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Life, Love, Passion

Israele – IL Viaggio!

  Ci sono i viaggi e poi c’è il viaggio  Il mio viaggio è sempre stato Israele. Ho sempre pensato che sarebbe arrivato al momento giusto ed il momento giusto…

 

  1. Ci sono i viaggi e poi c’è il viaggio 
  2. Il mio viaggio è sempre stato Israele.
  3. Ho sempre pensato che sarebbe arrivato al momento giusto
  4. ed il momento giusto è finalmente giunto.

  5. A Tel Aviv siamo stati travolti dai racconti della nostra meravigliosa guida,
  6. dai colori, dai sapori, dalla luce.

  7. Abbiamo camminato per km e assaporato la magia di questa città in continua evoluzione.

  8. ( Io mi sono anche ustionata ma questa è un’altra storia ).

  9. Abbiamo mangiato hummus fino a scoppiare e bevuto succhi di frutta fresca per rinfrescarci.

  10. Ci siamo arrampicati fin sulla collina di Jaffa – che loro qui chiamano Yafo –
  11. e abbiamo ammirato la sua bellezza, rimasta intatta nonostante siano passati più di 5000 anni.

  12. Abbiamo passeggiato tra i banchi del souq annusando spezie
  13. ed assaggiando fichi secchi e datteri giganti.

  14. Ci siamo fatti avvolgere dalla brezza sulla spiaggia
  15. e dalla magia che questo paese trasmette.

 

 

  1. La sveglia la mattina presto è ciò che più odio dei miei giorni israeliani
  2. ma è fondamentale per poter fare tutto ciò che abbiamo inserito nella nostra tabella di marcia.
  3. Alle otto di ogni mattina siamo sulla strada verso Cesarea.
  4. Un sito archeologico meraviglioso che mi riporta subito al Libano e alle sue rovine.
  5. Romana, edificate da Erode e divenuta una città portuale.

  6. Piena di verde e di piante lussureggianti.

  7. Di colori che creano un mix di armonioso contrasto con il mare che la accarezza.


  8. Ma è a Zicron Yacov che mi innamoro senza possibilità di ritorno.

  9. Piccolo villaggio costruito per volere del Barone Rothschild a fine 800,
  10. si snoda su di un’unica via centrale costeggiata da botteghe.

  11. Riporta al passato ed il salto indietro nel tempo è immediato.

  12. Ma il bello deve ancora venire perché proprio alla fine della via
  13. incrociamo un bar mitzvah ed è subito emozione.

  14. Pranziamo da Tishbi– che se siete da queste parti non potete mancare –
  15. e degustiamo formaggi, mostarde e vino Shiraz.

 


  1. Dopo il vinello c’è rimasta solamente la forza di trascinarci a letto per un pisolino
  2. invece scegliamo di andare ad ammirare le Terrazze Bahai o Giardini pensili di Haifa,
  3. sul Monte Carmel.

  4. Un insieme di giardini intervallati da terrazze che circondano il Mausoleo del Báb
  5. e sono meta di pellegrinaggio per i Bahai e per chi come noi
  6. non vuole perdersi nulla di questo meraviglioso paese.



  1. La nostra ultima tappa prima di arrivare al kibbutz sul lago Tiberiade è Akko,
  2. una città che può essere considerata uno dei vertici del periodo crociato
  3. e del periodo ottomano in Israele e nel mondo.

  4. Il kibbutz che ci accoglie è immerso nel verde, dotato di piscina,
  5. centro benessere e tutto quel ben di dio lì.


  6. Ebbene,

  7. saranno gli anni che passano inesorabili,
  8. sarà il lavoro sempre più pressante, sarà il bisogno di dormire,
  9. tant’è che le energie di un tempo sono sparite ma il viaggio
  10. rimane sempre la cura migliore per tutti i mali.

 

  1. “Adif lihiot chacham Asher Liot zodek”.
  2. { meglio essere saggi che avere ragione }
  3. Ogni giorno in Israele è migliore di quello prima.
  4. Abbiamo puntato a nord ed è stata emozione allo stato puro.

