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Tag: arte

Intervista a Filomena Torelli – quando fischiare è un’arte!

    Parliamo dell’arte di fischiare o whistler       Ho incontrato Filomena Torelli grazie ad un’amica comune, Maria Cioppi ( la sua intervista qui  ) a Pontedera.   Potrei…

 

 

  1. Parliamo dell’arte di fischiare o whistler

 

 

 

  1. Ho incontrato Filomena Torelli grazie ad un’amica comune,
  2. Maria Cioppi ( la sua intervista qui  ) a Pontedera.

 

  1. Potrei scrivere pagine e pagine su di lei perchè sono giorni che spulcio nel web
  2. alla ricerca di informazioni
  3. che una fischiatrice, nella mia vita, ancora non l’avevo incontrata.

 

  1. Giovane e brillante, con un sorriso travolgente e un’esuberanza che me l’ha fatta amar fin dal primo momento.

 

  1. Musicista e fischiatrice.

 

  1. Un’artista a tutto tondo.
  2. Se avete voglia di ascoltarla o scoprire qualcosa in più di lei:
  3. La sua pagina Facebook
  4. La sua pagina Instagram
  5. Il suo canale YouTube

 

 

 

 

  1. Filomena, siamo arrivate qui quasi per caso, grazie ad un incontro durante una spettacolo a Pontedera.
  2. Toscana, mamma di due bimbi, ti definisci carismatica, originale, curiosa.
  3. Amante dell’arte in ogni sua forma.
  4. Raccontaci un po’ di te.

 

  1. Curiosa è la parola chiave!
  2. La mia curiosità mi ha portato a sperimentare e a canalizzare le mie energie in maniera positiva.
  3. Il whistling ha preso passionalmente la mia vita quando sono diventata mamma, non avendo più tempo per studiare il mio strumento (suono il flauto traverso) ho concretizzato che avevo una capacità che altri non avevano: potevo leggere (fischiare) lo spartito in tutte le sue forme, senza omettere abbellimenti staccati, trilli e legature.
  4. Ho cominciato ad intensificare lo studio fischiato e la resilienza di una madre fa miracoli.
  5. Ho cominciato ad esibirmi come solista con l’orchestra poi con una pianista!
  6. Avevo realizzato il mio sogno.

 

  1. Appassionata di musica.
  2. Flautista prima e fischiatrice poi.
  3. Quando hai iniziato a suonare il flauto e da dove nasce questa passione?

 

  1. Sono la classica bambina di paese che a 9 anni inizia a suonare in banda.
  2. Mi emozionavo davanti al pubblico quando a soli 16 anni suonavo pezzi come “Il pastore svizzero “ di Morlacchi e piangevo dall’emozione forte (cosa che mi capita ancora! ).
  3. Fischiare è sempre stata una realtà parallela alla musica strumentale.
  4. Hai presente il solfeggio cantato?
  5. Bene, io fischiavo!!!

 

  1. Dal flauto al fischio il passo non è poi così breve.
  2. Come ci sei arrivata?

 

  1. Come dicevo prima sono due realta’ che si muovono parallelamente, che si completano ma l’una ha preso il sopravvento sull’altra nel momento in cui mi sono sentita in “cattività”.
  2. Impossibilitata dall’arrivo dei bambini (Alessandra 6 e Daniele 3 anni) non potevo più studiare flauto e una mamma sa cosa intendo quando mi esprimo dicendo: ”mi sentivo in gabbia”!!
  3. Diciamo che ho saputo trasformare quell’energia compressa in una forma artistica,capace di farmi risentire VIVA.

 

  1. Suoni ancora o ti dedichi unicamente al whistle? 

 

  1. Mi capita di rado ma quando suono e l’aria vibra attraverso il mio strumento ho ancora forti emozioni!

 

  1. Quanto l’esercizio del respiro grazie al flauto ti ha aiutato a fischiare ma soprattutto ti senti ancora una musicista?

