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Tag: libro

Una Storia Straordinaria – Intervista a Diego Galdino

    Avevo sempre sognato, da grande, di fare l’aggettivo. Federico Fellini   Che io sia una lettrice accanita è cosa nota. Che fare domande sia una delle mie passioni…

 

 

Avevo sempre sognato, da grande, di fare l’aggettivo.

Federico Fellini

 

Che io sia una lettrice accanita è cosa nota.

Che fare domande sia una delle mie passioni è altrettanto noto.

Che chiaccherare con l’autore mi piaccia tanto quanto

( forse anche di più )

leggere lo sapete tutti ormai.

 

Ed eccoci qui a parlare di ” Una Storia Straordinaria “ con Diego Galdino.

Una storia d’amore e di dolore, di cadute e di risalite, di forza e di rinascita.

E si sa che, quando si parla di rinascita, vengo colpita e affondata che,

nonostante sia l’ultima dei non romantici,

alle rinascite ho dovuto piegarmi.

Quando succede,

del tutto inaspettatamente,

tocca accettare di non essere immuni

ma soprattutto certe cose non sono spiegabili.

Possiamo interpellare la chimica, la magia, il destino, il fato.

Certo è che sono le emozioni a muovere il mondo.

Emozioni che si provano, anche, leggendo un libro.

 

 

Diego Galdino vive a Roma, autore, non solo di romanzi, ma anche dei più fantasiosi caffè della capitale.

Definito da Il Messaggero il Cindarella Man della letteratura, è tradotto in molti paesi europei e del suo romanzo d’esordio ” Il Primo Caffè del Mattino ” sono stati venduti i diritti cinematografici in Germania.

 

 

 

 

 

Sono abituata ad iniziare con le domande inerenti al libro e a finire parlando della storia dell’autore ma con te vorrei fare il contrario perchè ho riscontrato delle similitudini nel nostro percorso – cosa che raramente mi accade ma di cui spesso mi viene chiesto – perciò colgo la palla al balzo per dare libero sfogo alle domande.

Dall’attività commerciale di famiglia alla scrittura il passo non è breve.

Cosa ti ha portato a scrivere?

 

Sicuramente l’amore, la voglia di raccontare la mia storia d’amore, una storia d’amore finita male, anzi forse mai iniziata, se non nel mio cuore e nella mia testa. Ho usato la scrittura come un confidente, come se dicessi senza filtri, senza paura quello che sentivo prorompere dal mio io più profondo, seguendo alla lettera nel vero senso della parola il principio del movimento romantico per eccellenza…Sturm und drang, tempesta e impeto…

 

 

 

Ho letto del tuo viaggio di un giorno partendo da Roma passando attraverso la Cornovaglia per arrivare a Penzance, una delle ultime cittadine d’Inghilterra, fino alle scogliere di Land’s End e mi sono commossa.

Un po’ perché sono una viaggiatrice seriale ma soprattutto per il motivo che ti ho portato fino a lì.

Mi piacerebbe che tu ce lo raccontassi, perché sono convinta che tutti abbiamo bisogno di ricordarci che sono le emozioni ed i sentimenti a muovere il mondo ( o a farci muovere nel mondo! ).

 

 

