que llegar.
  3. Todo lo que sé de fotografía lo he aprendido desde que llegué a España.
  4. Estoy convencida de que si me hubiera quedado en Perú no me dedicaría a la fotografía hoy en día.
  5. Al año de llegar a Madrid me compré una cámara porque me gustaba la fotografía pero no creí que quedaría profundamente enamorada de ella.
  6. Después me matriculé en un curso de fotografía profesional y luego todo lo demás ha sido autoaprendizaje (Leer mucho, investigar, prueba y error). En breve la fotografía empezó a ocupar todo mi tiempo, me fui rodeando de fotógrafos y artistas que me contagiaban su entusiasmo y su amor por la fotografía.
  7. Leer sobre fotografía/arte y entender las infinitas posibilidades que tenía para expresarme me dejó completamente envuelta en un mundo del que no quiero salir.
  8. Aún tengo mucho por aprender y descubrir; y ojalá en algún momento también pueda aportar, creo que es eso lo que más me entusiasma.

 

  1. Naciò en Perù , pero viven en Madrid.
  2. Porque qué se mudò a Madrid?

 

  1. Creo que fueron muchas razones que convergieron en un determinado momento.
  2. Me mudé porque desde estudiante soñaba con ganarme una beca para estudiar en el extranjero (y aunque nunca fui tan afortunada, el deseo de salir de mi país siempre se mantuvo en algún lugar de mi corazón).
  3. Me mudé también por motivos familiares y personales, porque necesitaba cambios en mi vida.
  4. Vivía en una ciudad pequeña y en un momento de mi vida sentí que eso ya me asfixiaba, necesitaba tener nuevos retos y probar nuevas cosas.
  5. Si no me mudaba a España, de todas formas me hubiera mudado a la capital de Perú.
  6. Creo que llegar a España también ha sido una cuestión de fortuna.
  7. Si me negaban el visado no estaría aquí.
  8. Pero ahora estoy muy contenta y agradecida.
  9. España me hizo fotógrafa.
  10. ¡España me hizo artista!

 

  1. Nos encontramos en Trieste gracias a Linda Simeone y Le Vie delle Foto. 
  2. Linda me dijo cosas maravillosas.
  3. Cuéntanos por qué decidió exhibir en Trieste.

 

  1. Linda es una persona maravillosa, te contagia su positivismo y energía.
  2. Creo que primero fue eso, que al conocer a Linda y Lucy por Skype me transmitieron mucha energía positiva y me dieron mucha confianza, porque como comprenderás el idioma era una barrera y en un primer contacto no pude preguntar o decir todo lo que me hubiera gustado.
  3. Después de esa conversación me informé acerca de Le Vie delle Foto y no pude más que admirar el trabajo que realiza Linda.
  4. Me sentí afortunada de que hayan contactado conmigo y de poder participar en una exhibición internacional que se trabaja de manera planificada, con meses de anticipación, con entusiasmo y con mucha ambición para que todo salga bien.
    El trabajo de los fotógrafos participantes es una maravilla.
  5. Los locales que se escogen para las exposiciones son también estupendos.
  6. Las actividades que se realizan durante el mes que dura la exhibición son el complemento perfecto y además hacen que las personas mantengan el interés durante todo ese tiempo. El trabajo de marketing es otra cosa que me ha encantado.
  7. Y por supuesto, Trieste tiene magia, belleza y encanto.
  8. Teniendo todo eso junto ¿cómo no sentirse afortunado de participar en Le Vie delle Foto?

 

  1. “Lo que habita en mi” es el titulo de la exposición fotográfica. 
  2. Qué espíritu y lo que quiere expresar?

 

  1. Alguna vez me preguntaron si yo hacía autorretratos.
  2. Mi respuesta fue “no siempre”, porque no siempre salgo en las fotos y porque cuando salgo en las fotos no soy yo exactamente ya que interpreto personajes.
  3. Pero con el tiempo me di cuenta que en realidad casi todas mis fotos son autorretratos porque siempre dicen mucho de mí.
  4. Son una representación de lo que siento, pienso, sueño.
  5. Son una extensión de mi forma de ver el mundo.
  6. Por lo tanto, “Lo que habita en mí” me parecía el título adecuado para la exposición porque cada foto se queda con una parte de mi esencia.
  7. En cada foto están plasmados mis miedos, mis deseos, mis frustraciones, lo que me hace feliz, lo que repudio, mis tristezas, las cosas que no puedo decir con palabras y que intento expresar con fotografías, todo “lo que habita en mí”.

 

  1. Me enamoré de esta foto. Amo encaje, hojas y otono. Tus fotografias
  2. nos lleva en un sueño,
  3. tu visión es ligero y suave.

 

  1. ¡Oh! muchas gracias (has logrado dibujar una sonrisa en mi rostro).
  2. Supongo que mis fotos son así porque es la forma en que sé decir las cosas.
  3. Es inconsciente porque no había reparado en ello hasta que me lo dijeron.
  4. Algunas de mis fotos tienen conceptos tristes u oscuros pero no todas las personas pueden verlo de esa manera.
  5. Algunos se identifican con los sentimientos que la foto les inspira (a veces incluso me escriben contándome su experiencia y eso me emociona mucho), en cambio otros eligen mis fotos porque les gusta mucho el color y la estética.
  6. Yo creo que ambas cosas están bien, primero porque es verdad que me gusta mucho preocuparme por el color y la estética de mis fotos y segundo porque creo que lo importante es que la gente sienta algo viendo una fotografía, que no es necesario explicarles el concepto si a ellos no les hace falta.

 

  1. Trabajamos junto con un proyecto de alimentos. 
  2. Te gustó o prefiere fotografiar a las personas ?

 

  1. Prefiero fotografiar personas.
  2. Pero más aún, prefiero hacer fotografía conceptual/fine art.
  3. Mis fotografías son construidas y nacen de un concepto o una idea previa.
  4. Cuando algo me inspira bosquejo la idea (ya sea mentalmente o en papel) y luego busco todos los elementos necesarios para hacer de ese bosquejo una fotografía.
  5. Después viene el proceso de post producción que también es una parte importante en mi trabajo.
  6. Ese es el tipo de fotografía que me gusta hacer.
  7. Lo demás lo hago por explorar, por salir de cuando en cuando de mi zona de confort.

 

  1. Ahora 5 palabras.
  2. Dime lo que estas palabras son para ti.

 

  • ROJO
  1. Es mi color favorito.
  2. Creo que es un color muy atrevido, con mucha fuerza y personalidad.
  3. En mi fotografía lo uso para hablar de amor o para llamar la atención.

 

  • HOJAS
  1. El bosque es mi recurso más utilizado, por lo tanto casi siempre habrá hojas en mis fotos.
  2. Las elijo por su forma o color.

 

  • AGUA
  1. Es probablemente mi elemento favorito en fotografía.
  2. Me encanta cuando el cuerpo humano entra en contacto con él (creo que todos hemos sido peces alguna vez).
  3. Además, las formas y colores que pueden reflejarse en él son también espectaculares.

 

  • ENCAJE
  1. Me gusta el encaje y creo que en fotografía queda estupendo.
  2. Me gusta más usarlo sobre cuerpos desnudos por lo sugerente que puede resultar.

 

  • OSCURO
  1. Todos llevamos algo oscuro dentro y en el arte es un tema recurrente.

 

 

  1. Por último pero no menos.
  2. Tu eres más ingeniero o fotógrafo?  
  3. Esta extraña mezcla de precisión y arte es magico.
  4.  Tal vez , los dos juntos crean una visión mágica del mundo.

 

  1. Ahora me siento más fotógrafa, en ocasiones artista.
  2. La fotografía ha dejado aflorar mi lado sensible, mi lado más humano.
  3. Sin embargo, todo lo que he aprendido durante mi recorrido como ingeniera es perfectamente aplicable a la fotografía y al arte.
  4. Hay gente que cree que no tiene relación alguna, yo creo que sí, y mucha.

