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Tag: cucina

Ricette dal Cuore di Alice!

Ritrovarsi in un grigio pomeriggio milanese avvolte in comodi maglioni di lana dopo esserci salutate qualche settimana fa brindando a piedi nudi sulla sabbia guardando il tramonto fa un certo…

  • Ritrovarsi in un grigio pomeriggio milanese avvolte in comodi maglioni di lana

dopo esserci salutate qualche settimana fa brindando a piedi nudi sulla sabbia

  • guardando il tramonto fa un certo effetto.

 

 

Intorno a noi il Cake Festival.

  • Un tripudio di torte, cupcakes, macarons e pasta di zucchero.

 

  • Il rosa che avvolge.
  • E una Alice radiosa ed emozionata.

  • Brillante come la collana che indossa.

  • Ma soprattutto avvolgente.

  • Avvolgente come la lunga gonna che anticipa i suoi passi.

  • Avvolgente come il suo sorriso quando racconta del suo gitano.

  • Avvolgente quando abbraccia ed altrettanto avvolgente quando impasta.

  • Oggi è la Ciambella di Agatina la protagonista.

  • Una presentazione dolce di “Ricette dal cuore” che profuma di farina, uova, tanto burro, mele e cannella.

  • Tre piccoli stampi 
    newyorkesi.

  • E poi racconti di vita.


Racconti gitani.
Racconti del e dal cuore

  1. Questa FU Milano!

 

 

  1. Questo E’ oggi, quì!
  1. Un mercoledì mattina – tanto amato – chè bastano due soli passetti per abbracciare quel friday che è il giorno più bello della settimana.
  2. Un mercoledì mattina di sveglia all’alba.
  3. Di mille pensieri di lavoro.
  4. Di mille casini da risolvere.
  5. Di mille e una idee da sviluppare e quel risicatissimo tempo che non aiuta.
  6. Prospettiva: un grigio mercoledì in ufficio all day long.
  7. E poi una busta.
  8. riconosco la scrittura.
  9. Sorpresa mista ad emozione perchè accidenti ho proprio ragione: 
  10. di gente con una bella energia ce n’è.
  11. Difficile da trovare ma c’è.
  1. Io l’ho incontrata a Formentera!
  1. Una piccola folletta con le unghie laccate di rosso e un sorriso contagioso.
  2. Aura brillante e occhi sfavillanti.
  3. Imparare a conoscere una persona attraverso i suoi racconti ha un che di magico.
  4. Sono convinta che le persone che si mettono in gioco condividendo racconti, sentimenti ed emozioni andrebbero ringraziate perchè
  5. aprire il proprio cuore è amore puro.

  1. Che siano racconti di vita, fotografie di vita, ricette di vita.

 

 

 

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  1. Questo libro sulla mia scrivania in un ufficio asettico mi fa sentire a casa.
    1. L’ho letto quasi tutto – oggi –  tra un contratto e l’altro, un sorriso e una lacrima che non riesco a trattenere quando quella frase mi colpisce al cuore
    2. e mi rendo conto che, nonostante l’allenamento, sono rimasta la bambina vulnerabile che
    3. pettinava i lunghi capelli della sua biondissima bambola.
  2. Ed è bellissimo.
  • Perchè niente più del cibo fa focolare.
  1. Perchè a tavola ci si conosce, si parla, si ride, si discute, ci si studia.
  2. Perchè mentre leggo mi pare di sentire il profumo dei chocolate chip cookies fotografati a pag. 55 😉

 

 

 

  1. Perchè mentre sfoglio le pagine lisce penso a quanto sia un libro gioioso e di gioia non ce n’è mai abbastanza, MAI !
  • Alice è A Gipsy in The Kitchen!
  • A Gipsy in The Kitchen è Alice!
  • Gipsy è stata il mio primo approccio al mondo del blog.
  • Gipsy è fonte di ispirazione e di gioia.
  • Ma soprattutto, Alice è radiosa.
  • Le persone radiose sono speciali ed è fortunato chi ha la possibilità di essere riscaldato dalla loro luce!
  1. Go Gipsy Go!

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Ciambellone Passpartout!