Ho iniziato a scrivere molto tardi, ma poi non ho più smesso. Per me la prima storia che ho scritto resta indimenticabile perché è nata in un modo particolare e per merito di una ragazza a cui sono stato molto legato…Un bel giorno mi mise in mano un libro e mi disse: «Tieni, questo è il mio romanzo preferito, lo so, forse è un genere che piace più alle donne, ma sono certa che lo apprezzerai, conoscendo il tuo animo sensibile». Il titolo del romanzo era Ritorno a casa di Rosamunde Pilcher, e la ragazza aveva pienamente ragione: quel libro mi conquistò a tal punto che nelle settimane a seguire lessi l’opera omnia dell’autrice. Il mio preferito era I cercatori di conchiglie. Scoprii che il sogno più grande di questa ragazza di cui ero perdutamente innamorato era quello di vedere di persona i posti meravigliosi in cui la Pilcher ambientava le sue storie, ma questo non era possibile perché un grave problema fisico le impediva gli spostamenti lunghi. Così, senza pensarci due volte, le proposi: «Andrò io per te, e i miei occhi saranno i tuoi. Farò un sacco di foto e poi te le farò vedere». Qualche giorno più tardi partii alla volta di Londra, con la benedizione della famiglia e la promessa di una camicia di forza al mio ritorno. Fu il viaggio più folle della mia vita e ancora oggi, quando ci ripenso, stento a credere di averlo fatto davvero. Due ore di aereo, sei ore di treno attraverso la Cornovaglia, un’ora di corriera per raggiungere Penzance, una delle ultime cittadine d’Inghilterra, e le mitiche scogliere di Land’s End. Decine di foto al mare, al cielo, alle verdi scogliere, al muschio sulle rocce, al vento, al tramonto, per poi all’alba del giorno dopo riprendere il treno e fare il viaggio a ritroso insieme ai pendolari di tutti i santi d’Inghilterra che andavano a lavorare a Londra. Un giorno soltanto, ma uno di quei giorni che ti cambiano la vita. Tornato a Roma, lasciai come promesso i miei occhi, i miei ricordi, le mie emozioni a quella ragazza e forse le avrei lasciato anche il mio cuore, se lei non si fosse trasferita con la famiglia in un’altra città a causa dei suoi problemi di salute. Non c’incontrammo mai più, ma era lei che mi aveva ispirato quel viaggio e in fin dei conti tutto ciò che letterariamente mi è successo in seguito si può ricondurre alla scintilla che lei aveva acceso in me, la voglia di scrivere una storia d’amore che a differenza della nostra finisse bene e poi non ho più smesso fino ad arrivare a Il primo caffè del mattino…

 

 

Il tuo primo romanzo ” Il primo caffè del mattino ” è del 2013 ( non l’ho ancora letto ma da oggi è nella mia lista ) ed è stato definito un caso letterario.

Da lì non ti sei più fermato.

Oggi ti pubblicano in Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Bulgaria, Serbia, Spagna e Sudamerica.

Come nasce un tuo romanzo?

Hai uno scrittore di riferimento?

 

I miei romanzi nascono tutti alla stessa maniera. Il filo conduttore della storia è un gomitolo con cui giocano la mia fantasia ed il mio cuore quasi fossero le zampe di un gatto che lo spingono in avanti correndogli poi dietro… Questo gomitolo parte e l’intreccio narrativo si dipana nella mia testa, senza fermarsi mai se non tra le pagine scritte del mio libro. Il mio punto di riferimento letterario è sempre stata Jane Austen e il suo romanzo Persuasione che è il mio libro del cuore. Come lei scrivo cercando di rendere leggendario l’ordinario.

 

 

Finalmente parliamo di ” Una storia straordinaria “.

All’interno del libro affronti una moltitudine di temi con la leggerezza di una carezza.

Penso alla perdita della vista di Luca, il protagonista.

Credi che la nostra società sia pronta ad accettare la diversità come ha saputo fare Silvia e che davvero il destino di ognuno di noi sia già scritto?

 

 

Non lo so se la nostra società sia pronta ad accettare la disabilità. Io credo che ogni persona viva i propri sentimenti arbitrariamente e si rapporti di conseguenza al mondo che la circonda. Noi siamo la società e se essa ancora non accetta la disabilita vuol dire che sono di più le persone che non si fidano dei sentimenti che quelle che si fidano. Io credo nel destino, ma credo anche che se il protagonista del film Serendipity non fosse entrato in ogni libreria di libri usati per sfogliare la copia de L’amore ai tempi del colera sperando di trovare il numero scritto da Sara, il destino non l’avrebbe ricompensato. È sempre una questione di fede… Nel destino, nell’amore.

 

 

Affronti il tema del “superare il trauma” da prospettive diverse.

Silvia, una donna aggredita – ahimé tema molto attuale! – che continua a vivere con la paura che non l’abbandona mai e Luca che si ritrova disabile e che lavora per modificare la sua vita fino a rinascere nuovamente, anche grazie a lei.

Credi ci siano delle differenze tra disabilità fisiche, ovvero presenti oggettive tangibili e traumi subiti, che sopravvivono ancora nella nostra testa ma che all’esterno non sono visibili?

Alla fine, in entrambi i casi, si rischia di vivere una vita limitata, a metà.

 

 

Forse le ferite dell’anima sono più dolorose e trancianti di quelle fisiche. Perché nel caso di Luca e della sua improvvisa cecità entra in gioco l’istinto di sopravvivenza che materialmente ti porta a reagire con i fatti per superare le oggettive difficoltà. Lui lo sa che non potrà più guardare le persone che ama, la sua città, i film, la cecità non lo coglie alle spalle, l’affronta sul campo di battaglia della vita faccia a faccia. Il nemico di Silvia è meschino, infido, si nasconde tra le pieghe della paura è un terrorista che ti colpisce quando meno te l’aspetti e ti lascia nell’impotenza di ignorare quando e dove tornerà a colpirti. Per assurdo tra i due è più Silvia che ha bisogno di Luca e non il contrario.