 

 

 

 

 

  1. Fotos de Mia: 

 

  1. Mia Madrid 
  2. Facebook ->https://www.facebook.com/www.miamadrid.es

 

 

 

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Si chiacchera, si pianifica, si condivide. Di quattro blogger a pranzo sul canale!

 

  1. Ho deciso che volevo un blog
  2. perchè non riuscivo a dire tutto ciò che avrei voluto.
  3. Ho deciso che volevo un blog perchè amo scrivere e fotografare.
  4. Ho deciso che volevo un blog soprattutto per condividere.
  5. Succedeva qualche anno fa,
  6. seguivo un paio di blogger ma personalmente non ne avevo mai incontrata nessuna.

 

 

 

 

 

 

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  1. E’ per caso che scopro che con Miss Claire ci si conosce dai tempi della scuola.
  2. Un’entusiasta del lifestyle, Chiara.
  3. Un’entusiasta della Mitteleuropa.
  4. Un’entusiasta della vita.

 

  1. C’è chi ha gridato alla copia, all’emulazione, al plagio ( mio, ovviamente! )
  2. invece è solo un gran mess che noi accompagniamo con una risata ed un sacco di consigli ( suoi! ).
  3. Sono nomi che si somigliano e si pigliano, anche 😉

 

  1. Chiacchera che ti chiacchera,
  2. Chiara mi parla di SapoRita
  3.  romana ormai naturalizzata triestina.
  4. Un’artista nella vita ma soprattutto in cucina.
  5. Una morettina tutto pepe che mi conquista online,
  6. con un panino impacchettato sulla foto di copertina della sua pagina Facebook
  7. e con la sua Moleskine color petrolio/verdebosco/blu personalizzata.

 

 

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  1. Alessandra di Una Casa in Campagna , invece, la incontro al volo ai Castelli di Strassoldo
  2. e da subito vengo travolta dal suo sorriso contagioso e dalla sua voglia di fare.
  3. Vive in campagna e si racconta nel suo blog in cui si parla di cibo, viaggi, vita, passioni.

 

 

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  1. E’ Chiara che organizza un pranzo sul canale, all’ Antico Panada ,
  2. per farci incontrare e dare inizio ad una chiacchera che continua tutt’ora,
  3. con Rita che bazzica in giro per Berlino e
  4. Alessandra in Crociera nel Mediterraneo.

 

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  1. Piove a dirotto ma noi siamo già nel mood pranzo tra donne.

 

  1. Ci incontriamo all’ingresso del locale per le presentazioni di rito
  2. – che comunque a me pare di conoscerle ormai da una vita attraverso i loro blog 😉 –
  3. Saliamo, ci accomodiamo e da lì partiamo per non fermarci più.

 

  1. Arrivano i piatti.

 

  1. La più invidiata è la vellutata di ortica e patate con bocconcini di salmone di Alessandra
  2. ( è da dire che anche il mio trancio di salmone gratinato con le verdure
  3. e la ventresca di tonno con misticanza e finocchio all’arancia di Rita hanno fatto la loro porca figura! ).

 

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  1. In menù anche filetto di branzino alla griglia,
  2. spaghetti alle vongole e cozze in sugo rosso,
  3. tagliolini neri con listarelle di dentici e funghi champignon
  4. che un altro pranzo qui non ce lo leva nessuno, questo è chiaro.

 

  1. Non smetterò mai di sostenere che bisogna continuare a credere.
  2. E’ solo credendoci che si muovono energie positive.
  3. E’ credendoci che ci si apre a nuovi incontri,
  4. nuovi punti di vista,
  5. nuovi progetti,
  6. nuove prospettive.

 

  1. Perchè le persone belle esistono ed è capitato che io,
  2. con un paio di loro,
  3. ci sia andata a pranzo.
  4. Un pranzo fatto di chiacchere, bollicine, progetti condivisi
  5. e risate di gusto!

 

 

 

 

 

Cover Ph. Andrea Zangrando

 

 

 

Cena d’autore ( non a letto! ) con il personal Chef Andrea Golino!

 

 

 

  1. Confesso che fino al momento dell’invito non conoscevo
  2. il personal Chef Andrea Golino.
  3. Perciò, da precisina, mi sono documentata ed ho scoperto che l’Andrea de Roma spadella fin da quando era piccino.
  4. Anche in tv per Gambero Rosso
  5. ( e qui posso solo dire accidenti a me che mi ostino a non guardare la tv! ).
  6. Ha scritto pure un libro che mi sono fatta dedicare mentre la mia amica,
  7. fan accanita,
  8. s’è fatta fotografare con lui,
  9. felice quanto sarei io se incontrassi Colin Farrell.

 

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  1. Location: Viezz, nuovo locale in città che non avevo ancora visitato 
  2. – che si fa così presto ad andare lontano ma non ci si accorge di ciò che succede sotto casa 😉
  3. Menù: 5 portate doppie più tre dolcetti.
  4. E’ finita a mezzanotte inoltrata,
  5. satolle ma felici perchè con questa storia della finger cuisine se magna comunque un sacco
  6. ma soprattutto si beve di più
  7. ( vuoi non accompagnare ogni portata con il vino giusto??? ).
  8. Giammai!
  9. Noi le cose o si fanno bene o no si fanno.
  10. La speranza, a fine serata, è riposta nel parcheggio lontano per digerire
  11. e cercare di arrivare a casa senza la panza di Kim Kardashian all’ultimo mese di gravidanza 😉

 

 

  1. Ora mi manca solo lo spadellamento con le ricette di Andrea
  2. per una colazione a letto dei campioni e sono a cavallo 😉

 

 

 

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Andando per cantine carsiche alla ricerca del gusto giusto!

  1. Succede che tre maschi scelgano me
  2. per accompagnarli in un tour di cantine alla scelta
  3. del vino giusto,
  4. del salume giusto,
  5. del formaggio giusto.

 

  1. Sono uno chef, un fotografo ed il gestore della nuova enoteca che aprirà prossimamente in città.
  2. Scelgono me probabilmente perchè degusto con gusto ed è un piacere portarmi in giro 😉

 

Tant’è che io c’ero!

E son soddisfazioni, credetemi!

 

  1. Perchè credo fortemente nei progetti condivisi,
  2. nelle menti opposte che cercano di comunicare,
  3. nei punti di vista differenti che lavorano ad un progetto comune.

 

 

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  1. In un sabato mattina umidiccio, con una pioggerellina che è fastidiosa come una birra calda quando fuori ci sono 40 gradi,
  2. noi partiamo alla ricerca del gusto giusto!

 

  1. Sono assaggi e assaggi e assaggi.
  2. Tanti.
  3. Terrano, Vitovska, Malvasia, bollicine rosate
  4. e poi salumi ( parecchi )
  5. e formaggi ( forse troppi, ma di formaggi non ne abbiamo mai abbastanza! ).

 

  1. Confetture e miele interessano solo a me che,
  2. ferma a leggere etichette homemade,
  3. mi ritrovo sola perchè loro – come cani da tartufo – seguendo il profumo di salame e prosciutto crudo
  4. si ritrovano in cantina, felici come tre bambini da Toy’s r us!

 

 

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  1. Di bello c’è che io punto alle botti 🙂
  2. mentre loro ascoltano rapiti il racconto di Irena dell’agriturismo Bajta di Sales, 
  3. relativo al processo di preparazione dei salumi
  4. da cui siamo circondati.

 

  1. L’idea è di vendere prodotti che non fanno parte della grande distribuzione preferendo, quindi,
  2. aziende agricole del territorio e prodotti a km 0.

 

 

 

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  1. Tra storie di famiglia, di viaggi, di progetti, di vita carsica,
  2. arriviamo al momento tanto atteso:
  3. si assaggia!