 

  1. Fondamentali le mie conoscenze musicali: dalla respirazione all’emissione di suoni caldi e scuri piuttosto che di acuti, all’esercizio del fischiato-parlato che arricchisce le sonorità….sicuramente sarebbe stato diverso se non fossi stata una musicista!

 

  1. Come e se è cambiato il rapporto con gli altri musicisti? Ti considerano parte dell’orchestra o “ l’ospite d’onore” ?

 

  1. Sono io che, finalmente, continuo a sentirmi parte dell’orchestra…. mentre avverto con stupore, che mi accolgono come l’ospite d’onore!!

 

  1. Hai partecipato a parecchi programmi televisivi come “ I soliti ignoti “ e “Italia’s Got Talent” e credo fossi la prima. Ho sentito parlare di whistlers stranieri ( LP, per esempio, oltre a cantare fischia benone! ndr ) ma in Italia è ancora cosa poco nota. Siete in tanti?

 

  1. Non siamo in molti.
  2. Ad oggi, che io sappia (che abbiano un progetto legato al fischio ) siamo solo in tre.
  3. Ognuno con il suo genere ma uniti dalla stessa passione.

 

  1. Ho visto che hai un repertorio molto ampio: passi da Mozart, a Puccini, al Canarino di Grupyn ( un’esibizione da pelle d’oca e la trovate su YouTube, ndr ) a Kill Bill. Le tue preferenze musicali sono le stesse sia quando si parla di musica da ascoltare che quando si parla di musica da fischiare?

 

  1. Io ascolto di tutto.
  2. La musica mi piace, mi fa sognare! Ma i pezzi che scelgo per il whistling sono selezionati accuratamente per poterne tirare fuori le caratteristiche fondamentali.
  3. Rossini per l’abilita’ tecnica, Puccini per la potenza del sentimento che il fischio rievoca e spesso ho azzardato con pezzi dei Muse dove gli acuti vanno alle stelle!
  4. Questo mi aiuta a misurarmi.
  5. Il canarino di Grupyn è stata una vera sfida: ho avuto l’approvazione dei migliori ottainisti italiani e questo mi rende orgogliosa.

 

  1. Hai un canale YouTube con moltissime visualizzazioni, una pagina Facebook ed una Instagram. Quanto il social aiuta a diffondere un’arte così particolare e ancora così poco nota?

 

  1. Molto…senza sarei chiusa tra quattro mura e non avrei avuto la visibilità che ho!
  2. Ho sacrificato la mia privacy per giusta causa.

 

  1. Hai in previsione altre esibizioni televisive o concerti o eventi in cui potremo ascoltarti?

 

  1. L’altro giorno sono stata ospite in diretta, a I Fatti Vostri accompagnata dall’orchestra del maestro Morselli (troppo ganzo)…
  2. e domani (10 marzo ore 17 su radio2 ) intervistona alla radio !!
  3. Nessun concerto in programma ma molti progetti futuri!!!!

 

 

 

 

  1. https://www.youtube.com/watch?v=Apm36shJjUs

    https://www.youtube.com/watch?v=jxL3mkNrg-0

 

 

3 commenti su Intervista a Filomena Torelli – quando fischiare è un’arte!

Let’s Vinyl!

Ho sempre pensato che le cose importanti della vita vadano costruite giorno per giorno, con pazienza. Ho sempre pensato che le amicizie più salde fossero quelle nate quando si è…

Ho sempre pensato che le cose importanti della vita vadano costruite giorno per giorno, con pazienza.
Ho sempre pensato che le amicizie più salde fossero quelle nate quando si è bambini, sui banchi di scuola e poi, piano piano, portate avanti nel corso della vita tra le gioie e le avversità.

Bè, mi sbagliavo!

Per esempio, ho conosciuto la mia amica Barbara C. alla mia prima mostra fotografica all’interno della Mostra Fotografica collettiva “ Le Vie delle Foto “ che si svolge ogni anno, durante il mese di ottobre, nella mia città.