 

 

L’amore che abbatte i muri, che distrugge le corazze che con fatica e precisione certosina ci costruiamo per difendere la parte più intima di noi ma soprattutto la rinascita grazie ad una persona che ci completa.

Puro romanticismo da romanzo o pensi esista davvero qualcosa di così forte, capace di stravolgere la vita?

 

 

L’amore quello vero ti rende coraggioso, capace di qualsiasi cosa, sprezzante del pericolo, si dice sono innamorato pazzo… L’amore ti rende imprevedibile ed è tutto lì…Chi è innamorato non è mai scontato, non è ordinario o ripetitivo… Un giorno è Romeo, un giorno vive sulle cime tempestose, un giorno ha le sue cinquanta sfumature di grigio, di nero, di rosso, ma soprattutto di rosa. Con un innamorato non ti annoi mai… perché lui cambia in meglio tutto, le tue giornate, la tua vita, restando sempre se stesso…innamorato di te.

 

 

È un libro che parla di sensi e di “sentire”. 

Un libro che colpisce e destabilizza perchè non c’è solo amore ma ci sono anche dolore, rabbia, paura.

Credi siamo veramente capaci di vivere e di sentirci profondamente senza passare attraverso il dolore?

 

Io credo che non si debba per forza soffrire per sentire l’amore. In realtà l’amore dovrebbe servire a farci stare sempre allegri e con il sorriso sulle labbra. L’amore è una bilancia che su un piatto pesa la felicità e sull’altro la tristezza e il piatto con sopra la felicità deve lasciare l’altro sospeso a tre metri sopra il cielo.

 

 

La passione che unisce Luca e Silvia è il cinema.

All’interno del romanzo ci sono parecchie citazioni, sia cinematografiche che musicali.

Quanto di te e della tua storia straordinaria c’è nel libro?

 

A parte la cecità e Silvia… Tutto.

 

 

Io quando scrivo non posso fare a meno della mia playlist, che varia a seconda del momento ma soprattutto del mio “sentire”.

Una Storia Straordinaria ne ha una?

 

Beh… Certamente tutte le musiche di Yiruma fanno parte della colonna sonora del libro che inizia con Silvia lo sai di Luca Carboni e finisce con C’era una volta in America di Morricone.

 

 

A Roma…

Eterna come l’amore?

O semplicemente una dichiarazione d’amore alla tua città?

 

 

Rispondo come fece la Principessa Anna nel film Vacanze Romane…”Roma è Roma.”

 

 

Avrei ancora un milione di domande da farti perché il tuo libro raccoglie emozioni, sentimenti, passioni, vita vissuta.

Io l’ho usato come terapia, per andare ad illuminare alcuni angoli di me stessa che ho volutamente lasciato al buio per anni.

Non ti dirò cosa ne è uscito così, al prossimo romanzo ed alla prossima intervista, sapremo da dove partire 😉

 

Grazie per averci raccontato una storia leggera come dovrebbe essere la vita ed intensa come dovrebbe essere l’amore.

 

 

 

 

 

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La Natura Interiore – Intervista a Marco Pangos

  Confesso fin da subito che in materia di ecologia ed ambiente sono parecchio ignorante. Ignoro, ma cerco comunque di tenere dei comportamenti sani e funzionali all’ambiente. Spesso, però, con…

 

Confesso fin da subito che in materia di ecologia ed ambiente sono parecchio ignorante.

Ignoro, ma cerco comunque di tenere dei comportamenti

sani e funzionali all’ambiente.

Spesso, però, con pessimi risultati.

 

Ho avuto un fidanzato che non faceva che riprendermi per i miei comportamenti poco ecologici:

per la troppa acqua consumata per la mia routine di bellezza giornaliera,

per i mozziconi di sigaretta gettati nell’indifferenziata,

per la luce dimenticata accesa in camera,

per le troppe lavatrici.

L’unica alternativa possibile è stata cambiare fidanzato

e cercare un manuale che mi spiegasse come approcciarmi al problema,

per riempire i miei buchi neri.

 

Ecco che arriva Marco Pangos:

psicologo dello sviluppo, psicoterapeuta e Gestalt Counsellor, 

già autore di ” 1980 ” e ” I 3 tipi di ribellione adolescenziale “,

che pubblica questo manuale contenente le 10 azioni utili a sviluppare

la propria intelligenza ecologica e a ridurre l’inquinamento psicofisico.