 

  1. E gli assaggi sono tanti perchè Irena ci travolge
  2. e nel raccontarsi con passione brindiamo due, tre, quattro volte.
  3. Il caminetto è acceso e fuori continua a piovigginare
  4. ma io non sono mai stata meglio.
  5. Sarà il vino,
  6. sarà che – unica femmina tra maschi è una certezza sempre,
  7. sarà che sono partita convinta che mi sarei divertita,
  8. tant’è che spero proprio che di cantine s’abbiano da provare ancora molte 😉
  9. ( che la scelta dei prodotti da vendere in un’enoteca è cosa seria, non bisogna dimenticarlo! )

 

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  1. Io voto pisolino pomeridiano nell’agriturismo ma i tre moschettieri decidono che bisogna tornare a casa
  2. …per riportarmi prestissimo in altre cantine che giugno arriva presto ed il frigo della nuova enoteca chiama 😉

 

 

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Ph. PhotofeliceSo

Le foto sono state scattate presso Agriturismo Bajta di Sales – Trieste

 

Il mio essere greca a Karpathos! Colori, calore e sapori di quella Grecia che tanto amo!

 

 

 

  1. Sono atterrata su un’isola in cui il tempo pare essersi fermato.
  2. Mi hanno accolto un vento che so diventerà mio alleato nelle giornate di tintarella sfrenata ma che, al momento, mi ha spiazzata
  3. ed un tramonto talmente caldo e accogliente che mi ha scaldato cuore e braccia coperte da quella pelle d’oca che solo la Grecia mi dà.
  4. Ho appeso il mio cappello dietro la porta azzurra che si apre sul mare.
  5. E poi finalmente insalata greca, tzatziki, melinzanosalata, feta al forno, tanta pitta e tanta birra.
  6. E tsipouro con loukoumades inondati di miele di timo e cannella.
  7. E un paio di micetti intorno.
  8. E anche questa è felicità!

 

 

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  1. Ci siamo prese bene io e te! Non vedo l’ora di conoscerti meglio 😉!
  2. Kalinikta Karphatos ⭐

 

 

 

  1. Quì le giornate sono scandite dal ritmo delle onde del mare.
  2. Mi sono addormentata cullata da loro e mi sono svegliata richiamata da loro.

 

 

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  1. Quì non ci sono orari.
  2. La colazione si può fare sempre, dopo le 8.30.
  3. Oppure uno spuntino che sa di tzatziki, saganaki, dolmades, una pila di fette di pitta calda alle cinque del pomeriggio in una taverna nel cuore della città vecchia circondata da micetti isolani,
  4. prima della siesta al tramonto.

 

 

 

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  1. Quì, se non ci sono voli in partenza o in arrivo, l’aeroporto chiude.
  2. E se per caso devi ritirare la macchina prenotata alla ‪Hertz‬,
  3. devi avere la fortuna di trovare un tassista greco che, sorseggiando un freddo caffè e tra una chiacchiera e l’altra,
  4. ti aiuta a rincorrere la signorina in divisa grigia e gialla per tutta l’isola.
  5. I greci sono gente ospitale, genuina, sorridente, solare, chiacchierona.
  6. Sono semplici, qui.
  7. Il bucato si asciuga in un attimo, mosso dal vento.
  8. È tutto un muovere energie positive: le pale eoliche, i pannelli solari, i mulini, la calma, la serenità, la pace.
  9. La sento fortissima questa energia.
  10. È quella che mi porto dietro tutto l’anno, a cui non posso proprio più rinunciare, come un carica batterie da borsetta.

 

 

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  1. Da un paio d’anni un giorno che porta con sé solo ricordi tristi, ad oggi, un giorno di nuovi inizi.
  2. Un giorno per iniziare a ritrovarmi.
  3. Facendo tutte quelle cose che mi piacciono, che sono mie, che mi fanno sentire viva.

  4. Colazione tardi che sa di yogurt greco e tanto miele, pane fatto in casa con burro e marmellata,
  5. uova sode e un caffè greco che da qualsiasi altra parte non berrei ma che quì mi sembra buonissimo.

  6. Il mio cappello che con tutto questo vento faccio fatica ad indossare.

  7. Il mio abito colorato che fa talmente vacanza che riesco a metterlo solo quì.

  8. La lunga strada tra rocce, ulivi, agavi e oleandri inspiegabilmente fioriti in mezzo al nulla.

 

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  2. E una moltitudine di pini natalizi 😊.

  3. Chiesette colorate ad ogni incrocio.

  4. Il rumore dei campanacci delle caprette al pascolo.

  5. La lunga fila di pietre bianche a delimitare lo sterrato.

  6. E poi finalmente il mare.

  7. Kyra Panagia ed il suo vento.

  8. Tanto vento, nonostante sia la parte meno ventosa dell’isola, e tanto silenzio.

  9. Il primo bagno dell’anno in quest’acqua tra l’azzurro ed il verde, in una delle spiagge più belle dell’isola, dicono.

  10. Il primo sole, bianca di crema e appiccicosa come la baklava che, da quando sono quì, mangio come se non ci fosse un domani.

  11. La sabbia tra le dita dei piedi finalmente colorate.

  12. L’energia che solo il sole ed il mare sanno dare.

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  1. Godersi il tramonto scendendo da una montagna così verde che pare di stare in Irlanda
  2. – ma anche un po’ nel florido Maine della Signora Fletcher, ma un po’ anche sul nostro Pordoi –
  3. per tornare ad Arkasa che è anche casa.

  4. Profumarsi di vaniglia per andare a cena dal vecchino a pochi passi da casa che oggi proponeva mousaka appena sfornata,
  5. la solita pila di pita per accompagnare uno tzatziki da competizione,
  6. feta al forno che non riesco a smettere di mangiare e tanta Mythos freddissima.

 

 

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  1. Riguardo le foto scattate oggi e mi accorgo che lassù, nel cielo, accanto a me, c’è una stella.

  2. Mi giro a cercarla ma se n’è andata.

  3. Era lì solo per me.

  4. Era lì per ricordarmi che c’è, SEMPRE.

  5. Che, con il tempo, un ricordo triste si trasforma in un bellissimo presente.

  6. Che decidere dove restare è importante ma non è fondamentale.

  7. Che la vita è fatta di passaggi, di incontri, di allontanamenti, di divenire.

  8. Adesso sono quì e sono felice perché unavoltaallannosonogreca‬

 

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  1. Le giornate tipo sono tutto ciò che desidero quì.
  2. Ogni giorno una giornata tipo, ma ognuna da ricordare.
  3. Il Calendario Filosofico dice:
  4. mettere a tacere.
  5. Sia lazy che muta.
  6. Gran brutta accoppiata.
  7. Inizio a parlare da sola già appena sveglia,
  8. mentre mi preparo un Cappuccino schiumosissimo che Nescafé ha inventato per sopravvivere in situazioni di difficoltà estrema
  9. e che mi berrò seduta sulla mia terrazza a guardare le onde.

 

 

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  1. Il mio selvaggio appartamento greco ha i colori del mare, profuma di mare, affaccia sul mare.
  2. Non può avere in dotazione anche una moka!
  3. La giornata tipo prevede lo scorrazzamento per i tipici paesini isolani come se la situazione fosse sotto controllo,
  4. come se la strada fosse conosciuta, come se proprio lì volessi andare.
  5. Passando per taverne, minuscoli market, chiesette bianche e azzurre, fontane portafortuna,
  6. greggi di pecorelle tutt’altro che sperdute e tanto felici mentre passeggiano accompagnate da un cagnolino scodinzolante.

 

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  1. Pause caffè seduta su traballanti sedie di legno colorate
  2. – che da noi farebbero furori come Shabby Chic –
  3. circondata da oleandri rosa.
  4. Saliscendi lungo le lussureggianti coste molto rocciose e molto verdi di ulivi e pini centenari.