      L’autunno si fa sentire ed io ho rimesso in moto fruste e forno. Tirati fuori dalla naftalina farina, zucchero, lievito, fecola e zucchero vanigliato, ho dato inizio…

 

 

 

  1. L’autunno si fa sentire ed io ho rimesso in moto fruste e forno.
  2. Tirati fuori dalla naftalina farina, zucchero, lievito, fecola e zucchero vanigliato,
  3. ho dato inizio alla produzione.
  4. Un dolce diverso ogni settimana per riscaldare queste giornate autunnali.
  5. Sarebbe stato il turno di una crostata ma le mie amiche golose pare non potessero vivere
  6. senza la ricetta del ciambellone passpartout!
  7. E poi la diatriba tra Monica e la sua mamma – mia più grande fan che mi segue con
  8. costante devozione e che mi supporta come neanche una ragazza ponpon😜 – doveva
  9. essere risolta.
  10. ( essì, ha ragione Monica: niente mandorle ma solo un po’ di Rhum!!! ).
  11. E poi c’è Yiyi che il martedì assaggia i miei esperimenti.
  12. E poi c’è l’amica di mia madre che non mangia nulla ma il ciambellone, quello sì.
  13. Capite che non potevo tirarmi indietro!
  14. È facilissimo da fare, leggero, adatto ad ogni situazione e versatile: buonissimo da solo, 
  15. più gustoso se spalmato di marmellata, cioccolato o accompagnato da frutta fresca.

 

 

Ingredienti

  1. 3 uova
    100 ml di Olio di Semi
    1 scorza di limone
    140 gr di Zucchero
    180 gr di Farina 
    Un pizzico di sale
    250 gr di Yogurt Greco
    60 gr di Fecola di Patate
    1 bustina di Lievito in Polvere
  2. Rhum qb

Procedimento

  1. Normalmente uso il Kitchen Aid per amalgamare bene ed evitare grumi ma è ancora
  2. ostaggio della mia amica Sara quindi mi accontento delle mie fruste ormai vintage ma che
  3. non mi abbandonano mai!
  4. Unire uova, zucchero, farina, fecola, yogurt e lievito.
  5. Usare fruste o planetaria per creare una crema morbida.
  6. Aggiungere l’olio continuando a mescolare. Per ultimo il Rhum, la scorza di limone ed il sale.

Infornare nel forno statico a 195° per ca 40 minuti ed a 175° nel forno ventilato per ca 30 minuti.

 

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  1. Oggi ho aggiunto mezza mela a cubetti e sostituito lo yogurt greco con yogurt ai cereali.
  2. Buonissimo con la marmellata alle fragole e aceto balsamico dell’Acetaia San Matteo che ho comprato ieri ai Castelli di Strassoldo.
  3. Ragazze, provatelo anche voi con le marmellate balsamiche: dolce e salato insieme con un retrogusto acetoso che è una delizia!
  4. P.S. Aspetto di vedere i vostri ciambelloni asap 😉
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Del mio non essere cuoca ad una passione che, piano piano, diventa amore. Dalla mia cucina al Bistrot. Da una vecchia ricetta le fritole della nonna!

      Che io non fossi una grande cuoca era ed è cosa nota.   All’inizio pubblicavo SOLO ricette di amiche, amiche di amiche, amiche di amiche di amiche…

 

 

 

Che io non fossi una grande cuoca era ed è cosa nota.

 

All’inizio pubblicavo SOLO ricette di amiche, amiche di amiche, amiche di amiche di amiche che amorevolmente cucinavano ( anche ) per me e mi regalavano i loro segreti.

 

Poi la passione mi ha travolta, inaspettatamente, perchè, si sa, alla cucina come all’amore bisogna darsi con lo stesso abbandono.

 

Ed io ho deciso di abbandonarmi.

 

 

Così la mia cucina è diventata il Bistrot.

 

 

In una casa appena ristrutturata che ancora profuma di malta e pittura ed in una cucina dai toni verde salvia in cui mancano ancora forno, fuochi e cappa – pigramente adagiati al centro del salone in attesa di essere montati – ho iniziato a spadellare on my own.

 

I risultati non sono mica male, dicono!

 

Così, perdendo completamente la cognizione del tempo e dello spazio, spadello ogni santo giorno.

 

Scovo ricette che mai avrei messo in opera.

 

Leggo, mi documento.

 

Ma soprattutto rispolvero il vecchio sapere trasmesso dalla mia adorata nonna.

 

Lei che cucinava sempre.

 

Lei che per fare il ragù ci metteva tutta la mattina.

 

Lei che il brodo solo a fuoco lento e mai, dico mai, nella pentola a pressione.

 

Lei che sarebbe tanto felice di sapermi ai fornelli in quella che, un tempo, era la sua casa ed ora è la mia Lazy Home.