Che il libro l’abbia letto in un pomeriggio non serve che ve lo dica,

tanto ormai avete capito che quando decido di intervistare un autore significa che è amore.

Appuntamento davanti ad uno spritz guardando il mare,

chiaccherando di vita,

di psicologia,

di ecologia,

del suo nuovo libro.

 

 

 

Partiamo dalla prima cosa a cui ho pensato leggendo ” La Natura Interiore “.

Il collegamento psicologia – ecologia.

Sembrano realtà molto distanti finchè non si legge il tuo libro.

Come e perchè hai deciso di scriverne.

 

Sono stato letteralmente folgorato leggendo il libro di Daniel Goleman, “Intelligenza Ecologica” e mi sono reso conto di quanto fossi…poco intelligente!
Ho riflettuto molto su come implementare prima la mia di intelligenza ecologica, poi però mi sono accorto anche di quanto questa funzione cognitiva sia estranea alla gran parte delle persone.
Scrivo per cercare di fermare alcuni concetti chiave per me stesso, poi se qualcuno vorrà far sue le mie indicazioni, ne sono lieto.
In tutto questo, credo che anche noi psicologi possiamo, e dobbiamo, dare il nostro contributo su queste tematiche così importanti. 

 

 

C’è tanto di psicologico nella nostre scelte poco ecologiche e me ne sono resa conto leggendo il tuo libro.

I colori vintage sulle confezioni  per esempio.

Perchè mi sento parte in causa facendo parte di quelle persone che vengono inspiegabilmente attratte dalle confezioni o dalle copertine.

Vittima perfetta dei geni del marketing.

Credo accada perchè certe immagini e certi colori siano confortanti e alla fine tutti noi abbiamo bisogno di una comfort life.

 

Noi tendiamo alla comodità, e questo è un aspetto che esamino in modo particolare nel libro.

Bisogna modificare le nostre innumerevoli abitudini, soprattutto quelle tossiche per la nostra salute e per quella del nostro ambiente.

E’ un lavoro difficile, me ne rendo conto, ma è necessario se vogliamo vivere veramente liberi.

Per quanto riguarda l’essere vittima del marketing o dei pubblicitari, beh…lo siamo un pò tutti.
Nel libro spiego alcuni trucchetti che vengono usati per indurci a desiderare ed acquistare cose delle quali non abbiamo nessun bisogno.
Cadiamo in questo genere di tranelli perché siamo disconnessi alla nostra natura interiore, diventando delle vere e proprie ‘vittime consumiste’.

 

 

” Se lo desideri, l’universo te lo regala ” lasciamoglielo agli imbonitori scrivi nel libro.

Ma per riuscire a cambiare i nostri comportamenti dobbiamo crederci, soprattutto quando dobbiamo cambiare radicalmente le nostre abitudini.

 

Quello è un motto della cultura new age.
Non basta desiderare o credere alla favola che ciò che abbiamo ce l’ha dato l’universo.
Per ottenere dei risultati bisogna agire, nessun universo muoverà un solo dito al posto nostro!

 

 

Il coccodrillo a rappresentare i nostri istinti.

Il coccodrillo come indice di vitalità.

Raccontaci del TUO coccodrillo.

 

Il mio coccodrillo è una specie di bussola che mi indica quale direzione è bene che scelga.

Seguire la rotta che egli mi indica mi conferisce un senso di pienezza ed appagamento.

Non sempre riesco ad ascoltarlo, anch’io mi perdo nelle distrazioni del quotidiano, ma quando lo ascolto realmente, sento qualcosa vicino alla felicità.

Poi si può sbagliare strada, commettere errori e via dicendo, ma questo fa parte del gioco della vita. 

 

 

Il verde inteso come Natura.

Come ombra.

Come energia.

Come bellezza.

Come valore.

Hai portato come esempio una città vicina a noi che ha trasformato centinaia di mq di cemento in un parco verde.

 

Per diventare più “green” non ci vuole poi tanto.

Chi sta seguendo questa strada, comprende nell’immediato quali e quanti siano i vantaggi, sia in termini di salute che economici.

Il verde attrae il turismo per esempio, dunque molti soldi per i territori.