 

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  1. Fino ad arrivare al mare.
  2. Finora ho visto solo due spiagge ma ho deciso che Apela è la più bella dell’isola.
  3. L’ho capito non appena mi sono fermata sulla cima, ho guardato giù e Wow: un piccolo paradiso che costeggia la costa.

 

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  1. Un paradiso con ormeggiata la barca di Popeye 😎
  2. Il mio paradiso per la giornata tipo di oggi.
  3. Tanta crema protettiva che ogni anno mi scotto e poi ci metto due giorni,
  4. confezioni di Crema alla Lavanda, alla Malva, alla Calendula e all’Aloe – tutte insieme –
  5. per evitare lo spellamento feroce che, comunque, arriva puntuale.
  6. Perché io non sono capace di abbronzarmi gradatamente.
  7. Io vorrei avere il colore di Rihanna dopo mezza giornata al mare.

 

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  1. Il sole è scappato presto dietro alle rocce e ai pini, salutando con i suoi tiepidi raggi di giugno.
  2. Voglio pensare che l’abbia fatto per permettermi di tornare a casa,
  3. sostituire il Nescafé della mattina al sorgere del sole, con birretta e patatine all’origano per godermi il tramonto.
  4. Stasera, profumata di ciliegia e rosa e con un rossetto che più ciliegia non si può,
  5. sono tornata nel paesino isolano a cercare una taverna con un tipico tavolo traballante dove godere di quel tipico cibo,
  6. di quei tipici sapori, di quelle tipiche chiacchiere miste greco/inglese/italiano e di quel tipico calore.
  7. Da vera giornata tipo.

 

 

 

  1. Non tutti quelli che vestono bene sono dei signori.
  2. Per la prima volta non c’è vento.
  3. Il mare è piatto.
  4. Delle onde nemmeno l’ombra.
  5. Quindi vado verso l’altra parte dell’isola!
  6. Quella meno simile a me.

 

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  1. Basta partire in macchina nella direzione opposta e cambiare punto di vista.
  2. Il paesaggio è comunque costellato di chiesette chiare e animali al pascolo
  3. ma il tutto è un po’ meno Maine e un po’ più Nevada.
  4. Nevada con qualche alberello quà e là,
  5. qualche pietra colorata che il mio occhio di lince
  6. e la mia anima compagnona scambiano per un campeggio e finalmente la prima fermata del bus!

 

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  1. La spiaggia selvaggia di ieri solo un ricordo.
  2. Scendendo tra le curve che al Giau fanno un baffo,
  3. tra una miriade di Mini Market che pare che quì sia il vero business,
  4. taverne che evidentemente non siamo solo noi che stiamo a mangiare come se non ci fosse un domani,
  5. una piccola baia con ombrelloni dai mille colori, disordinati, non in tono con le sdraio che,
  6. per una maniaca dell’ordine come me, sono sofferenza pura!

 

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  1. Non tutti quelli che vestono bene sono dei signori.
  2. I miei occhi sono gli stessi ma il mio punto di vista è diverso, già da un po’.
  3. Perché accontentarsi non significa farsi andare bene tutto.
  4. Accontentarsi, a volte, significa anche guardare le stesse cose da una prospettiva diversa.
  5. Ho girato il lettino verso il sole e verso quel calmo mare verde azzurro che,
  6. solo perché oggi è più silenzioso, a prima vista mi è parso meno bello.
  7. E, come qualche volta accade, a prima vista non si arriva veramente all’essenza.
  8. Di buono c’è che, quando ti accorgi di esserti sbagliato, cerchi di goderne di più.
  9. Ho nuotato guardandomi intorno,
  10. da un moletto di legno con attraccate delle barchettine a un veliero al largo a una chiesetta sulla cima ma che guarda verso giù.
  11. Una chiesa che guarda la spiaggia e una spiaggia che guarda la chiesa.
  12. È poesia anche solo a scriverlo!
  13. Il cane/fortunadrago Falkor, che della Storia Infinita è volato fin quì,
  14. per correre felice verso di noi, fare un bagno e tornarsene da dove è venuto – e solo lui lo sa😊 –
  15. Il libro che sto leggendo quì, aperto sul capitolo 9.

 

  1. “Dentro le Immagini”.

 

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  1. Mi piace stare dentro le cose.
  1. Dentro le situazioni.
  2. Dentro questa mia bellissima vita.
  3. Ho girato di nuovo la sdraio.
  4. Mi sono bruciata i piedi sulla sabbia bollente.
  5. Sono corsa in mare.
  6. Troppo spesso guardo indietro, perdendomi la bellezza che all’orizzonte mi attende.
  7. P.S. Oggi avevamo deciso di cenare con un paio di yogurt.
  8. Quelli #fage 2%.
  9. Per rimanere leggere e greche.
  10. E basta.

È finita al solito, in una taverna che affaccia sul mare e che colora di verde salvia 😍

 

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  1. La colazione dei campioni di oggi,
  2. insieme al mio schiumoso #nescafe, prevede Calendula,
  3. Lavanda e Aloe in quantità molto importanti perché, come al solito, ho sbagliato l’approccio con il sole greco.
  4. Passano gli anni ma io continuo a sbagliare.
  5. Abbiamo difficoltà di comunicazione, io e lui.
  6. Ogni nostro inizio è una battaglia.
  7. Credevo che a giugno fosse meno impietoso, invece mi ha rosolata as usual.
  8. E poi devo capire che #heliocareultra aiuta ma non può tutto!
  9. Ma la colazione dei campioni di oggi prevede anche unghie azzurro Puffo,
  10. come la Grecia,
  11. come le case quì, le chiesette, il cielo, il mare, calmissimo anche oggi.

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  1. Anche • MissMess • colora di azzurro, come il mio vestitino preferito che indosso oggi –
  2. come i prodotti per la cura dei miei capelli che li rendono lucidi morbidissimi e più biondicci,
  3. come il mio profumo che oggi sa di Bergamotto e Jasmine e mi fa pensare all’azzurro.
  4. L’azzurro di oggi chiama libertà.
  5. Spiagge selvagge.
  6. Spiagge ventose.
  7. Spiagge lontane.
  8. Costeggiando l’aeroporto – chiuso – passo per baie a cui solo i surfisti, i kitesurfer e gli sportivi hanno accesso.
  9. Chi mi conosce direbbe che non è roba per me anche se in realtà un po’ sportiva lo sono anch’io.
  10. Una sportiva della mente.
  11. Mente e corpo viaggiano su latitudini diverse: elastica, attiva, piena di iniziativa lei, lazy e basta lui!
  12. Ha vinto lui!

 

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  1. Il podio è a Diakofti Beach.
  2. Sabbia finissima e mare caraibico che pare di essere a St. Barth.
  3. I premi sono lettino e ombrellone.
  4. E tanti selfie.
  5. Chechecchèsenedica io li amo.
  6. “Prima che il vento ci porti via tutto e che settembre ci porti una strana felicità pensando a cieli infuocati e a brevi amori infiniti respira questa libertà”.
  1. La carica che la musica mi dà non è sostituibile, nemmeno da Feta, pita e Tzatzichi…anche se stasera ho mangiato la miglior Mousaka quì sull’isola 😉

 

 

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  1. Per un giorno smetti di inseguire quello che ti manca e goditi quello che hai.
  2. Il silenzio, quì, è una di quelle cose da vivere a pieno.
  3. Il silenzio a cui noi non siamo più abituati.
  4. Il silenzio che si gode viaggiando con i finestrini aperti ed il vento che ci spettina,
  5. lungo la strada, senza incontrare nemmeno una macchina.
  6. Il silenzio spezzato solo dal rumore del vento, delle onde e delle caprette al pascolo.
  7. Il silenzio che anch’io sono riuscita a rispettare.
  8. Quasi zitta.
  9. Oggi ho parlato pochissimo.
  10. Sarà stata la visita al tempio di prima mattina.
  11. Un tempio grande come un ripostiglio, con le tendine di pizzo bianco ricamato a mano alle finestre,
  12. le sedie da osteria per pregare e le nostre due candele accese.
  13. Ho pregato forte.
  14. Un po’ per tutto e po’ per tutti.
  15. Una preghierina comunitaria.
  16. Pare che oggi, sull’isola, sia giornata di bucato.
  17. Stoffe dai mille colori stese al sole.
  18. E intorno silenzio.
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          So che potrei perdere di credibilità perché mi piacciono tutte ma la spiaggia di oggi non é solo Wow, è Wow Wow Wow Wow Wow,Wow!