  5. Iniziamo con Tzafat, una delle quattro città sante ebraiche insieme a
  6. Gerusalemme, Hebron e Tiberiade.

  7. Ma soprattutto centro dello studio kabbalistico in Israele.

  8. ( potete andarci anche se la kabbalah l’avete conosciuta grazie a Madonna,
  9. pensando fosse la sua nuova hit parade anziché il suo nuovo credo! ).


  10. Passare da Tzafat a Nazareth è un attimo ma l’impatto è notevole.

  11. Per noi cresciuti a pane, Giuseppe, Maria ed il bambino nella grotta,
  12. vederla con i nostri occhi è un’esperienza che è difficile da raccontare.

  13. Abbiamo visitato la Basilica dell’Annunciazione e partecipato ad una messa in italiano
  14. tenuta dai frati francescani di Puglia in pellegrinaggio.

  15. ( Qui, la maggior parte delle chiese cattoliche sono francescane
  16. perché i francescani sono i custodi dei luoghi sacri in terra santa ).

  17. Siamo scesi nelle grotte in cui sono vissuti Giuseppe e Maria
  18. e dove poi ha vissuto tutta la famiglia di ritorno dall’Egitto.

  19. Io tutt’ora non riesco a rendermi conto di aver toccato con le mie mani quei luoghi.

  20. Per chi crede,
  21. per chi non crede,
  22. per chi è indeciso,
  23. per chiunque sono luoghi che hanno energie potentissime
  24. e arrivano tutte, credetemi.


  25. Siamo scesi verso il Lago di Tiberiade, passando per Tabha,
  26. luogo in cui c’è stata la moltiplicazione dei pani e dei pesci
  27. e abbiamo chiuso il cerchio ad Arbel.

  28. Un canyon silenzioso, pieno di sole e di vento, perfetto per salutare la Galilea.

  29. Lunghe distese di ulivi e di capperi e la pace.


  30. E’ stata la nostra ultima notte nel kibbutz,
  31. la nostra ultima cena in “comune”,
  32. il nostro ultimo risveglio con l’infinita Galilea in fronte.


  33. Puntiamo al Mar Morto.


  34. ( e per chi si chiede dell’hummus sì,
  35. ne ho mangiato in quantità industriali,
  36. solo che l’ho accompagnato con i falafel e la cosa è diventata seria.
  37. Non è solo piacere, è una dipendenza ormai . )

 

 

  1. Abbiamo lasciato il kibbutz alla volta di Kaser el Yehud
  2. dove ci siamo immersi nel fiume Giordano per rinnovare il battesimo.
  3. Il fiume è stretto ed al centro ha due file di boe
  4. che delimitano il confine tra Israele e Giordania.
  5. Guardare davanti a sè e vedere un altro paese fa parecchia impressione in effetti,
  6. quanto l’acqua che sembra melmosa invece
  7. quando la raccogli ti rendi conto che è limpidissima.

  8. Per me è un mistero della fede, per loro è semplice corrente.


  9. Ma è Masada il fulcro della mia giornata di oggi.

  10. 50 gradi, sole cocente e nemmeno una nuvoletta in cielo.

  11. Saliamo con la funivia verso quello che è
  12. il primo sito dichiarato
  13. patrimonio universale dell’ UNESCO in Israele.

  14. Antica fortezza naturale in the land of nowhere,
  15. situata su una rocca a 400 m di altitudine rispetto al Mar Morto,
  16. nella Giudea sud-orientale.

  17. Uno dei miei sogni.

  18. Ammirare il Mar Morto e l’infinito tutto intorno
  19. mi ha dato una forza che è difficile da tradurre a parole.


  20. Dal deserto della Giudea al tuffo nel Mar Morto è stato un attimo.

  21. Fare il bagno nel mare più salato al mondo non è per niente piacevole.

  22. Ho sentito bruciare ogni piccola parte del corpo,
  23. ho lottato per tentare di nuotare ma niente,
  24. ho dovuto arrendermi e galleggiare senza trucco e senza inganno.

