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Scherzi del Destino!

 

 

  1. Ho conosciuto Chiara Gily grazie al web
  2. quindi ” Scherzi del Destino ” l’ho sentito subito mio.
  3. Io e la Gily siamo l’esempio che l’amicizia vera nata in rete esiste,
  4. che Bianca e Marilori vivono tra noi.

 

  1. Chiara:
  2. un vulcano di idee, napoletana travolgente, blogger, abilitata dottore commercialista,
  3. ora nella pubblica amministrazione per la Regione FVG,
  4. scrittrice.

 

  1. L’avevo già intervistata in occasione della presentazione del suo libro ” L’Abito da sposa “e ricordo ancora l’emozione 😉

 

  1. Prima presentazione per me e primo libro per lei.

 

  1. Nel mezzo un sacco di cose successe
  2. e la nostra amicizia che continua a crescere.

 

  1. Ho amato ” Scherzi del Destino ” perchè
  2. tra risotti, matrimoni, un pò di nord ed un pò di sud,
  3. intrecci amorosi e colpi di scena, c’è la vita in divenire.
  4. Due ragazze lontane unite da una passione comune che fa da collante.
  5. C’è amore e c’è amicizia.
  6. C’è la purezza dei sentimenti.
  7. C’è bellezza.
  8. C’è verità.
  9. Ed infine c’è il destino,
  10. che non smette mai di sorprenderci!

 

 

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  1. Gily, rieccoci qui 🙂
  2. Mi incuriosisce moltissimo il tuo essere così camaleontica.
  3. Napoletana che ha scelto di vivere a Trieste.
  4. Ti definisci scribacchina felice.
  5. Collabori con ” Il Piccolo ” di Trieste dove hai un Blog seguitissimo, “Una Napoletana a Trieste “, con Cosmopolitan dove ti occupi di finanza ma lavori anche in una PA e sei abilitata dottore commercialista.
  6. Un tripudio di energia e idee.
  7. Per una persona come me, gioia pura.
  8. Ci racconti un pò di te?

 

  1. Ah, bella domanda! Sono abilitata dottore commercialista e lavoro ogni giorno con centinaia di numeri ma sono anche una giornalista pubblicista che ha trovato la sua felicità nella scrittura, passione che avevo sin da piccola e che, con il tempo, è riuscita a condividere anche con gli altri. Diciamo che i diari segreti e i sogni di bambina sono usciti dal fantomatico cassetto!
  2. Adoro i matrimoni – soprattutto per i sentimenti che ci sono dietro a questo grande evento – e mi piace raccontare nuove tendenze e stili sul mio blog gilyweddings, uno spazio dove racconto anche molto di me.
  3. Sono una cuoca in progress, mi piace sperimentare: sono affascinata dalla cucina orientale e allo stesso tempo resto legata alle tradizioni del sud. Da un anno sono contributor per Pappa e Ceci, un blog nato con uno scopo benefico a favore dell’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, dove posto ricette vegetariane.
  4. Ma, soprattutto: sono la mamma di Francesco, un bimbo di due anni che ha riempito la vita mia e del suo papà. E’ senza dubbio lui che mi dà l’energia per fare tutto!

 

  1. Il primo libro in assoluto che ho presentato è stato il tuo ” L’Abito da Sposa ” e ancora ricordo l’emozione…è stato l’inizio di un’amicizia per me molto importante, che mi ha dato e continua a darmi grande forza perciò ora sono ancora ( se possibile ) più emozionata.
  2. ” Scherzi del Destino ” edito da Centoautori per la collana ” A cuor leggero” è il tuo primo romanzo e parla di amicizia.
  3. Com’è nato?

 

  1. Sì, ricordo anche io quella presentazione allegra e coinvolgente poco prima di Natale de “L’abito da Sposa” e ancora grazie per essere stata così attenta a cogliere particolari e sfumature di quel manuale di eleganza matrimoniale.
  2. Il mio nuovo libro è nato…grazie al destino! La mia editor, Chiara Santoianni, cercava una scrittrice per uno dei libri della Collana “A Cuor leggero” per l’editore Centoautori; si è rivolta alla redazione di Cosmopolitan dove hanno fatto il mio nome e dopo scambi di email, telefonate e whatsapp abbiamo deciso trama e titolo. Mi hanno chiesto di parlare di sentimenti e l’ho fatto descrivendo un rapporto di amicizia che, per me, è una preziosa forma di amore.