  1. Achata Beach.
  2. Ciottoli, mare del solito colore a cui ormai mi sto abituando, le grotte ed il silenzio.
  3. Ed io che faccio i tuffi, dallo scoglio appena fuori dalla grotta.
  4. Fin da piccola, tuffarmi mi dava l’idea di essere parte dell’infinito, pur non sapendo bene cosa significasse.
  5. Oggi, dell’infinito ho un’idea un po’ più chiara e ne sono attratta.
  6. Lo scoglio chiamava sirenetta ma io sirenetta naaaaa.
  7. Io mi butto.
  8. Come nella vita!
  9. Come sugli small fish, le patatine tagliate a mano e ricoperte di origano e la Mythos ghiacciata alle cinque del pomeriggio.

 

 

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  1. Avrebbe dovuto essere una pausa gelato e si è trasformata in un brunch sea view 😎
  2. E intorno silenzio.
  3. Lungo la strada verso casa,
  4. come in un romanzo di Nicolas Sparks,
  5. il cielo diventa nero,
  6. nuvoloni scuri e minacciosi iniziano a rincorrersi,
  7. il mare cresce e le onde diventano giganti.
  8. Siamo di nuovo nel Maine.
  9. Siamo nel Maine prima della tempesta.
  10. Le previsioni danno pioggia per domani.
  11. Proprio quì, dove non piove mai.
  1. L’unica strada illuminata dell’isola si accende e con lei anche il cimitero di Arkasa.

 

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  1. Intorno ancora silenzio.
  2. Sono rimasta ad ascoltare il mare sulla mia terrazza,
  3. mangiando una pizza greca take away,
  4. piena di silenzio e felice di non aver rincorso ciò che non ho ma godendo appieno di quello che ho.
  5. In un altro paese, ma comunque a casa.

 

 

  1. Ad un certo punto ti devi rendere conto che certe persone possono stare nel tuo cuore, ma non nella tua vita.
  2. Il mio cuore, oggi, ha messo nella mia vita gli Dei.
  3. Le previsioni davano pioggia.
  4. Si potrebbe pensare ad una giornata persa; per me, invece, è stata una giornata Divinamente vissuta.
  5. La strada verso Olympos è un lungo passo di montagna.
  6. Inizia il trans mistico.
  7. Google sentenzia:
  8. “Il Villaggio Olympos è un must!

 

 

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  1. Poiché Karpathos era spesso attaccata dai pirati, in questo piccolo villaggio la popolazione ha costruito le case con pietra naturale per camuffarlo.
  2. Il villaggio è anche chiamato “Il Villaggio delle Donne”: le donne sono sempre state, e sono tuttora,
  3. la maggioranza.
  4. I loro uomini sono sempre stati fuori; o a combattere i pirati ed i Turchi, o a lavorare all’estero.
  5. Quì ci sono molte abitudini locali che non si trovano in nessun altro luogo della Grecia.
  6. Questo villaggio è caratterizzato da eccezionali bellezze naturali,
  7. la strada attraversa paesini tradizionali, vallate, colline ricoperte di pini e monti brulli con versanti a picco che offrono una vista panoramica prima di arrivare ad Olympos
  8. – nascosto in mezzo ad una natura selvatica.
  9. Il paese conserva antichi costumi e regole di vita tradizionali.
  10. Le case scendono dal crinale e si srotolano lungo i versanti, a distanza per non farsi ombra.
  11. Il centro del paese, sulla cima, è densamente edificato nel tentativo di trattenere il terreno quando le nuvole scendono ad avvolgere la montagna.
  12. L’intero paese è un museo.
  13. Le case sono tuttora decorate in maniera tradizionale e le donne indossano le vesti tradizionali – fazzoletti in testa e camicette ricamate”.

 

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  1. Della pioggia nemmeno l’ombra.
  2. Solo grandi nuvoloni neri ed un vento degno concorrente della mia amata Bora.
  3. Pareo e Hawaianas sostituiti da pantaloni, giacca e sciarpa.
  4. Ma vuoi mettere l’atmosfera lassù?
  5. Pare di essere tornati indietro di millenni.
  6. Wow, che scorci.
  7. E la salvia ad ogni angolo,
  8. i sacchettini di origano di cui ho fatto incetta e che fanno profumare tutta la macchina,
  9. gli stampi per il pane che non avevo mai visto prima.
  10. Il turbante che non si chiama turbante ma che per me lo è, decorato a mano, con pazienza,
  11. da sapienti e femminili mani greche e che la prima volta quì lo devi indossare esprimendo un desiderio.
  12. Solo la Mythos fredda mi ha riportata alla realtà,
  13. insieme ad un piatto di Makarounes homemade conditi con pomodoro, cipolla e tanto formaggio di capra freddo!
  14. Il solito Brunch delle 5 pm.
  15. Il mio bioritmo, quì, è stravolto.
  16. E poi mangio quando ho fame.
  17. Quando ho voglia.
  18. Quando ho tempo.
  19. Quando è il tempo.
  20. Mesohori, scendendo verso casa, è tappa obbligata perché le tre fontane del paese pare portino fortuna.
  21. Ed io, di fortuna, non ne ho mai abbastanza.
  22. Non mi stanco mai di essere fortunata.
  23. Non mi stanco mai di ringraziare per quanto sono fortunata.
  24. È una catena.
  25. Chiedo fortuna, ottengo fortuna, ringrazio per la fortuna ottenuta e ricomincio.
  26. Muovere la fortuna non può che fare bene all’universo.
  27. “Mesochori appeso sul mare, densamente edificato, con vicoli stretti, scalinate e acqua che scorre in abbondanza da tre fontane ed annaffia gli orti.
  28. Mesochori domina il mare aperto ed il tramonto.
  29. Sopra le fontane, su una solida tettoia, troviamo la Panaghia Vrissiani”.
  30. Questo paesino in discesa è pura poesia.
  31. La vecchina di nero vestita che ci rincorre per regalarci le prugne del suo albero ed il mio iPhone che non smette di immortalare.
  32. Le tre fontane sono anche il nido di un paio di rondini che cercano di spiccare il volo al tramonto.
  33. È emozione mischiata a fortuna!
  34. È IL momento.
  35. È la purezza.
  36. È la vita.
  37. Sono io quì!
  38. P.S. La poesia si è conclusa a Lefkos,
  39. ridente villaggio di pescatori, pieno di taverne e di ormonosi greci che spadellano pesci appena pescati.
  40. Dei di ieri e Dei di oggi.
  41. Essere felici non significa che tutto è perfetto.
  42. Vuol dire che hai deciso di guardare oltre alle imperfezioni.
  43. Un solo giorno senza spiaggia e mare e già mi sento male.
  44. Un giorno di cultura isolana e mi sento pure un po’ in colpa per aver tradito il dio Helios.