Ma il verde abbassa l’aggressività, ripulisce l’aria, abbatte l’inquinamento acustico, crea nuovi spazi per l’incontro tra le persone…

Ho letto che il Governo italiano chiederà all’Europa un miliardo per piantare un milione di alberi: mille euro ad albero, un’enormità!
Basterebbe non tagliarli e risparmieremmo tutti un sacco di quattrini.
Ma per farlo bisogna essere ecologicamente intelligenti! 

 

Chiudi il libro con una frase che mi ha colpito molto.

” Gli esseri intelligenti sono quelli in grado di scegliere per il loro benessere e se siamo in connessione con la nostra Natura Interiore, scopriremmo che il nostro benessere si allinea perfettamente sia a quello collettivo che a quello ambientale “

 

Quello che ancora mi colpisce quando lavoro con i miei pazienti, è che quando ci si connette alla propria natura interiore, essa si allinea alla stagionalità riallineandosi con l’ambiente esterno.

Nel libro cito l’esempio del cibo e delle voglie fuori stagione come indice di disconnessione al proprio sé e alla natura.

Desiderare fragole a gennaio o castagne in marzo è molto comune oggigiorno, ma ecologicamente non è un buon indicatore.

 

Chiudiamo parlando del respiro, che tu ben sai quanto sia un discorso che mi appartiene.

Il respiro come consapevolezza di se stessi, come nutrimento, come vita, come ponte con l’ambiente esterno e con le persone che ci circondano.

Esistono dei collegamenti inspiegabili tra respiri di persone diverse che mettono a tacere il brusio dei pensieri ed i rumori intorno.

Quanto è importante prenderne coscienza e allenarlo per poter vivere appieno?

 

Una buona respirazione è indice di buona salute.

Seguendo  il percorso dell’aria che entra dentro il nostro corpo, riusciremo a trovare la profondità di noi stessi: la nostra anima.

E quando siamo a contatto con essa, riusciamo anche a contattare quella delle persone che ci stanno accanto.

 

 

 

 

 

 

 

Se volete sapere un pò di più di Marco, cliccate qui:

Guida Psicologi

 

e seguitelo sulla sua pagina

YouTube

 

 

 

 

 

 

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Qualche Piano Oltre – Il Romanzo di Sabrina Gregori

    Qualche piano oltre • “ Immagina di entrare in un ascensore e premere il tasto del tuo piano. Immagina che l’ascensore non si fermi, ma prosegua ininterrottamente la…

 

 

Qualche piano oltre

“ Immagina di entrare in un ascensore e premere il tasto del tuo piano.
Immagina che l’ascensore non si fermi, ma prosegua ininterrottamente la sua corsa.
Immagina che all’aprirsi delle porte la familiare realtà sia completamente trasformata.
Ora immagina che sia tutto vero “.

Trieste, anni ‘70.
Paolo e Sara e la loro grande amicizia.
Una storia che incalza e travolge.
Una storia di amicizia, di amore, di mostri intrappolati in fogli di carta e nell’anima.
Una storia di memoria e di ricordi sfuocati.
Una storia di luci e di ombre.
Una storia di vita e di morte.
Una storia talmente profonda che vi colpirà al cuore e vi farà pensare, tanto.
Perché sfida il tempo e lo spazio ma soprattutto perché, con delicatezza e sapiente maestrìa, vi accompagnerà nel profondo dell’animo umano.

Vi avevo già parlato di lei e dei suoi racconti.
Questo è il suo primo romanzo.
Ma rischio e spoilero: qualcosa bolle nella sua pentola ed io non vedo l’ora di scoprire cosa ci presenterà stavolta.
Odio i buoni propositi e altrettanto gli ottimi consigli ma stavolta non posso che dirvi: leggetelo!

Vi avevo già parlato di lei:

Sabrina Gregori.
Attrice, regista e sceneggiatrice teatrale, cantante per passione, scrittrice per liberarsi perché “ scrivere è un atto liberatorio.
È espressione della propria creatività, è libera manifestazione di pensiero, a volte così libera da non renderci conto di cosa ci sia dietro alle parole che abbiamo messo sulla carta “.
Se volete sapere qualcosa di lei perché, ahimè, è poco social 😜

 

cliccate qui:
http://m.sabrinagregori.it/scrittura/

 

 

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Dolci e libri pasquali direttamente a casa vostra!

    Comfort Food + Comfort Reading  🐣 Pasqua è vicina e la nostra fantastica casa editrice Bora.La in collaborazione con Liberty Laboratorio Artigianale Angelini , ha creato delle bellissime combinazioni dolce +…

 

 

Comfort Food + Comfort Reading 

🐣

Pasqua è vicina e la nostra fantastica casa editrice Bora.La

in collaborazione con Liberty Laboratorio Artigianale Angelini ,

ha creato delle bellissime combinazioni dolce + libro.