 

  1. Partiamo dalla cosa più importante, quella da cui partire, ovvero i sentimenti.
  2. Erroneamente si crede che il web sia fuorviante invece possono nascere cose bellissime ( qui mi sento parte in causa dal momento che la nostra amicizia è nata proprio grazie al web! ).
  3. I personaggi, la loro storia, l’amicizia nata ” online ” partono da esperienze di vita vissuta da te in prima persona?

 

  1. I personaggi sono frutto della mia fantasia, anche se – ovviamente – mi sono lasciata influenzare dalla mia vita e da ciò che vedo e leggo – soprattutto in rete. Considero il web una grande opportunità: di conoscenze, di lavoro, di sinergie. Molte delle mie amicizie più preziose sono nate grazie al web: passare dall’on line all’off line è stata una conseguenza naturale e non ho mai avuto brutte sorprese.

 

  1. Ho sempre pensato che il titolo di un libro sia fondamentale.
  2. Perchè ” Scherzi del Destino ” ? 

 

  1. Il libro è nato sotto una buona stella: ho ricevuto la proposta di scrivere il libro a mezzanotte del mio compleanno. Regalo più bello non potevo riceverlo. In più: ho scoperto solo dopo averla conosciuta che la mia editor è napoletana come me e che abbiamo abitato nello stesso quartiere per anni senza mai vederci. Senza dimenticare, poi, l’influsso positivo di Cosmopolitan. E’ partito tutto da lì e il destino è stato generoso, così come lo è, dopo varie vicende e peripezie, con le mie protagoniste.

 

  1. Bianca vive a Milano, Marilori in Puglia.
  2. Lontanissime eppure vicine.
  3. Unite dalla passione comune per il cibo, che tutto può ( ripenso alle nostre spadellate di biscotti ricoperti di zucchero a velo quando l’inverno imperversa ).
  4. Cibo e sentimenti.
  5. Differenze che uniscono.
  6. Quanto c’è di te in loro, donna del sud che vive al nord?

 

  1. Bianca vive al nord e Marilori al sud ma hanno tantissime cose in comune. Con questo libro ho avuto voglia anche di sfatare quei pregiudizi che accompagnano “donne del sud vs donne del nord”. Ad accomunarle, all’inizio, c’è la cucina ma poi  – andando avanti – saranno più vicine di quanto avessero mai immaginato.
  2. Entrambe mi assomigliano: per il forte valore che danno all’amicizia, per l’amore che hanno per il cibo e per il loro voler essere indipendenti da famiglia e fidanzati.

 

  1. Il tuo è un animo gipsy.
  2. Partita da Napoli, passando per Milano per arrivare a Trieste.
  3. Come mai hai scelto di fermarti qui e cosa hai portato con te del calore del Sud?

 

  1. Anche a Trieste ci sono finita per…..uno scherzo del destino. Ero di passaggio dopo una vacanza ed è scattato un colpo di fulmine con la città. Mi ero appena sposata e avevo la classica vita perfetta con ancora i regali di nozze da spacchettare al nostro ritorno. Una volta a Napoli, invece di aprirli abbiamo iniziato a inviare Cv e ci è andata bene! Da allora, otto anni fa, il colpo di fulmine si è trasformato in un innamoramento che, tra alti e bassi, ci rende ancora felicissimi della scelta fatta.

 

  1. La tua rubrica su Cosmopolitan è molto seguita, utilissima come non mai in periodi come questo.
  2. Si riescono a fare un sacco di cose gestendo bene le proprie finanze.
  3. IL consiglio su tutti?

 

  1. Una su tutte? Non avere “paura” del fisco! Come? Essendo ordinate con la documentazione da consegnare a Caf o commercialisti, essendo curiose e leggendo novità e riforme fiscali (a volte bastano anche 15 minuti al giorno, collegandosi a siti di settore) e avendo davvero cura delle proprie finanze senza delegarle a nessuno. E, soprattutto, dimenticandosi che non siano affari che ci riguardano.

 

  1. Dalla finanza, ai matrimoni, alla scrittura.

  2. Si percepiscono l’amore, la gioia e l’entusiasmo che metti in tutto ciò che fai perchè, come dice Bianca,  ” l’amore non è altro che un detonatore di gioie condivise “!