 

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  6. Oggi, però, splende un sole che solo nell’Olimpo di Pollon☀️
  7. E tira un vento che solo a Trieste quando dice Bora Nera.
  8. E non si può che tornare ad Achata!
  9. Ed io non mi pettino da tre giorni!
  10. Ci sono cose beauty che amo fare, tantissimo.
  11. Spalmarmi il viso di maschere nutrienti e ringiovanenti,
  12. grattugiarmi con scrub profumati come fossi un Parmigiano Reggiano,
  13. colorare ogni giorno le unghie di colori differenti, truccarmi per avere occhi da gatta anziché occhi a palla.
  14. Pettinarmi, GIAMMAI!
  15. Il momento selfie in spiaggia ha richiesto un intervento forzato.
  16. Sciolto il nido che troneggiava sulla mia testa da due giorni, l’elastico è rimasto impigliato lassù.
  17. Quintali di Olio di Argan per poter sembrare una bionda naturale con i capelli al vento.
  18. Oggi mi sento più Lazy del solito.

 

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  1. Mentre intorno a me sonnecchiano tutti, io stilo liste.
  2. La lista dei regali greci da comprare.
  3. La lista delle ricette che dovrò chiedere alla mia proprietaria di casa prima di rimpatriare e provare a spadellare greco nella Lazy Home.
  4. La lista delle cose che mi rendono felice.
  5. La lista delle cose che non mi rendono felice.
  6. La lista delle imperfezioni.
  7. Ho lottato una vita contro le mie imperfezioni ma soprattutto contro le imperfezioni degli altri.
  8. Perché io sono una perfezionista e vorrei che tutto fosse perfetto.
  9. Perché la vita è un puzzle.
  10. Ogni pezzetto ha il suo posto che è quello e solo quello.
  11. Ogni pezzetto può avere solo una casetta.
  12. Non ricordo il momento esatto in cui ho realizzato, invece,
  13. che si possono cambiare casette, macchine, vestiti, amicizie, umori, desideri, gusti, senza per forza uscirne indeboliti.
  14. Senza essere meno credibili.
  15. Senza sentirsi in colpa.
  16. Accettando le imperfezioni della vita.
  17. Essere felice non è poi così difficile!
  18. Dobbiamo ricordare di provarci, sempre!

 

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  1. La mia filosofia da spiaggia di oggi è stata benedetta in una taverna verace – che più verace non ce n’è – nel centro di Arkasa.
  2. Seduta in discesa, tra anziani greci che giocano a carte e un cagnolino biondo, con lo Tzatzichi migliore dell’isola e un’insalata greca ricoperta di foglie di ulivo che può portare solo cose belle.
  3. E ho brindato all’arrivo della giornata più lunga dell’anno ⭐️

 

 

 

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  1. Finally Summer !
  2. Oggi niente km e km attreverso il verde Maine.
  3. Niente visite culturali in vecchi paesini tradizionali.
  4. Niente chiesette e niente rovine.
  5. Niente fatiche.
  6. Oggi voglio onorarti come si deve, estate!
  7. Mi vesto di azzurro come il cielo e come il mare.
  8. Voglio sentirmi una Dea.
  9. Voglio essere la principessa del castello che un abile bambino ha modellato con le sue manine accanto a me sulla sabbia.
  10. Ed insieme voglio anche onorare Agios Nikolaos e la sua sabbiosa spiaggia.
  11. Vita selvaggia, oggi!
  12. Asciugamano rosa sulla sabbia e cesta di paglia sotto la testa.
  13. Mi sento molto young,
  14. quando stavo le ore in acqua a cavalcare le onde fino a quando le mani non diventavano completamene bianche.
  15. Quando non avevo il tempo di spalmarmi la crema per non mancare nemmeno 2 minuti 2 alla partita di beach volley che a quel tempo era ancora pallavolo – ma in spiaggia.
  16. Quando non potevo tuffarmi fino alle 4 pm perché avevo finito di pranzare appena alle 2.
  17. Quando fare i castelli di sabbia era un gioco da ragazzi e paletta e secchiello erano sempre pronti nella borsa da mare di mia nonna.
  18. Quando leggevo le avventure della Pimpa sotto l’ombrellone.
  19. Quando nel pomeriggio mangiavo il Sansony e se faceva molto caldo, ma davvero molto molto molto caldo, il Calippo al Limone.
  20. Bene, oggi onoro i ricordi e me lo godo tutto, questo primo giorno d’estate.
  21. Distesa sulla sabbia guardo il sole e sento, finalmente, l’estate addosso.

 

 

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  1. È più facile incontrare persone che ti giudicano…
  2. che incontrare qualcuno che si siede al tuo fianco e ti dice…”Ti ascolto”.
  3. Ci sono porte che si chiudono, porte che si aprono e porte in cui si inciampa.
  4. La mia è verde.
  5. Come in una bella favola, ci siamo incontrate in una giornata di sole a Paros, un anno fa.
  6. Lei era il civico 14.
  7. Il MIO 14.
  8. Ci ho pensato l’intera vacanza prima di comprarla e quando finalmente mi sono decisa qualcun’altro l’aveva già scelta,
  1. o lei aveva scelto un’altra casa.
  2. Pensavo ogni giorno a quella porta, con rammarico, un po’ di tristezza e anche un po’ di rabbia, per averla lasciata andare.
  3. Oggi, in una giornata dedicata alla ricerca di un bancomat funzionante,
  4. tra mille i mille colori dei piccoli negozietti per turisti –
  5. che neanche il Grand Bazaar di Istanbul – ecco che la vedo appesa.
  6. Nell’unico momento in cui alzo gli occhi dai miei piedi finalmente abbronzati e con le unghie dei colori dell’arcobaleno.
  7. Lei è il civico 27, che è il giorno in cui sono nata.
  8. Il MIO 27.
  9. Il MIO14 si fa dipingere in basso a destra.
  10. Una firma, verde, come lei.
  11. Quel verde che dà colore alla lazy home.
  12. Quel verde che mi dà pace.
  13. Quel verde che mi fa sentire a casa.
  14. Quel verde che è casa.
  15. Sedersi e dire “Ti ascolto” significa anche questo.
  16. Ascoltare quand’è il momento perché c’è un momento per ogni cosa.

 

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  1. Ho portato tanto lazy quì con me.
  2. Me stessa e la mia anima, su tutto.
  3. È lazy anche la mia casetta greca, bianca e azzurra, che affaccia sul mare.
  4. Oggi tempestoso.
  5. Pare abbia un sacco di cose da dire, da raccontare, a momenti gridare.
  6. È lazy questa giornata.
  7. Non ho fatto che leggere.
  8. E sonnecchiare.
  9. E sonnecchiare leggendo.
  10. “Qualcosa che somiglia al vero amore” di Cristina Petit.

 

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  1. Iniziato al sorgere del sole e finito al tramonto.
  2. Una piccola poesia che chi pensa parli solo d’amore sbaglia.
  3. C’è vita vissuta, in divenire e da vivere.
  4. C’è tanta verità vista attraverso gli occhi di personaggi diversi per età, cultura e aspirazioni.
  5. C’è la voglia di conoscere e di imparare.
  6. C’è l’eleganza di non imporre.
  7. C’è la complicità degli sguardi.
  8. C’è la dolcezza dei sentimenti.
  9. C’è la delicatezza di rapporti umani costruiti piano piano, giorno per giorno.
  10. C’è la passione per i libri.
  11. C’è la famiglia.
  12. C’è la felicità.
  13. C’è Parigi e c’è l’amore.
  14. C’è che mi è piaciuto un sacco.
  15. C’è che, secondo me, è da leggere.
  16. I souvenir(s),che io amo chiamare regali di viaggio, sono importantissimi per me.
  17. Ovunque mi trovi,
  18. non riesco a ripartire senza sperperare danari in inutili gadgets per amiche in trepida attesa del mio ritorno a casa.
  19. Ogni volta lo stesso supplizio.
  20. In partenza decido che NO, quest’anno NO.
  21. Nessun regalo per nessuno.
  22. Due negazioni nella stessa frase per rafforzare la mia idea.
  23. NO.
  24. Già il secondo giorno inizia ad accendersi quel fuochino che mi fa brillare gli occhioni al sentire la parola shopping!
  25. Un paio di giorni prima di tornare a casa mi assale la frenesia compulsiva che mi toglie il respiro.