 

Lei che cucinava moltissimo ma con tendenze decisamente più salate.

 

Le fritole una della poche eccezioni dolci.

 

Da noi si mangiano a Natale, a Capodanno, a Carnevale, a Pasqua.

 

Per le fritole, in realtà, non c’è un momento.

 

Sono un passepartout.

 

Le va ben sempre!

 

 

In un sabato di bora in fase discendente ho impastato!

 

 

INGREDIENTI:

 

400 gr di farina

2 cucchiai colmi di zucchero

2 uova

un pizzico di sale

40 gr di lievito

rhum o limone qb

1 bicchiere di latte

100 gr di uva passa

zucchero a velo ( per gli amanti del genere. La mia nonna usava quello normale )

 

 

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PROCEDIMENTO:

 

Mettere in ammollo il lievito in acqua tiepida.

 

Si può usare anche quello in polvere ma il cubetto fresco resta la scelta migliore.

 

Mescolare la farina con lo zucchero.

 

Aggiungere le uova ed il lievito sciolto e mescolare.

 

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Aggiungere il latte ( io lo uso a temperatura ambiente ), il rhum/limone e l’uva passa.

 

A me piacciono molto di più con il limone perciò ci aggiungo una fialetta ( per chi ama i sapori un pò più decisi, anche una scorza di limone grattugiata ).

 

 

 

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E adesso il momento catartico.

 

Mia nonna lasciava riposare l’impasto coperto da una tovaglietta di cotone per un paio d’ore e poi lo faceva rigirare a quel sant’uomo di mio nonno che, cascasse il mondo, allo scadere delle due ore doveva rimestare in senso orario la sbobba.

 

Io sono andata al cinema!

 

E poi a cena!

 

E quando sono rientrata, all’una di notte, ho trovato questo

 

 

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Poi ho rimescolato e fritto.

 

 

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Perciò ho le prove che tutto quel manipolare ogni due ore non è propriamente necessario.

 

Facendo un rapido calcolo, mio nonno ha buttato qualche anno della sua vita a girare impasti 🙁

 

Possiamo schiacciare pisolini tranquilli sul divano, in freddi pomeriggi di Bora, senza abbracciare mestoli di legno e senza puntare la sveglia per ridare nuova vita ad un impasto che si autoalimenta!

 

Questa è la scoperta più bella che potessi fare.

 

( mia nonna già lo sapeva, ne sono certa! ).

 

 

Da oggi in poi fritole in OGNI occasione!

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Mele Cotte con Cannella e Semi di Papavero!

    Chi l’avrebbe detto che le mie mele cotte avrebbero riscosso tanto successo…   Chi l’avrebbe detto che le amiche mi avrebbero scritto per avere la ricetta o per…

 

 

Chi l’avrebbe detto che le mie mele cotte avrebbero riscosso tanto successo…

 

Chi l’avrebbe detto che le amiche mi avrebbero scritto per avere la ricetta o per whatsapparmi le loro…

 

 

Chi l’avrebbe detto che piacessero a qualcun’altro esclusa la sottoscritta…

 

 

 

Che io ami la montagna con i suoi colori, il suo silenzio, la sua pace, il suo cibo è cosa nota.

 

Le mele, per me, sono montagna.

 

Dal Sudtirol con furore.

 

Le amo sempre, comunque, in tutte le salse. Quando fuori fa freddo, loro, calde, mi riscaldano pancia e cuore.

 

Le preparavo con la mia nonna quando ero ancora una nana in fase crescente.

 

Sedute insieme in cucina, lei lavava i piatti ed io pelavo cercando di finire con un’ unica lunghissima buccia.

 

Impossibile.

 

 

Non ci riuscivo praticamente mai e ci trovavamo sommerse da quantità industriali di mele 🙂

 

Ogni volta mi sembra di tornare bambina, di sentire i profumi della cucina, la voce di mia nonna che mi ricorda che – forse – 6 mele sono troppe per una bambina di 4 anni ma la buccia si spezzava ogni santa volta e non potevo non ritentare.

 

La pentola nella quale le cucino è sempre la stessa. Quella della nonna. Quella in ceramica verde salvia. Ammaccata. Bruttina. Vissuta.

 

Una pentola piena di ricordi belli. Una semplice pentolina verde salvia che racchiude la mia infanzia, i miei sorrisi, i miei profumi del cuore, le mie mele, le mie gioie, me.