 

 

 

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  1. P.S. Io e Chiara abbiamo un rito scaramantico prima di ogni presentazione:
  2. bollicine e anello dell’amicizia perchè le amiche sono una delle gioie più grandi della vita e bisogna celebrarle, sempre!

 

 

 

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Mostrami – Guida pratica per realizzare una mostra fotografica di successo!

  1. Finalmente ho ritrovato il tempo di leggere.
  2. Una pila di libri sul comodino in attesa, parecchi scritti da amici.
  3. E di questo sono orgogliosissima!
  4. Ho appena finito “Mostrami” – Guida pratica per realizzare una mostra fotografica di successo
  5. – scritto da Linda Simeone!

 

 

 

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  1. Linda è una mia amica.
  2. Linda è dinamismo.
  3. Linda è fantasia.
  4. Linda è vita.
  5. Linda è ( anche ) la creatrice de Le Vie delle Foto
  6. E proprio grazie a Le Vie delle Foto è nato “Mostrami”,
  7. una guida indispensabile per organizzare una mostra fotografica di successo.

 

  1. Ci eravamo lasciate parlando proprio della sua creatura, ci ritroviamo per parlare della sua seconda creatura.

 

 

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  1. Allora Linda, rieccoci qui.
  2. L’ultima volta in cui ci siamo incontrate mi hai raccontato de Le Vie delle Foto.
  3. Oggi parliamo di “Mostrami”, il tuo primo libro cartaceo.
  4. Come e perchè è nato?

 

  1. Il libro nasce perchè avevo bisogno di poter dare qualcosa di concreto ai fotografi per spiegar loro come si organizza una mostra in maniera dettagliata.
  2. I fotografi hanno una sensibilità ed una capacità creativa fuori dal comune ma non hanno sempre il tempo di seguire l’organizzazione della mostra quindi ho pensato che un vademecum portatile fosse molto utile.

 

 

  1. Partiamo dalla cosa secondo te più importante, quella da cui partire, quando si decide di realizzare una mostra fotografica.

 

  1. La cosa più importante è senza dubbio il progetto.
  2. Avere qualcosa da raccontare, un portfolio intorno al quale sviluppare tutto, dalla location, all’immagine combinata, alla mostra finale.

 

  1. Ho sempre pensato che il nome/titolo, in una mostra, fosse la cosa più importante invece mi sono ritrovata ad andare a vedere delle mostre “innominate” e mi è piaciuto un sacco.
  2. Mi sentivo libera di interpretare a modo mio ciò che vedevo.
  3. Tu spieghi, invece, che …. ” c’è sempre una storia da raccontare. Un fotografo che non ha nulla da dire non ha nemmeno una foto da esporre, tantomeno un tema…”

 

  1. Il tema è fondamentale come è fondamentale creare una serie di immagini collegate tra loro per raccontare una storia.
  2. Una foto da sola, secondo me, ha meno forza di un insieme.
  3. Un portfolio crea sicuramente più emozioni.

 

 

  1. Tu sei la creatrice de Le Vie delle Foto, mostra fotografica dove gli artisti espongono all’interno di locali in giro per la città.
  2. Perchè hai scelto i bar invece delle solite sale mostre?

 

  1. Questa è la mia domanda preferita perchè si parla della mia città, Trieste.
  2. Città che per antropologia, creazione, formazione è una città che ha un legame fortissimo con i locali che sono considerati luogo d’incontro come un tempo erano le piazze.
  3. Nei bar ci si incontra non solo per bere un caffè ma anche per comizi politici, per raccontarsi e anche per scrivere, come ad esempio usava fare James Joyce.
  4. Il bar è, quindi, parte fondamentale della città e luogo d’incontro.

 

  1. Raccontami un pò delle installazioni. Mi pare di aver capito che ti sei fatta un sacco di risate ( oltre ad aver imparato molte cose! ).

 

  1. L’installazione è la parte più complessa perchè in pochissimi giorni bisogna organizzare tutto e, quasi sempre, si sfora con i tempi quindi è necessario conoscere molto bene il locale nel quale si andrà ad installare per arrivare con il necessaire giusto.
  2. Altra cosa fondamentale è avere sempre a disposizione il “Kit piano B”, ovvero un kit salvavita con chiodi, colla, martelli da usare i caso di difficoltà.