  25. E poi quei meravigliosi fanghi neri che
  26. quando si seccano pare che ti si stacchi la pelle
  27. e con 50 gradi dovrebbero seccare immediatamente
  28. invece no,
  29. niet,
  30. venti minuti e sono lì,
  31. ancora belli morbidosi.

  32. Ma ogni cosa bella, si sa,
  33. costa un po’ e noi stasera
  34. siamo arrivati a Gerusalemme.

 


  1. Una delle meraviglie del mondo.

  2. Abbiamo cenato in una piazza bianca piena di gente, musica e vento 

  3. Ebbene, ce la siamo conquistata cotanta bellezza.

 

 

  1. Di Gerusalemme è difficile scrivere.


  2. È una città che ti toglie il fiato,
  3. che ti travolge con i suoi rumori,
  4. con la sua musica ad ogni angolo,
  5. con tutto quel bianco che fa da riverbero al sole.

  6. È un pout pourri di cultura, storia, arte.


  7. È bellissima.

  8. È mistica.

  9. È magica.

  10. È tua.


  11. Ognuno ha la sua Gerusalemme perché ognuno vive la sua Gerusalemme.


  12. Siamo stati a Gerusalemme il giorno di  Bar Mitzvah
  13. e ne abbiamo incontrati un paio nel nostro pellegrinare.

  14. Terminano al Muro del Pianto dove si srotolano le due pergamene
  15. e dove noi abbiamo lasciato il nostro bigliettino con la nostra preghiera
  16. ( che verrà raccolto a fine anno insieme a tutti gli altri
  17. e verrà seppellito sul monte degli

  18. ulivi dove rimarrà per sempre ).


  19. Preghiera che spesso è anche ringraziamento
  20. perché troppo spesso ci dimentichiamo di dire grazie.

  21. Ed io se sono qui oggi lo devo a chi mi ha fatta così pazza ma così pragmatica,
  22. così rigida ma così emotiva,
  23. così allegra ma così fragile
  24. ( sì, lo so, questo è solo per chi mi conosce veramente ma fidatevi che è così per davvero! ),
  25. così legata alle mie origini ma così aperta verso nuovi orizzonti,
  26. così complicata eppure così lineare.

  27. Siamo tutto il contrario di tutto.

  28. Siamo bianco e nero.

  29. Siamo bene e male.

  30. Siamo speciali perché siamo unici.


  31. A Gerusalemme ho avuto la febbre, le ossa rotte, non riuscivo ad alzarmi,
  32. avvolta nel piumone morbidissimo del mio letto in hotel eppure ero felice.

  33. Forse il mio corpo mi ha chiesto di fermarmi per poter assaporare tutta la bellezza
  34. che ho avuto la fortuna di vedere in questi giorni.


  35. Ho cercato di abbracciarla tutta, la bellezza.

  36. In ogni passo, in ogni segno, in ogni attimo.


  37. Gerusalemme,
  38. mi chiedo se questo mondo ti merita
  39. perché per me rimani inarrivabile.

 

 

 

  1. Era impensabile venire fino a qui e non andare a Betlemme.
  2. Eppure arrivarci non è così semplice perché è in terra palestinese
  3. ergo passaporto alla mano e tanta pazienza.
  4. Se butta bene danno un’occhiata ai documenti e passi in 5 minuti.
  5. Se butta male smontano la macchina e anche te.

  6. Ma alla fine entri e ti ritrovi nella Basilica della Natività,
  7. ti fermi alla mangiatoia e all’altare dei Re Magi
  8. e ti inchini alla stella a 14 punte che è posta nel punto preciso in cui è nato Gesù.


  9. Mi sono ritrovata a cantare “Tu Scendi dalle Stelle”
  10. e sono tornata bambina in un attimo.

  11. Le canzoni di Natale, per me, hanno il sapore delle Macine inzuppate
  12. e delle pagine dei libri della Disney.

  13. Mi rivedo con i miei capelli biondi
  14. e la convinzione che in quella mangiatoia,
  15. prima o poi,
  16. ci sarei arrivata.