 

 

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Questa sera ho bisogno di affetto e di calore perciò mele cotte per tutti nella Lazy Home perchè gli affetti vanno nutriti di mele e di amore.

 

 

 

Ingredienti:

 

Mele ( meglio se verdi del Sudtirol 😉  )

Zucchero di canna

Cannella in polvere

Semi di Papavero e Uva Passa

 

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Procedimento:

 

Pelare le mele – possibilmente in un’unica mossa e quindi con un’unica buccia, lunghissima 🙂

Nella pentola, insieme alle mele, aggiungere l’acqua e portare ad ebollizione.

 

 

 

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Una volta morbide e dorate aggiungere la cannella in polvere ed, eventualmente, lo zucchero di canna e l’uva passa ( solitamente io le preparo senza zucchero e senza uvetta; sono un pò più amare ma gustosissime comunque ) e cuocerle ( io direi caramellarle ) per circa 3/4 minuti.

Ad impiattamento avvenuto cospargerle di semi di papavero.

 

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E a testimonianza delle whatsappate, quelle della mia amica crucca Heike…..

 

 

 

 

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Amaretti al Cacao!

  Gli amaretti, questi maledetti!   Creati sempre da lei, la mia gloriosa amica chef Agata come intermezzo alla cena di Halloween.   Un intermezzo tra la fine del salato…

 

Gli amaretti, questi maledetti!

 

Creati sempre da lei, la mia gloriosa amica chef Agata come intermezzo alla cena di Halloween.

 

Un intermezzo tra la fine del salato e l’inizio del dolce 🙂

 

Un intermezzo in cui ho partecipato attivamente: scattando foto, rubando al ricetta e magnandoli tutti e 12 🙂

 

Sono velocissimi da fare e da mangiare.

 

Possiamo spadellare allegramente tutti…

 

 

 

Ingredienti:

 

 

100 gr di mandorle pelate

150 gr di zucchero

1 albume d’uovo

1 cucchiaio di cacao

 

 

 

PROCEDIMENTO:

 

 

Passare le  mandorle nel Minipimer per ottenere una granella molto fine.

Trasferire il composto in una ciotola, unire il cacao ed amalgamare.

 

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Montare l’albume a neve ed aggiungerlo al composto, mescolare e lasciar riposare per 15 minuti.

 

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Inumidire le dita con un pò d’acqua e formare 12 palline da deporre su una teglia foderata con la carta forno.

Schiacciare leggermente per appiattirle ed infornare a 180 gradi per 12 minuti circa.

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Lasciar raffreddare, staccare dala teglia e servire.

 

 

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Muffin di Zucca!

  Ad Halloween c’è chi festeggia girando mascherato per la città e chi festeggia in cucina spadellando.   La mia amica Agata, come già tutti sanno, fa parte del secondo…

 

Ad Halloween c’è chi festeggia girando mascherato per la città e chi festeggia in cucina spadellando.

 

La mia amica Agata, come già tutti sanno, fa parte del secondo gruppo.

 

Lei, del suddetto gruppo, è la regina incontrastata!

 

Il nostro Halloween è stato un Halloween culinario!

 

Un menù per chi di zucca se ne intende!

 

Una cena preparata con le sue sapienti e abili mani da cuoca stellata!

 

Muffin per tutti come antipasto.

 

Zucche, scalogno, semi di papavero a noi:

 

 

 

 

Ingredienti:

 

180 gr di zucca

1 porro

80 gr di provola affumicata

150 gr di farina

60 gr di grana grattugiato

1 pizzico di sale

1/2 bustina di lievito

1 uovo intero e 1 rosso

70 ml latte intero

60 gr di olio di mais

semi di papavero

 

 

PROCEDIMENTO:

 

 

Lessare il porro a fette e tagliare la zucca a cubetti.

 

 

 

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In una padella rosolare la zucca a pezzi ed il porro. Far cuocere per 5 minuti.

 

 

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In una ciotola mettere la farina, il grana, un uovo ed il tuorlo, il lievito, l’olio, il latte e gli altri ingredienti cotti in precedenza.

 

 

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Versare il composto negli stampi e coprire con i semi di papavero.

 

Cuocere in forno pre riscaldato a 180 gr per 25 minuti.

 

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CONCLUSIONE:

 

La dose consigliata è di due muffins a persona ma, se uno ha una coscienza, deve servirne almeno 15!!!!!!!

 

P.S. Non si mangiano mica solo ad Halloween 🙂

 

 

 

Muffin di Zucca con Semi di Papavero

 

 

 

 

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