🐣

“ Libero Libera Tutti “ viene proposto insieme ad una sofficissima colomba

ma le combinazioni si possono anche personalizzare perciò correte a scegliere la vostra preferita.


Così avrete una valida scusa per strafogarvi di dolcetti pasquali con meno sensi di colpa!


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al numero 040/2460879 dalle 8.00 alle 18.00.


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⬇️ Vi lascio qui il link con la lista dei dolci e di tutti i libri  ma soprattutto per togliervi ogni dubbio ⬇️

https://bora.la/…/dolci-e-morbin-lofferta-pasquale-a-domic…/

 

 

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Libero Libera Tutti – Il mio primo libro

    ” Il primo libro è un pò come il primo figlio e ve lo dice una che di figli non ne ha ma che ha una grande immaginazione….

 

 

” Il primo libro è un pò come il primo figlio

e ve lo dice una che di figli non ne ha

ma che ha una grande immaginazione.

Sono arrivata qui grazie a chi ha creduto in me.

La mia famiglia.

La mia famiglia adottiva che come Sara, Simone, Asia e Stefano nessuno mai.

La Gily, vero motore:

mi ha dato forza, consigli, calore 

quelle dritte fondamentali senza le quali non si va da nessuna parte.

Questo libro esiste soprattutto grazie a lei.

I miei amici.

Siete tanti e citarvi tutti mi è impossibile.

Ma possiamo accordarci per uno spritz da Libero

così vi ringrazio uno ad uno! “

 

 

 

Il mio libro finisce così, con i ringraziamenti.

La parte più sentita, quella che ho scritto per prima

e che ho modificato decine di volte in corso d’opera.

Si arriva a tagliare certi traguardi grazie a chi ci circonda, a chi ci motiva, a chi ci sostiene.

E da quì ho scelto di iniziare.

Non racconterò niente del libro, parleranno solo le emozioni.

E ancora grazie a tutti voi, ad ognuno di voi.

 

 

 

I limiti esistono solo nell’anima di chi è a corto di sogni.
🌟
Sicuramente non una delle mie foto migliori.
Ma vuoi mettere l’emozione?
Che poi sono le emozioni che muovono il mondo.
L’amore che mettiamo in ciò che facciamo.
I progetti a lungo sognati che, quando meno te l’aspetti, vedono la luce.
🌟
Ebbene, ci siamo arrivati.
Lo accarezzo per l’ultima volta prima che vada in stampa e diventi di tutti.
🌟
Brindo a me che ci ho creduto.
Brindo Chiara Gily che non è stata solo amica ma anche benzina,

motore, sostegno.
Sempre.
Brindo a Bora.la
che che ha reso possibile tutto questo.
🌟

 

 

 

Ieri è stato bellissimo!
Ci avete riempito il cuore con la vostra presenza.
🌟
“ Libero Libera Tutti” siamo tutti noi!
🌟
Grazie a Chiara Gily che mi ha fatto emozionare.
Grazie a Linda Simeone che miglior addetta stampa non ce n’è.
Grazie a Chiara Gelmini per aver trasformato aneddoti in fantastici pupoli.
Grazie al Piccolo e a Maurizio Cattaruzza per averci raccontato in maniera così puntuale e così vera.
Grazie a Aurea Parovel che come trucca lei nessuna mai.
Grazie a Daniela; per una volta ero pettinata 🤣
Grazie a tutte le radio che ci hanno ospitato.
E ultimo ma mai ultimo, grazie a Diego Manna aka Bora.la per averci creduto.
🌟
Grazie a tutti voi che ci avete dedicato tempo, affetto e calore.
🌟

 

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Intervista a Stefania Campanella – Formentera Non Esiste

  Formentera. La mia isla ed i suoi punti fermi. Passano gli anni ma loro sono sempre lì, ancorati, felicemente. Sempre pronti a ricordarmi che se sono vecchie abitudini evidentemente sono…

 

Formentera.

La mia isla ed i suoi punti fermi.

Passano gli anni ma loro sono sempre lì, ancorati, felicemente.

Sempre pronti a ricordarmi che se sono vecchie abitudini evidentemente sono buone abitudini.

Grazie a quel meraviglioso mondo che è Internet sono incappata in Stefania Campanella.

Me lo ricordo benissimo: a pranzo in una giornata di sole, ordinando del sushi.