 

  1. Parliamo ora degli elementi che fanno la differenza in una mostra. Quali sono?

 

  1. Sono tanti anche se in realtà sono dettagli.
  2. Imporante, in caso di immagine combinata che collega tutta la mostra, che la suddetta immagine compaia anche su volantini, raccolte o cartelloni pubblicitari in modo da far capire bene quali siano tema e scopo della mostra.
  3. Importante è lasciare dei biglietti da visita in modo che i fruitori possano contattare l’artista.
  4. Importante, inoltre, è il catalogo sfogliabile, che noi abbiamo già usato in diverse occasioni, con all’interno dei QR Code scannerizzabili per poterlo consultare direttamente sul proprio telefono.

 

  1. Il curatore è una figura necessaria o si può anche fare tutto da soli?

 

  1. Il curatore è parte fondamentale della mostra per due motivi.
  2. Il primo perchè il fotografo è un creativo quindi è giusto si dedichi alla parte artistica.
  3. Il secondo perchè sono richieste doti organizzative ma soprattutto esperienza, quindi consiglio vivamente di sceglierlo con cura per essere certi di ottenere un ottimo risultato.

 

  1. Quanto conta il Vernissage? 

 

  1. Anche il Vernissage è parte fondamentale della mostra perchè è il momento in cui il fotografo presenta il suo lavoro.
  2. Il fotografo, inoltre, incontra il suo pubblico e si rende disponibile a rispondere a domande, quesiti, curiosità.
  3. Per questo motivo è molto importante che sia preparato e si presenti al meglio.

 

 

  1. Concludi con il tuo motto “…perchè in una squadra vince la Squadra.”

 

  1. Sono assolutamente convinta che nessuno sia in grado di fare tutto da solo.
  2. Una squadra di persone con lo stesso obiettivo e con la stessa passione riuscirà a raggiungere risultati decisamente migliori rispetto al singolo.

 

 

 

  1. Potete trovarlo su Amazon oppure cliccate qui

 

 

 

Cena d’autore ( non a letto! ) con il personal Chef Andrea Golino!

 

 

 

  1. Confesso che fino al momento dell’invito non conoscevo
  2. il personal Chef Andrea Golino.
  3. Perciò, da precisina, mi sono documentata ed ho scoperto che l’Andrea de Roma spadella fin da quando era piccino.
  4. Anche in tv per Gambero Rosso
  5. ( e qui posso solo dire accidenti a me che mi ostino a non guardare la tv! ).
  6. Ha scritto pure un libro che mi sono fatta dedicare mentre la mia amica,
  7. fan accanita,
  8. s’è fatta fotografare con lui,
  9. felice quanto sarei io se incontrassi Colin Farrell.

 

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  1. Location: Viezz, nuovo locale in città che non avevo ancora visitato 
  2. – che si fa così presto ad andare lontano ma non ci si accorge di ciò che succede sotto casa 😉
  3. Menù: 5 portate doppie più tre dolcetti.
  4. E’ finita a mezzanotte inoltrata,
  5. satolle ma felici perchè con questa storia della finger cuisine se magna comunque un sacco
  6. ma soprattutto si beve di più
  7. ( vuoi non accompagnare ogni portata con il vino giusto??? ).
  8. Giammai!
  9. Noi le cose o si fanno bene o no si fanno.
  10. La speranza, a fine serata, è riposta nel parcheggio lontano per digerire
  11. e cercare di arrivare a casa senza la panza di Kim Kardashian all’ultimo mese di gravidanza 😉

 

 

  1. Ora mi manca solo lo spadellamento con le ricette di Andrea
  2. per una colazione a letto dei campioni e sono a cavallo 😉

 

 

 

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Santo Stefano e quella sottile malinconia del Natale che è passato!

  1. Santo Stefano 🎄🎅🏻
  2. Che poi significa ciabattone morbidissime, candele, divano e film romantici.

 

 

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  1. E quella sottile malinconia del Natale che è passato.
  2. L’ordine ed il silenzio in casa sono una benedizione
  3. chè non desidero altro che dormire,
  4. ma poi ci sarebbe il desiderio di tornare indietro di due giorni e ricominciare tutto da capo🎅🏻🎄
  5. Che chissà se l’anno prossimo saremo sempre gli stessi,
  6. se ci saranno nuove persone da amare,
  7. se ci saranno nuovi membri in famiglia❤️
  8. Chissà se l’anno prossimo avremo la stessa serenità.
  9. Chissà se l’anno prossimo ci sarà la neve❄️

 

  1. Chissà è una parola che non mi è mai piaciuta.
  1. L’ho sempre percepita come negativa.
  2. Perché chissà implica il non sapere ma il desiderio curioso di sapere.