  17. Sacro e profano, lo so bene, ma la vita è così.

  18. Un dualismo continuo, che poi è ciò che ti da la vera energia.

  19. Gli opposti che si attraggono.

  20. Le differenze che uniscono.


  21. Dall’altare in un attimo ti ritrovi inginocchiata ai murales di Banksy.

  22. Ma Betlemme è così:
  23. un miscuglio di culture, religioni,
  24. colori e sapori e noi abbiamo cercato di viverli tutti.


  25. Un pranzo bohémien al mercato ed una cena al Link
  26. se soggiornate da queste parti provatelo perché è una chicca –
  27. ci hanno messo in pace con il mondo.

  28. Siamo sopravvissuti al Mahane Yehuda Market
  29. e a quintali di pane challah e credetemi è only for the brave.

  30. ( la nostra guida lo definisce la Trastevere di Gerusalemme ma lei è decisamente indulgente!!! )

  31. Inizia lo shabbath e si brinda alla vita
  32. ogni volta che si alza un calice perciò l’chaim, sempre.

 

        

 

  1. Sono qui a scrivere e a ripercorrere i miei momenti israeliani
  2. e la mancanza è forte.
  3. Mi mancano i quintali di hummus che abbiamo mangiato fino a scoppiare
  4. ed i succhi di frutta fresca che lì sono una sana abitudine.
  5. 🌺
  6. Mi mancano le passeggiate tra i banchi del souq annusando spezie
  7. ed assaggiando fichi secchi e datteri giganti.

  8. 🌺

  9. Mi manca la brezza sulla spiaggia e la musica per le strade di Tel Aviv.

  10. 🌺

  11. Mi mancano i nostri pranzi, quelli belli,
  12. come quello al Tishbi: formaggi, mostarde e vino Shiraz.

  13. 🌺

  14. E sì, mi manca pure il Mar Morto.

  15. ( Non ci crederete ma è vero ).

  16. 🌺

  17. Ma mi manca soprattutto Gerusalemme:
  18. bellissima, mistica, magica, mia.

  19. La Mia Gerusalemme,
  20. il Mio Israele,
  21. le Mie emozioni,
  22. il Mio viaggio.

  23. 🌺

  24. Ancora e sempre l’chaim!

 

 

 

  1. Per il nostro viaggio in Israele ci siamo rivolti a Secret Gardens Tours, 
  2. il miglior tour operator che possiate desiderare. 

 

  1. E poi, durante il viaggio, ci ha accompagnati la meravigliosaYael 
  2. Yael Israel Tours che è stata molto più di una guida.
  3. Ha costruito il nostro viaggio su misura per noi.
  4. Ce lo ha cucito addosso
  5. e per questo non smetterò mai di ringraziarla.
  6. Di una cultura sconfinata,
  7. piena di un’energia meravigliosa,
  8. rispettosa,
  9. accogliente,
  10. dolcissima.
  11. Ci ha trasmesso il SUO Israele
  12. perché il SUO Israele lei lo ha dentro.
  13. Vive in lei e con lei.
  14. Ci ha raccontato della sua famiglia, delle sue tradizioni,
  15. di quanto sia orgogliosa di essere ebrea.
  16. Abbiamo percorso km e km attraverso strade deserte,
  17. panorami sconfinati, mare salato.
  18. Noi siamo stati la sua famiglia per 6 giorni
  19. e lei è stato il nostro riferimento qui.
  20. Se decidete di venire a visitare questa terra meravigliosa
  21. non potete che farlo con lei.
  22. The best guide ever.
  23. P.S. fa selfie 🤳 da paura e non è mica poco eh!

 

 

 

  1. Questa che vedete non è solo una foto.
  2. E’ vita!

 

  1. Auguro a tutti voi che mi leggete di volare in Israele
  2. per riempirvi gli occhi ed il cuore di bellezza!

 

 

 

 

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Drink of The Week – Il Pestatino di Bosio!