 

 

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  1. Può capitare che mi svegli la notte perché ho finalmente deciso quale regalo per chi!
  2. Negli ultimi anni, complice la scoperta che spadellare non è poi così male,
  3. i lazy doni che tirano di più sono culinari.
  4. Cibo locale per tutti.
  5. Oggi ho vuotato scaffali interi di vino greco e Ouzo direttamente nel mio trolley.
  6. Se mi dovessero fermare alla frontiera l’unica spiegazione plausibile potrà essere:
  7. amiche alcoliste attendono il mio rientro in patria prima di entrare in Rehab!
  8. Per mettere in pace la mia coscienza,
  9. ho svaligiato anche l’angolo canovacci ( che non ne abbiamo mai abbastanza ), miele, olio d’oliva
  10. e l’intero cestino di splendidi sacchettini colorati pieni di origano karpathiano.
  11. Da quando ho scoperto l’origano greco mai più senza, un po’come il sale di Formentera.
  12. In realtà non vado in vacanza, vado a fare la spesa!
  13. Sono riuscita a farmi vendere anche una collana piena di pendagli e dei bracciali che Morellato gli fa un baffo!
  14. Si potrebbe pensare che oggi ho solo cazzeggiato e shoppingiato invece la parte culturale prevedeva le rovine di Arkasa
  15. – location molto romantica e talmente vicine a casa mia che avrei potuto fotografarle dalla piscina!
  16. Quando vi dicono che un appartamento vale l’altro, non credeteci!
  17. Parola di ag. immobiliare in trasferta!

 

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  1. In questa lunga vacanza greca di ozio, buon cibo e grande vero relax ho capito parecchie cose importanti.
  2. – Che, da quando ho cambiato colore di capelli, passando intere giornate sotto il sole, divento rossiccia e non più biondiccia.
  3. Slavata comunque, ma con quel quid che fa un po’ più regale!
  4. – Che se devo viaggiare senza portarmi appresso quantità mastodontiche di Aloe Vera, Crema alla Calendula,alla Lavanda e Tea Tree ( All #just! )
  5. è meglio che rimanga a casa: curano TUTTI i mali e arrivano dove Hawaian Tropic&Co. non osano nemmeno.
  6. – Che la protezione 30 ALWAYS, anche l’ultimo giorno ( ma se così non fosse, basta essere muniti di tutto ciò che c’è elencato nel punto precendente! )
  7. – Che Kobo, nel suo essere così piccino e con la sua presenza discreta mi ha conquistata. Continuerò a comprare libri di carta ma solo per spolverarli una volta all’anno.
  8. – Che tutti i prodotti da bagno non finiscono MAI.
  9. Mentre li stai orgogliosamente cestinando
  10. schiacci per errore e zac, puoi incremare un wrestler.
  11. – Che di vestiti, scarpe e accessori in valigia ne basterebbero la metà della metà perché,
  12. anche se c’è un’alta probabilità di trovare strade sterrate,
  13. la pedule in Grecia non è che siano proprio indispensabili
  14. ( vale lo stesso per i tacchi e le giacche a vento e 5 pigiami e 22 costumi e 17 parei e 9 paia di Hawaianas e quel kimono che quando l’ho comprato a Tokio pareva proprio un passpartout).
  15. – Che anche il Feta take away mangiato con qualche fetta di pizza e un po’ di Tzatziki ha il suo senso,
  16. guardando il mare e bevendo Mythos freddissima.
  17. – Che non si torna mai a casa senza un libro di ricette.
  18. – Che Whatsapp non è poi così male.
  19. Che anche se leggi e non rispondi subito e le pippette diventano blu non importa:
  20. sei connessa con il mondo e ti possono comunicare cose davvero importanti
  21. ( per esempio la tua amica a casa, dopo innumerevoli relazioni cazzute, fanculizza l’ultimo della serie che ha umori altalenanti e troppi down.
  22. Ed è finalmente serena.
  23. Perché se uno nasce tondo non può morire quadrato).
  24. Che troppo spesso dimentichiamo di essere gli unici responsabili del nostro destino
  25. e troppo spesso incolpiamo il destino e troppo spesso non viviamo le cose belle della vita,
  26. che sono tantissime.
  27. Che per esempio, per me, ogni anno, è venire in questa terra,

  28. perchè #unavoltaallannosonogreca

 

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Le Vie delle Foto – Mostra Fotografica a Trieste!

 

 

 

  1. Parliamo de Le Vie delle Foto  – Mostra Fotografica a Trieste – che quando si tratta di foto sono felice sempre ♥

 

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  1. Avevo proprio voglia di intervistarla, quel vulcano della Simeone.
  2. Due le possibilità: o andare a correre con lei la mattina alle 5 che da qualche mese si allena per la maratona
  3. oppure brindare insieme in una serata per sole ragazze.
  4. Opto prepotentemente per la seconda, intanto preparo le domande.
  1. Linda la conosco da qualche anno ormai,
  2. è stata coraggiosissima ed ha creduto nella mia arte fotografica facendomi partecipare alla prima edizione de
  3. Le Vie delle Foto qualche anno fa ! 

 

 

 

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  1. Le Vie delle Foto è una mostra fotografica collettiva che quest’anno si ripete per il sesto anno e si svolgerà dall’ 1 al 30 aprile.

 

 

  1. 97 fotografi che espongono in 63 locali.
  2. Fotografi scelti per tema.
  3. Professionisti e non.
  4. La mente di tutto è Linda Simeone che ha sintetizzato tutto con la sua nota praticità:
  5. Perchè credo che in una squadra vinca la Squadra”.
  6. Cosa che in moltissimi dimenticano!

 

  1. Il vero segreto del successo de Le Vie delle Foto è proprio questo – a volte un pò incasinata ma comunque squadra!
  1. Ogni squadra, però, ha bisogno di qualcuno lì davanti,
  2. in prima linea,
  3. che faccia da motivatore nei momenti di stanca
  4. ma che sappia gioire insieme al resto della truppa nei momenti di successo.
  5. Come una piantina, bisogna annaffiare i cuori, spronare gli animi, dare spunti alle menti.
  6. Ma soprattutto bisogna crederci perchè è solo credendoci che si trovano nuove prospettive, nascono nuove idee, si cresce.

 

  1. Tutto questo è Linda che, tra le altre cose, ha creato dei tour che,
  2. di volta in volta,
  3. accompagnano i partecipanti alla scoperta della città, dei bar e dei fotografi.

 

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  1. Ci incontriamo per un aperitivo che diventa cena e dopocena.
  2. Chiacchieriamo di noi, del suo fantastico nanetto assai fotogenico,
  3. della sua passione per la corsa che è nata quasi per caso e si è trasformata in energia per
  4. corpo e mente.

 

  1. ( qui sotto uno dei nostri primi incontri, correva l’estate 2011.
  2. Pixel bassissimi = troppi anni fa = Linda acciaccata ed io più bionda della Carrà! )

 

 

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  1. Allora Linda, partiamo dall’inizio, come nasce Le Vie delle Foto e qual è lo spirito della mostra?
  2. Le vie delle Foto nasce e si sviluppa come una mostra fotografica collettiva composta da tante mostre singole dislocate nel centro cittadino di Trieste.
  3. Il progetto prevede un’esposizione collettiva che, come un moderno network, si compone e collega tante location diverse, un motivo in più per girare a piedi incuriositi questa città, che negli ultimi anni si è adattata anche alla vita pedonale.
  4. Viene coperto tutto il centro cittadino e per un mese sarà possibile inventarsi percorsi per visitare anche quotidianamente alcune delle esposizioni in catalogo.
  5. Lo spirito è la condivisione perchè la fotografia è passione condivisa.
  6. Le Vie delle Foto fa da collante coma l’acqua con la farina.
  7. Sboccia in una noiosa giornata di luglio, trasportata dall’entusiasmo di un progetto mai realizzato, si sviluppa grazie all’energia delle persone, più precisamente cinquanta fotografi che sposano il progetto, ancora più entusiasti rispetto all’anno precedente e che li vede studiare nuovi temi, pensando, realizzando e creando foto nuove e diverse, per una mostra che forse non è più “qualunque” a Trieste.
  8. Il programma cresce e fiorisce all’ombra di un afosissimo agosto, grazie anche alla lungimiranza di titolari di locali che aderiscono e continuano a credere all’iniziativa, mettendo a disposizione tempo e spazi.
  9. Il matrimonio di oltre cento menti geniali ha trasformato una “mostra qualsiasi” nella più grande mostra fotografica mai realizzata finora a Trieste.