 

  1. Invece credo sia giusto vivere con quel pizzico di incertezza che alimenta
  2. la speranza e la voglia di non smettere mai di costruire.

 

  1. Perché dobbiamo fare del nostro passato saggezza,
  2. e del nostro futuro bellezza 🌟

 

 

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9 giorni a Natale ed il desiderio di circondarmi di persone brillanti!

  1. -9 giorni a Natale 🎄🎅🏻
  2. Oggi è fugace.
  3. Una corsa contro il tempo che inesorabile non mi concede altro tempo.
  4. Quella vecchia sedia a dondolo con un gomitolo adagiato sopra è serenità, casa, relax e km 0 😜

 

 

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  1. È lì che avrei voluto stare oggi invece una colazione al volo con un toast Veg guardando un albero diverso, meno caldo, mena natalizio, ma non per questo meno bello🎄

 

 

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  1. Sarà che non smetto mai di credere.

  2. Sarà che non riesco a non essere positiva sempre.

  3. Sarà che il mio cuore non è mai stato così aperto.

  4. Sarà che ho la lacrima in tasca tant’è che oggi, con Birdy che canticchia una versione romanticissima di Let Her Go, mi preparo alla presentazione de l’Abito da Sposa.

 

 

 

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  1. Per me sarà emozionante presentare Chiara perché è stato amore alla prima mail e condivisione al primo mantecato e bollicine.

  2. Domani non parleremo solo di regole da manuale e di bon ton matrimoniale.

  3. Parleremo di passioni e di sogni.

  4. Passioni che non bisogna smettere di coltivare.

  5. Sogni che se ci credi si avverano.
    Entusiamo, amore e caparbietà che non dovremmo usare solo nello scegliere l’abito ma che in ogni singolo giorno della nostra vita💗

  6. Può apparire strano in un mondo in cui tutto va troppo veloce, tutto è troppo superficiale, tutto è troppo o è troppo poco.

  7. Io voglio vestirmi di colori e di gioia.

  8. Voglio alberi di Natale rossi sulla mia camicia bianca.

  9. Voglio cappotti azzurri e cielo terso.

 

 

 

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  1. Voglio circondarmi di persone che brillano perché è grazie a tante piccole luci che l’albero si accende🌟

11 giorni a Natale e brindiamo all’amicizia con bollicine e mantecato!

  1. -11 giorni a Natale🎄🎅🏻
  2. La Gily sostiene che il tempo passa troppo in fretta.
  3. Tante cose da dirsi davanti a del mantecato e del vino bianco.

 

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  1. Il suo libro.
  2. Appunti da prendere, domande da preparare e poi, invece, virare e finire a parlare di noi, dei nostri percorsi, delle nostre scelte, delle sorprese della vita e del nostro esserci incontrate.

 


  1. Magia è anche questo.

  2. Un tiramisù perché per il cupcake è troppo tardi, perché le nostre confidenze ci hanno fatto fare un salto di un paio d’ore ed è già pomeriggio inoltrato.

 

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  1. Questo è il mio primo dono di Natale sotto l’albero.

  2. Un dono luminoso, puro, boccoloso e brillante.

  3. Brilla di una luce rara e bellissima.

  4. Come quel formaggio a forma di cuore a cena💗

  5. Come il libro di Jamie Oliver che porta la felicità.

 

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  1. Come noi che guardiamo il sole tramontare sul mare🌟

 

 

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Gipsy e le sue Ricette dal Cuore a Trieste! Basta incontrarsi ed è già Natale!

 

 

  1. C’è stato un momento in cui avevo smesso di credere.
  2. Un momento in cui ho tentato di accontentarmi.

 

  1. Poi, lungo la strada, un sacco di nuovi incontri.

 

  1. Stiamo andando tutti nella stessa direzione ma arriviamo da posti diversi.
  2. Ci unisce la voglia di condividere, di confrontarci, di crescere.