  ” La prima volta che entrerete da Bosio per un aperitivo capirete perchè, Nasce, quindi, l’hashtag #DrinkOfTheWeek dopo il primo assaggio, ho deciso di creare una rubrica settimanale di drink. Perchè raccontarveli…

 

  1. ” La prima volta che entrerete da Bosio per un aperitivo capirete perchè,
  2. Nasce, quindi, l’hashtag #DrinkOfTheWeek
  3. dopo il primo assaggio,
  4. ho deciso di creare una rubrica settimanale di drink.
  5. Perchè raccontarveli tutti insieme è impossibile.
  6. Perchè se l’occhio vuole la sua parte, il palato non è da meno.
  7. Perchè avere qualcuno che te li presenta come fa Gian
  8. merita un racconto dettagliato”.

 

  1. Questa settimana parliamo del
  2. Pestatino di Bosio.

 

 

 

  1. E anche qui si fa un salto ai Caraibi.
  2. Base simile al Mojito con Coca Cola.
  3. Ricorda un pò un drink molto quotato a Trieste
  4. negli anni della mia giovinezza:
  5. il pezzetto.

 

  1. Composto da rum scuro,
  2. lime,
  3. zucchero di canna,
  4. Coca Cola.

 

  1. Un passpartout,
  2. come il tubino nero,
  3. va bene sempre 😉

 

 

 

  1. Bistrot Bosio –  Via Trieste, 153 – Staranzano
  1.  Facebook
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  1. Foto di Felice Sorrentino

 

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Drink of The Week – Il Daiquiri di Bosio!

  ” La prima volta che entrerete da Bosio per un aperitivo capirete perchè, dopo il primo assaggio, ho deciso di creare una rubrica settimanale di drink. Perchè raccontarveli tutti insieme è…

 

  1. ” La prima volta che entrerete da Bosio per un aperitivo capirete perchè,
  2. dopo il primo assaggio,
  3. ho deciso di creare una rubrica settimanale di drink.
  4. Perchè raccontarveli tutti insieme è impossibile.
  5. Perchè se l’occhio vuole la sua parte, il palato non è da meno.
  6. Perchè avere qualcuno che te li presenta come fa Gian
  7. merita un racconto dettagliato”.

 

  1. Nasce, quindi, l’hashtag #DrinkOfTheWeek

 

  1. Questa settimana parliamo del
  2. Daiquiri.

 

  1. Che a me fa subito anni ’80,
  2. la colonna sonora di Vacanze di Natale
  3. e la mia infanzia felice.

 

  1. Non lo so perchè.
  2. Sarà lo zucchero intorno al bicchiere,
  3. sarà una reminescenza legata alle amiche della mia mamma che,
  4. con la testa cotonata alla Farraw Fawcett,
  5. degustavano Daiquiri sulla spiaggia
  6. mentre io bambina cercavo di carpire i segreti
  7. che si raccontavano bisbigliando.

 

  1. Tant’è.
  2. A me il Daiquiri mette gioia.
  3. Ed è con la stessa gioia
  4. che vi racconto di quello bevuto da Bosio.

 

 

  1. Cocktail a base di rum,
  2. succo di lime e
  3. sciroppo di zucchero.

 

  1.  Si shackera e si versa nel bicchere.
  2. Lo zucchero di canna intorno al bicchiere
  3. stempera l’ amaro del lime.

 

  1. Secondo me è un drink molto elegante, deciso e fresco.

 

 

  1. Non l’avevo praticamente mai ordinato prima
  2. ma da quest’estate le cose cambieranno.

 

  1. Thank you Bosio for the advice!

 

 

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  1. Foto di Felice Sorrentino

 

 

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Drink of The Week – La Piña Colada di Bosio!

  ” La prima volta che entrerete da Bosio per un aperitivo capirete perchè, dopo il primo assaggio, ho deciso di creare una rubrica settimanale di drink. Perchè raccontarveli tutti insieme è…

 

  1. ” La prima volta che entrerete da Bosio per un aperitivo capirete perchè,
  2. dopo il primo assaggio,
  3. ho deciso di creare una rubrica settimanale di drink.
  4. Perchè raccontarveli tutti insieme è impossibile.
  5. Perchè se l’occhio vuole la sua parte, il palato non è da meno.
  6. Perchè avere qualcuno che te li presenta come fa Gian
  7. merita un racconto dettagliato”.