E’ stato colpo di fulmine al primo ciao al telefono!

 

Stefania, dal nostro ultimo caffè insieme al Matinal di Formentera a quiPrima di iniziare a parlare del tuo libro e dei tuoi progetti raccontaci un pò di te.

Da sempre quando ho qualcosa di importante da comunicare lo faccio con la scrittura.

Infatti sono laureata in Lettere, ho fatto la copywriter per tanti anni e ho scritto qualche libro, la maggior parte per raccontare Formentera.

Non mi definisco una scrittrice, piuttosto una persona che esprime la propria creatività attraverso le parole.

 

Appassionata dell’isola. Amante della Formentera VERA.

Profonda conoscitrice dei suoi segreti e della sua gente.

Come e quando sei arrivata sull’isola la prima volta?

 

Sono arrivata una notte di agosto nel 1997, a es Pujols.

La prima impressione fu pessima e ricordo di aver detto: “Speriamo che almeno il mare sia bello!”.

Da quel giorno, non c’è più stato un anno in cui non ci sia tornata, prima per vacanza, poi per eventi di vario tipo.

 

“ Nonostante lavorassi in un ufficio, la mia mente era sempre rivolta a Formentera, al come salvarla da un turismo di massa dilagante e maleducato, al come tenere alta la reputazione dei miei connazionali in un paradiso dove la parola “italiano” era spesso sinonimo di maleducato e al come poter dare voce a tutte le persone che, come me, se ne erano innamorate. 

Spesso persone creative, artistiche, anime speciali con qualcosa da dire”.

Ti confesso che leggendo questo passo sul tuo blog ho capito che io e te avevamo molto da raccontarci.

 

E io ti confesso che quando nel 2007 inizia a intervistare alcuni isolani, a ricercare storie per Formentera non esiste, spesso mi trovavo davanti persone molto stupite “Cosa? Un’italiana che vuole conoscere le tradizioni e la cultura di Formentera?”.

La maggior parte degli italiani erano colonizzatori poco inclini ad approfondire l’anima autentica dell’isola.

Ovviamente, questa è una generalizzazione, che come sempre, include delle eccezioni.

Comunque sì, la storia tra l’Italia e Formentera è anomala, unica e surreale a volte.

Oggi credo che la situazione sia molto diversa.

 

“Formentera Non Esiste” è il tuo libro. Perché questo titolo?

 

Perché non ne esiste una, ma ognuno ha la propria.

Ci sono delle versioni di Formentera diversissime, che non si incontreranno mai, altre che convivono o si sovrappongono.

Ma non ne esistono due uguali, ecco perché è un’isola infinita.

 

Il libro ha avuto un successo clamoroso. Uscito nel 2010 e nuovamente in ristampa. Come spieghi questo successo?

 

Penso di aver avuto la giusta intuizione: raccontare Formentera a chi se ne era innamorato, condividere tante scoperte che grazie a un investimento di tempo e denaro avevo potuto raccogliere in loco, pensa che studiai lo spagnolo proprio per poter comunicare meglio con le persone.

Si trattava di fatto dell’unico libro italiano che parlasse dell’isola.

Poi, lo ho davvero scritto con il cuore, in un periodo molto difficile per me, e questo sicuramente arriva tra le righe.

 

Il nome dell’editore è Formentera Filo Blu e mi viene subito in mente il filo blu che tu racconti unisca tutte le persone che amano Formentera…

 

Il filo blu esiste davvero, ahahha. È quello che unisce tutti gli amanti della libertà interiore che Formentera regala.

Più semplicemente, è il nome che avevamo dato, il mio socio Davide Scalzotto e io, alla nostra associazione, con l’intento di promuovere un turismo creativo sostenibile sull’isola.

Forse eravamo troppo ambiziosi, ma ci siamo divertiti prima di chiudere questa avventura organizzando diversi eventi tra Roma, Formentera e Venezia, non ultimo il convegno con Ca’ Foscari da cui poi è nato il libro Formentera.

Ritratto di un’isola.

 

Si dice che l’isola sia magica, che sia un crocevia di energie positive, che una volta che ti entra dentro non ti abbandona più.

Dopo tanti anni hai capito cos’è che la rende così unica?

 

Sto tentando di scrivere un libro per spiegarlo, l’idea è di farlo uscire come continuazione di Formentera non esiste nel 2020…

Si può davvero spiegare Formentera da un punto di vista energetico, ma appunto, mi serve un po’ di tempo.