 


  1. Due gitani in visita.

  2. Un libro da presentare e da raccontare.

 

  1. Trieste, la mia città.

 


  1. Le Ricette dal Cuore di Alice.

 

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  1. Alla libreria Lovat prima e al Factory Concept Store poi
  2. – più famigliare, più caldo, più informale – 

 

  1. ci raduniamo tutti intorno a Chiara che, con il suo allure francese, chiacchera con un’Alice che ci racconta e si racconta.

 

Il suo cappello rosso come il suo sorriso: caldo, avvolgente, famigliare.

  1. Ci sono le amiche di una vita ma ci sono anche primi incontri.

 

  1. C’è Monica che festeggia il suo compleanno e si emoziona quando, tutti insieme, intoniamo Happy Bday.

 

  1. Ci sono i gitani con una t-shirt che più natalizia non si può.

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  1. C’è l’amore, che alla fine, resta ciò che muove tutto!

 

  1. Quì è già Natale e non può essere un caso.

  2. Alice profuma di vaniglia.

  3. Spadella su tacchi altissimi tra pizzi, lucine ed una musica che ci accarezza.

  4. Mangiamo formaggi francesi e beviamo champagne mentre dal forno il profumo del pain d’épice ci avvolge.

 

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  1. Il tempo pare essersi fermato in una città insolitamente nebbiosa.

  2. Riprende a scorrere subito dopo un veggie burger malinconico pre partenza.
  3. In questo weekend infrasettimanale ho avuto la fortuna di incontrare persone speciali.
  4. Persone che, pur abitando nella stessa città, non ci siamo mai incrociati prima.
  5. Persone vere, luminose, brillanti.

 

  1. Gli occhi di Francesca scintillano come la sua Locanda alle Beccherie:
  2. un tripudio di gioia, di luce, di semplice bellezza.
  3. C’è profumo di legno, cannella, spezie, zucchero a velo e amicizia.

 

  1. Alberto che è una forza della natura e che riesce in ciò che nella vita dovrebbe essere fondamentale: ridere e far ridere.
  2. Lui che il suo cuore grande lo si percepisce dall’accoglienza che ha riservato a tutti noi al primo incontro a cena al Veg.

 

  1. Chiara che è stata una scoperta.
  2. Una gipsy per passione e appassionata.
  3. Un’amante del gioco di squadra.
  4. Una motivatrice ma soprattutto una persona generosa.

 

 

  1. Sono ancora disorientata da tanta bellezza.
  2. Ho ripreso le mie cuffie rosa e ascolto quella playlist natalizia che mi da conforto.
  3. Ma soprattutto ripercorro questi bellissimi giorni di cui non abbiamo nemmeno un selfie.
  4. Non una foto ricordo di noi tutti insieme ma abbiamo molto di più,
  5. abbiamo nel cuore la consapevolezza che non bisogna smettere mai di credere.

  6. Anche quando siamo travolti dai dubbi e dalle incertezze.

  7. Ci sono persone bellissime.
  8. Ci passano accanto, basta saperle vedere.
  9. A volte basta incontrarsi ed è subito Natale 🌟

 

 

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Ringrazio Alberto, Alessandro, Alice, Chiara, Francesca, Sara, Simone per essere, chi da tanto e chi da pochissimo, nella mia vita.

  1. Grazie a Clara del Welcome Veg che da te ci sentiamo sempre a casa ( il tuo hummus resta imbattibile! ).
  2. Grazie a Libero che ci permesso di mangiare veg e ci ha fatto trovare ancora la mousse di castagne con la crema di cachi.
  3. Grazie alla Locanda alle Beccherie per aver aperto le porte a noi e al nostro Natale anticipato.
  4. Grazie a Sara e Simone del Factory Concept Store perchè mi hanno dato carta bianca e ne è uscita una cosa bellissima.
  5. Grazie a Prà del Re che ci ha fatto di brindare con le sue buonissime bollicine.
  6. Ce ne fossero di più di persone come voi,
  7. it would be a better world!

P.S. Sono sicura che Alice vorrebbe che ringraziassimo anche Babbo Natale.