 

  1. Nasce, quindi, l’hashtag #DrinkOfTheWeek

 

  1. Questa settimana parliamo della esoticissima
  2. Piña Colada.
  3. L’ultima volta l’ho bevuta a Cuba,
  4. accompagnata da quella musica salsera che lì non ti molla mai.

 

  1. Ebbene,
  2. da Bosio ho ritrovato quella sensazione di freschezza,
  3. di gioia,
  4. di leggerezza
  5. che si prova ogni volta che si beve qualcosa che ci riporta a momenti felici.

 

  1. Perchè un buon drink non serve solo a dissetare
  2. ma anche a dare una scossa alle emozioni.

 

 

  1. Potete scegliere tra la Piña Colada classica
  2. e la loro variante ai frutti rossi
  3. Noi abbiamo optato per la tradizione
  4. che non si sbaglia mai 😉

 

 

  1. Composta da:
  2. rum bianco,
  3. batida di cocco,
  4. latte di cocco
  5. e succo d’ananas
  6. ( ma da Bosio usano la polpa di ananas fresco,
  7. volete mettere? ).

 

  1. Si frulla in velocità,
  2. si aggiunge il ghiaccio a cubetti
  3. e si guarnisce.

 

  1. Ne esce una delizia morbida,
  2. leggera,
  3. molto femminile,
  4. adatta anche al dopocena.

 

 

 

  1. E dei colori vogliamo parlarne?

 

  1. Non vi ho convinti?

 

  1. Andate da Bosio,
  2. ordinate una Piña Colada
  3. e vi sentirete subito in vacanza!

 

  1. Parola di viaggiatrice incallita!

 

 

 

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Drink Of The Week – Il Gin Tonic di Bosio!

    ” La prima volta che entrerete da Bosio per un aperitivo capirete perchè, dopo il primo assaggio, ho deciso di creare una rubrica settimanale di drink. Perchè raccontarveli tutti insieme…

 

 

  1. ” La prima volta che entrerete da Bosio per un aperitivo capirete perchè,
  2. dopo il primo assaggio,
  3. ho deciso di creare una rubrica settimanale di drink.
  4. Perchè raccontarveli tutti insieme è impossibile.
  5. Perchè se l’occhio vuole la sua parte, il palato non è da meno.
  6. Perchè avere qualcuno che te li presenta come fa Gian
  7. merita un racconto dettagliato”.

 

  1. Nasce, quindi, l’hashtag #DrinkOfTheWeek

 

  1. Da questo momento in poi non c’è più podio,
  2. sono tutti pari merito.

 

  1. Oggi vi racconto del Gin Tonic che mi ha fatto provare Gian .

 

  1. Innanzi tutto sappiate che da Bosio troverete 30 tipi diversi di gin
  2. perciò la scelta va fatta da subito:
  3. gin classico, gin london, gin botanico.
  4. Fatevi consigliare che con lui non si sbaglia!

 

  1. Noi abbiamo provato il Berkeley:
  2. gin dry,
  3. londinese doc,
  4. che si sposa perfettamente con le spezie.

 

  1. Abbiamo avuto la fortuna di poter assistere alla preparazione
  2. ed ho scoperto che è importantissimo
  3. non rompere le molecole dell’acqua tonica mentre la si versa
  4. per questo si usa uno spoon specifico che non le spezza.
  5. ( un occhio non esperto come il mio vi può solo dire
  6. che vederlo fare è molto zen e bellissimo! )

 

 

  1. Partiamo dalle basi:
  2. ogni cocktail ha il suo bicchiere. 

 

  1. Per il gin tonic si usa una boule alta.

 