 

Le nostre strade si sono incrociate per caso, grazie al web. Perché tu hai anche un blog che, come il libro, si chiama Formentera Non Esiste.

E’ nato prima lui o è nato prima il libro?

 

È nato prima il libro il blog era un modo per richiamare dal web i formenteramanti, che come me, si sentivano attratti da quest’isola.

E la cosa ha decisamente funzionato: amici, artisti, persone interessanti, vip… mi hanno contattata in tanti, e con la stessa motivazione: per riconoscersi in una community, quella che ama la Formentera più autentica.

 

In questi anni di blog ho conosciuto persone meravigliose grazie ad internet e tu sei una di quelle.

Cosa ne pensi e come li usi per parlare della tua isola?

Intendi i social network?

A dirti la verità, li uso senza strategia.

Quando ho qualcosa da dire, o qualcosa che voglio condividere, pubblico.

Certo, in passato moderare quotidianamente un gruppo di quasi cinquemila persone non sempre è stato semplice.

C’è anche il rovescio della medaglia: oltre a tante persone fantastiche, sono arrivati anche dei rompiscatole o delle persone che hanno approfittato della mia flessibilità.

Ma a me va bene anche questo.

Si impara da tutti.

 

Formentera Soul, Formentera Gourmet, Formentera Hippy, Formentera Ladies sono tue creature.

Io ho avuto la fortuna, casualmente ( anche se chi conosce l’isola sa che lì nulla accade per caso ) di partecipare ad un incontro.

Raccontaci che cosa sono, come sono nate e come si svolgono.

Sono delle settimane esperienziali sull’isola, con tematiche diverse, di cui curo il programma, in collaborazione con un tour operator, quindi decido cosa è meglio proporre e chi è meglio coinvolgere.

Prendo in considerazione solo le cose che ho provato e che mi sono piaciute.

Formentera Ladies, per esempio, è alla sua quinta edizione (19-23 aprile 2018) ed è ogni volta un’esperienza diversa e meravigliosa, in questo caso dedicata solo alle donne.

 

Dal tuo blog: “ Era il 1967. Formentera era meta di tantissimi hippy (chiamati peluts, “capelloni”, dagli isolani) che arrivavano in questo paradiso naturale e ne rimanevano estasiati.

Dai Pink Floyd a Bob Dylan, un tuffo nella Formentera più nostalgica, per rivivere attraverso luoghi, musiche e la magia di un tempo ritrovato, una leggerezza irripetibile e un sogno che ancora affascina…”

Credi ci sia ancora traccia di questo spirito hippy?

 

Io ancora in certi angoli segreti, lo ritrovo… Non so dirti ancora per quanto.

Visto che mi parli della Formentera Hippy, ci tengo a dire che è stato un privilegio poter scrivere un capitolo sull’argomento, come contributo per il libro di cui parlavo prima, quello che l’Università di Ca’ Foscari ha realizzato su Formentera.

 

Quella sensazione di libertà che nessuno ci può togliere mentre a largo sguazziamo tra le onde.

Il respiro affannoso perché a tutta questa vita non siamo abituati.

Noi con noi stessi.

Troppo spesso estranei, pezzi di puzzle sparpagliati. 

Finalmente ricomposti.

Per me Formentera è questo.

Mi aiuta, ogni volta, a ricomporre il puzzle e mi riporta all’essenza.

 

Che bella descrizione!

Sai ho una teoria: a Formentera il tempo non è quello del fare, ma è quello che nutre… ecco perché siamo così felici quando ci accoglie nella trasparenza delle sue acque e nel calore della sua Terra.

 

Nuovi racconti, nuove uscite, nuovi libri?

 

Ti racconto del progetto realizzato per sostenere Formentera Baby, l’iniziativa che appoggia Nicolò Govoni in un’altra isola, Samos, dove sta costruendo una scuola per i bambini di questo terribile campo profughi.

Con questo intento, ho scritto FORMENTERA PARA SIEMPRE, una guida su cosa fare e cosa vedere sull’isola mese per mese.

Eventi, appuntamenti, concerti, feste e luoghi imperdibili, per vivere Formentera tutto l’anno, al meglio.

L’ebook uscirà a breve su tutti i canali di vendita online in formato epub e mobi, ma al momento si può già ordinare in formato pdf sul mio blog.

Link al libro Formentera para siempre: http://www.formenteranonesiste.com/2018/02/formentera-para-siempre.html

Link al cartaceo Formentera non esiste: http://www.formenteranonesiste.com/il-libro-nuova-edizione

 

 

 

 

 

 

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