Perchè lui c’è 🙂

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  1. Locanda alle Beccherie : www.allebeccherie.com
  2. Welcome Veg: welcomebistrot.blogspot.it
  3. Hostaria da Libero: www.hostariadalibero.com
  4. The Factory Concept Store: www.factoryconceptstore.it
  5. Pra’ del Re: www.pradelre.net/it

Aspettando la neve tra divano, frutta secca, porridge, tiramisù e Ruth Reichl!

 

 

Ci sono momenti in cui non faccio che fare e momenti in cui non faccio che essere.

 

 

Oggi è il momento dell’essere.

 

 

Essere felice perchè è domenica.

 

Essere sonnacchiosa perchè è domenica.

 

Essere lazy perchè è domenica.

 

 

 

Distesa sul divano con accanto un cane che russa con il moccolo al naso, sgranocchio frutta secca mista che fa tanto bene.

 

Fondamentale la quantità.

Se la imbustano in confezioni da 100 gr un motivo ci deve pur essere.

Ma se a casa di confezioni ne hai 5 sei fregata!

 

Perchè la frutta secca è maledetta!

 

Perchè la frutta secca crea dipendenza!

 

Perchè quelle fettine di banana così sottili e così croccanti mischiate alle scaglie di cocco ed ai cubetti di ananas e papaya sono un delirio dei sensi.

 

Se poi le mischi con un pò di avena e le inondi di latte bollente ti senti meno in colpa perchè, in fin dei conti, stai facendo una english breakfast all’ora del breakfast tea ma la sbobba inglese non ha mai ucciso nessuno!

 

Dentro al porridge puoi anche gettare qualche scaglia di cioccolato fondente che poi si scioglierà nel latte caldo e tornerai bambina ai tempi del Nesquik!

 

Solo perchè è domenica.

 

 

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E di domenica amo fare solo cose che mi fanno stare bene, dedicando il giusto tempo a loro e a me.

 

Leggere è una di queste.

 

La neve è arrivata anche quì così, nel silenzio che la accompagna, posso iniziare quello che per Gipsy in The Kitchen è il libro preferito.

 

La parte più tenera inizia adesso.

 

 

Prima di abbandonarmi alla lettura vi posto ricetta e make of del tiramisù che ho fatto ieri perchè le verze senza patate sono venute bene, ma non sono LE VERE VERZE, mentre il caro vecchio tiramisù è stato un successo as usual.

 

 

Buona domenica con la neve, con il silenzio, con la pace nel cuore.

 

 

E con tanta tanta dolcezza perchè la parte tenera è forse la cosa più bella che abbiamo.

 

 

 

 

 

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Ingredienti:

 

250 gr di mascarpone

200 ml di panna fresca

4 uova

6 cucchiai di zucchero

biscotti

caffè

 

 

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Procedimento:

 

 

 

Dividere i tuorli dagli albumi.

 

 

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Mescolare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema morbida; poi aggiungere lentamente il mascarpone e continuare a mescolare fino a quando la crema non diventa morbida ( io il mascarpone lo preferisco a temperatura ambiente!!! ).

 

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Montare a neve gli albumi e la panna fresca.

 

 

 

 

 

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Unire gli albumi al composto e poi la panna montata.

 

Nel frattempo inzuppare i biscotti nel caffè e distenderli nelle ciotoline o nella pirofila.

 

Distendere la crema sopra ai biscotti, spolverare con il cioccolato amaro e, a piacere, aggiungere le scaglie di cioccolato fondente.

 

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Amiche del Cactus – Il Libro

 

 

 

Una signora dal parrucchiere: “Vorrei i capelli alla coda di gatto, perché alla cazzo di cane me li ha già fatto l’altra volta”.

( 1 ).

 

 

 

I miei ricordi mi dicono che questa è la prima barzelletta che Lorena mi ha raccontato!

 

 

 

Singolare il nostro primo incontro: un caffè nell’appartamento dove vivevano lei e Roberto

 

durante la loro vita triestina…un preludio di ciò che sarebbe stato il nostro rapporto: parecchi

 

caffè, tante chiacchere ed un sacco di sane risate .

 

Perciò gli ingredienti c’erano già tutti: il palazzo, il caffè, le barzellette di Lorena.

 

 

 

“ A volte ritornano” si legge nei Ringraziamenti Generali alla fine del libro ed io dico:

 

 

MENOMALE!

 

 

Ci avete messo fin troppo!

 

 

 

 

Dunque, è chiaro che Lorena è una mia amica!