  1. Una volta raffreddata la coppa, 
  2. si aggiungono le bacche di ginepro,
  3. il gin,
  4. la tonica con lo spoon specifico
  5. – al Gin Berkeley, Gian ha abbinato la Thomas Henry –
  6. si aggiungono poi una pò di menta per rinfrescare,
  7. del lime,
  8. una fettina di mela che con il gin è la morte sua
  9. e le mandorle.
  10. Ma quello che mi ha letteralmente fatto impazzire è stata 
  11. la spruzzatina di noce moscata
  12. ( che ogni cocktail ha la sua essenza che richiama il gin, lo sapevate? )

 

  1. A questo gin tonic minimal,
  2. hanno abbinato delle tartine di pane baguette francese
  3. con purea di pomodoro e Pata Negra spagnolo Bellota
  4. che Gian acquista direttamente dal mercato La Boqueria di Barcellona.

 

  1. Serve che vi dica altro?

 

 

 

 

  1. Ah già, dimenticavo:
  2. la playlist meravigliosa in sottofondo
  3. che mi ha fatto tornare in mente William Claude Fields:

 

  1. “Mi esercito nell’autocontrollo piú severo.
  2. Non bevo mai niente piú forte del gin prima di colazione.“

 

  1. Forse non aveva tutti i torti, no 😉

 

 

 

 

  1. Bistrot Bosio –  Via Trieste, 153 – Staranzano

 

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  1. Foto di Felice Sorrentino

 

 

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Drink of The Week – L’ Americano Inaspettato!

  ” La prima volta che entrerete da Bosio per un aperitivo capirete perchè, dopo il primo assaggio, ho deciso di creare una rubrica settimanale di drink. Perchè raccontarveli tutti insieme è…

 

  1. ” La prima volta che entrerete da Bosio per un aperitivo capirete perchè,
  2. dopo il primo assaggio,
  3. ho deciso di creare una rubrica settimanale di drink.
  4. Perchè raccontarveli tutti insieme è impossibile.
  5. Perchè se l’occhio vuole la sua parte, il palato non è da meno.
  6. Perchè avere qualcuno che te li presenta come fa Gian
  7. merita un racconto dettagliato”.
  1. Nasce, quindi, l’hashtag #DrinkOfTheWeek

 

 

  1. Seguendo il mio personale podio,
  2. al terzo posto troviamo l’Americano Inaspettato.
  3. Da Bosio troverete anche l’Americano Classico
  4. ma vi consiglio vivamente di provare la loro proposta inaspettata.
  5. Ne vale la pena.

 

 

  1. La prima cosa che colpisce è che viene presentato nel tumbler alto
  2. anzichè nel solito tumbler basso ed il colpo d’occhio non è niente male.

 

  1. La composizione è una rivisitazione del classico americano:

 

  1. due parti di bitter,
  2. due parti di vermouth
  3. ed una spolveratina di soda
  4. con un’aggiunta di essenza di arancia amara,
  5. un paio di gocce di angostura all’arancia
  6. e delle fettine di arancia all’interno per stemperare il tutto.
  7. Il Vermout usato è il Peliti
  8. – torinese doc –
  9. amaro ma leggermente più speziato.

 

  1. Gian ce lo ha servito con dei crostoni di pane
  2. con purea di pomodoro e olio crudo.

 

 

 

  1. Chi mi conosce bene si chiederà come abbia fatto a metterlo al terzo posto
  2. visto che è il mio drink preferito sempre e per sempre.
  3. Dall’aperitivo all’ora di pranzo,
  4. al pre cena,
  5. al dopo cena.

 

  1. Ebbene,
  2. ho scelto di lasciarmi sorprendere
  3. ma non ho potuto lasciare fuori dal podio
  4. quello che è il mio comfort drink
  5. perchè si sa, al cuore non si comanda.

 

  1. L’Americano,
  2. per me,
  3. fa parte di quei pochi drink che possiamo serenamente definire sacri
  4. perciò scriverne mi risulta quasi difficile.

 

  1. Volete veramente un consiglio dal cuore?
  2. Passate da Bosio,
  3. ordinate un Americano Inaspettato,
  4. degustatelo e poi ne riparliamo.

 

 

  1. Bistrot Bosio –  Via Trieste, 153 – Staranzano
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  1. Foto di Felice Sorrentino

 

 

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