 

  1. Come avviene la scelta dei fotografi?
  2. Devono avere qualcosa da raccontare, un messaggio da lanciare, qualcosa di sentito.
  3. Mica bau bau micio micio 😉

 

  1. Hai deciso di far partire Le Vie delle Foto da Trieste perchè hai pensato ci fosse bisogno di energia positiva o semplicemente perchè è la tua città?
  2. Trieste, insieme a Torino, è la città con più associazione fotografiche in Italia e proprio a Trieste si trova l’associazione fotografica più longeva in assoluto.
  3. Inoltre Trieste ama la fotografia e la fotografia ama Trieste.
  4. Vogliamo poi parlare dei tramonti che non trovi da nessun’altra parte?
  5. Ultimo e non ultimo, il cuore pulsante di Trieste è nei bar dove non si va solo a bere il caffè ma è luogo d’incontro, si fanno comizi politici, si presentano libri.
  6. Trovare una caratteristica simile in altre città non sarà facile.

 

  1. Pensi, quindi, di esportarla anche fuori Trieste?
  2. Vorrei portare Le Vie delle Foto altrove, questo è certo. Ma dove ancora non lo so.
  3. E’ tutto in divenire.

 

  1. Io ho partecipato alla prima edizione perciò mi sento molto legata a questo progetto.
  2. Ricordo benissimo che tu eri un tutto fare: creata la mostra, disegnato il logo, mandato online il sito, ecco che ti trovo appesa nei bar ad allestire.
  3. Ne è passata di acqua sotto quei ponti e lo staff si è allargato fino a diventare un tutto al femminile.
  4. Raccontaci come ci sei arrivata e soprattutto presentaci il tuo staff.
  5. Per una serie di motivi, lo staff è sempre stato al femminile.
  6. Quest’anno siamo in 7. Le mie compagne di avventure sono delle guerriere e per tale motivo hanno un posto d’obbligo nell’organizzazione.
  7. Io sono orgogliosissima di ognuna di loro, anche di quelle che, per i motivi più vari, non hanno potuto far parte dell’organizzazione quest’anno.
  8. Per loro le porte sono sempre aperte.

 

  1. In parecchi hanno cercato di imitarvi. Cosa rispondi ai copioni?
  2. Ah ah ah, i copioni. I copioni copiano quando trovano idee brillanti realizzate e non riescono a fare altrettanto o peggio ancora, non ne hanno di loro.
  3. In ogni caso noi non temiamo alcun tipo di copia perchè ci mettiamo cuore e passione e questo fa la differenza!
  4. Del resto, essere imitati come la settimana enigmistica è un onore 😉

 

  1. “Mostrami” è il tuo libro.
  2. Si parla di fotografia e si elargiscono consigli utili per la realizzazione di una Mostra Fotografica di successo.
  3. Direi che dovremmo vederci per un altro aperitivo dopo l’inizio de Le Vie delle Foto per presentarlo come si deve, cosa ne dici?
  4. Un aperitivo?
  5. Sai che non riesco in alcun modo a dirti di no.
  6. “Mostrami” è il mio primo libro cartaceo e vederlo stampato è stata una grossa soddisfazione.
  7. Lo abbiamo presentato a Trieste, Milano, Genova.
  8. Chissà se riuscirò a fargli fare il giro del mondo ( proprio come faccio fare al piccolo Massimo )  😉

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  1. Dietro ad ogni successo c’è una Linda Simeone.
  2. E dietro ad ogni Linda Simeone c’è una grande squadra.
  3. Io sono orgogliosa di aver fatto parte di questa squadra e continuo a tifare per voi ragazze!
  4. #goleviedellefotogo

 

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  1. Il 29 Marzo 2016 presso l’Eppinger Caffè, in via Dante 2/b a Trieste, al 2° piano,
  2. come tutti gli anni, si terrà la conferenza stampa della manifestazione alle ore 10.30!
  3. A fine discorso – che durerà i soliti politici 15 minuti – ci sarà un buffet offerto dall’organizzazione!
  4. Linda ed il suo staff tutto al femminile vi aspettano!

 

 

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  1. Le Vie delle Foto

 

  1. Ph. Martina Micalizzi

 

 

Pinza Triestina ed è Pasqua!

 

 

  1. In un lunedì piovoso che solo perchè è Pasquetta trova un senso.
  2. In un dopo Pasqua in cui l’Alkaseltzer sciolto nella Coca Cola in vetro
  3. – che è moooolto più gassata –
  4. ha sostituito il caffèlatte la mattina ma non la pinza con il cioccolato Kinder che insieme è la morte sua!
  5. Ecco, in un lunedì così io inforno 😉

 

  1. Da noi non è Pasqua senza pinza.
  2. Non è Pinza se non a Pasqua.
  3. Se anche voi oggi non avete voglia di uscire ed avete voglia di spadellare, ecco la ricetta!

 

 

 

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  1. Ingredienti per due pinze:
  1. 600 gr di farina
  2. 50 gr di lievito di birra
  3. 75 cl acqua tiepida
  4. 4 uova ( 3 uova intere ed un tuorlo )
  5. 175 gr di zucchero
  6. 1 pizzico di sale
  7. 1 bacca di vaniglia
  8. 2 tappi di rum
  9. la scorza grattugiata di un limone e di un’arancia
  10. 60 gr di burro

Procedimento:

  1. In una terrina abbastanza grande,
  2. sciogliamo il lievito nell’acqua tiepida con un cucchiaio di farina e uno di zucchero e copriamo il tutto con un canovaccio.
  3. Facciamo lievitare per circa 20/30 minuti fin tanto che il composto sarà spumoso e del doppio del volume.
  4. Uniamo le uova, lo zucchero, il sale, la vaniglia, il rum e la scorza grattugiata del limone e dell’arancia.
  5. Uniamo la farina.
  6. Uniamo il burro fuso tiepido poco per volta facendo attenzione che si amalgami bene.
  7. L’impasto a questo punto deve risultare duro da mescolare.
  8. Rovesciamo l’impasto su un piano di legno e lavoriamolo velocemente per qualche minuto.
  9. Riposizioniamo l’impasto nella ciotola, copriamo con il canovaccio e lasciamolo lievitare finché non raggiunge il doppio del suo volume.
  10. Quindi rimettiamo l’impasto sul piano di legno, lavoriamolo per alcuni minuti,
  11. diamogli una forma più o meno rotonda e posizioniamolo sulla teglia del forno.
  12. Ricopriamo con il canovaccio.
  13. Dopo alcune ore,
  14. quando sarà nuovamente raddoppiato cospargiamo la superficie con il bianco d’uovo e facciamo la classica incisione a Y a zig zag .
  15. Infiliamo la teglia nel forno, nella parte più bassa e facciamo cuocere per 25/30 minuti a 160 gradi.

Pronti, attenti, bene, via....Happy Pinze!In cottura!Pinza delle mie brame! Ready to eat!

 

Foto procedimento e ricetta dell’amica Titti, che qualche anno fa ha condiviso con me la sua ricetta!

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