 

 

Diletta, invece, non la conosco ma ho provato da subito una certa simpatia perché la mia mente è sì molto fantasiosa, ma anche lineare e associa sempre un nome ad una personalità ben definita.

 

Molto spesso riesco anche ad immaginare la persona fisicamente.

 

Se poi ho un’amica omonima il gioco è fatto.

 

Mi piacerà sicuramente.

 

 

Perciò anche qui gli ingredienti ci sono tutti: una persona che si chiama Diletta non può che essere un insieme di cose belle.

 

Infatti ho una fantastica amica che si chiama Diletta che è il mio riferimento.

 

La Diletta scrittrice ama la danza ma odia il latino americano in un momento in cui tutti si muovono a passi di salsa. Nella mia Trieste pare esserci un’epidemia: ballano tutti.

Ma io, come Diletta, dico no!

 

E poi è una ritardataria cronica ergo mi piace sicuramente!

 

 

 

Ciò premesso, finalmente il libro è arrivato.

 

 

Ordinato su Internet perché, ormai, con la tecnologia ci vado a spasso!

 

 

L’ho letto tutto d’un fiato perché non è solo un libro ma è anche un decalogo di vita.

 

 

Semplice, diretto, ironico.

 

 

Come andrebbe presa la vita.

 

 

Cercando di cogliere quel bello che ci deve sicuramente essere, basta cercarlo!

 

 

Facilmente perdiamo di vista le cose davvero importanti e ci concentriamo su quello che il mondo ci chiede ma che, molto spesso, non ci appartiene e finiamo per chiudere solo “il bilancio del fare dimenticando quello dell’essere” ( 2 ).

 

 

E’ così che, al solito bar, con amici che vanno e vengono ma che offrono sempre uno spunto di riflessione personale, le due si dedicano alla gestazione delle “Amiche del Cactus”.

 

 

Una porta con sé il libretto giallo sul quale scrive, appunta, disegna ciliegie.

 

 

L’altra porta con sé una valanga di barzellette per ogni occasione.

 

 

Mi sono sempre chiesta che genere di memoria abbia Lorena.

 

 

Probabilmente un HARD DISK esterno che lavora in WiFi e che tiene sempre in borsetta: capta l’argomento e zac, al momento giusto, spara la barzelletta adatta.

 

 

Ognuna di noi è un’amica del cactus con la sua vita del cactus.

 

Ognuna di noi ha avuto le sue pene d’amore e con le amiche ne ha parlato, si è confidata, ha cercato conforto, conferme o vie d’uscita.

 

Qualcuna ha trovato il principe azzurro, qualcuna ha trovato un principe senza corona, qualcuna il principe di qualcun’altra.

 

L’importante è saperci ridere su.

 

 

 

C’è la vita, là fuori!

 

 

 

Sentendomi anch’io un’amica del cactus, leggendo, mi sono emozionata, ho riso e ho preso appunti.

 

Appunti per ricordarmi sempre che “ il magico potere curativo dell’amicizia e delle risate” può tutto. ( 3 ).

 

Scrivetelo su un post it e appuntatevelo sul frigo! Soprattutto se siete a dieta 🙂

 

 

 

 

 

 

Amiche del Cactus – di Diletta Dalla Casa e Lorena Sambruna

Golem Edizioni

( 1 ) pag. 70

( 2 ) pag. 103

( 3 ) pag. 79

 

 

N.B. Le varie foto – a parte quella in chiusura, dal sapore molto vintage, che ritrae me e Lorena qualche era fa, in ricordo della sua vita triestina – sono state fornite dalle autrici e dall’editore!

 

 

 

 

 

 

 

Amiche del Cactus!

 

 

La "copertina" del neonato!

 

Amiche del Cactus!

 

Amiche e Cactus!

Lorena e Mauro Corona!

 

Lorena e Checco Zalone!

 

 

Alessandra Comazzi, Lorena Sambruna e PIF!

 

Lorena e Vittorio Sgarbi!

 

Diletta Dalla Casa!

 

Lorena ed il Maestro Paolo Poli

 

Diletta,Lorena e Andrea G.Pinketts!

 

Diletta,Lorena ed il neonato!

 

Diletta e Lorena!

 

 

Bologna 2009!

 

Lorena&Me tempo fa...

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