Mi ha colpito il fatto che lei ed il suo fidanzato di allora, entrambi partecipanti alla suddetta mostra, fossero venuti alla mia inaugurazione pur non conoscendomi quando, invece, delle persone invitate con grande trasporto dalla sottoscritta non si sono nemmeno presentate!
Ecco, questa cosa mi ha fatto molta simpatia così ho pensato che, pur non avendo condiviso lo stesso banco a scuola potevamo diventare amiche in tarda età…tarda per me!!!

Lei è nata a metà dei gloriosi anni ’80!!!

Il fatto che Barbara partecipasse ad una mostra fotografica, ai miei occhi, la collocava di diritto nel cassettino delle persone artiste.
Non pensavo lo stesso di me, sia ben chiaro!

Sinceramente non ricordo come si sia poi sviluppata questa nostra amicizia.

So solo che, ad un certo punto, ho capito che Barbara è dotata di un’anima delicata, molto spesso nascosta da un umorismo gotico che io ADORO perciò, a settembre dello scorso anno, per suggellare la nostra neonata amicizia, siamo andate a Formentera insieme.

Una vacanza di fine estate strepitosa.
Tutte le estati dovrebbero finire così.
Tutte le estati dovrebbero finire a Formentera.
Quella minuscola isola è piena di spunti artistici, per chi li vuole vedere.
Barbara è un’acuta osservatrice.

Il suo lato artistico, mascherato da un lavoro in campo assicurativo decisamente poco fantasioso, è prepotentemente esploso!
Tornate tristemente a casa ci ha pensato su un paio di mesi.
Poi ha deciso ed ha fatto il carico di vinili.

 

Let’s Vinyl is born.

Io ho immediatamente voluto una delle sue opere d’arte – un vuota tasche – che ora fa bella mostra di sé sulla scrivania nell’ingresso della mia incasinatissima casa.
Una scrivania che uso, anche lei, come vuota tasche, come l’opera d’arte.

Peccato che la scrivania sia enorme e dotata di 13 cassetti ed il vinile un 33 giri!

Ora, io amo Amy Winehouse ma anche Cristina d’Avena.
Vasco Rossi ma anche Albano ( ancora meglio se con Romina! ).
Melody Gardot ma anche Emma.
Ma sopra tutti e tutto amo i Beatles.

Ieri sera tardi ho avuto la brillante idea di chiedere a quell’artista di cui vi sto raccontando, un’opera plasmata su un disco dei Beatles per sentirmi rispondere che, piuttosto, infornerebbe me che un vinile dei Fab Four di Liverpool!
Uscita dal forno mi farebbe indossare anche un paio di calzini bianchi ed una fetta di arancia in bocca.
Questa è un esempio di vera amicizia gotica. Ed io me la tengo stretta!

 

Se volete deliziarvi con la sua arte date un’occhiata qui:

Facebook: Let’s vinyl
Instagram: barbarachecco

 

P.S. Non potete sbagliare. E’ quella tipetta che, vestita di rosso, brinda con il detersivo per i piatti ma fidatevi, è bravissima!!!!!

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Diletta con le sue resine, i suoi pizzi e tanti tanti scintillanti Swarovski

Ho ufficialmente un problema: la mia amica Diletta si è data alla sublime arte della creazione di gioielli. Non fa che creare e creare, di giorno e di notte, supportata…

Ho ufficialmente un problema: la mia amica Diletta si è data alla sublime arte della creazione di gioielli. Non fa che creare e creare, di giorno e di notte, supportata dal suo futuro marito, nonché mio amico d’infanzia, e da una valanga di Swarovski e pizzi e resine sparse in cantina!

 

 

Avendo una passione smisurata per gli orecchini io non ce la faccio a non comprarli.

 

Li vorrei tutti.

 

resine e pizzi in vacanza

 

 

Estivi, invernali, di pizzo, di resina. Tutti. Quando ci incontriamo da Drops per bere un caffè, mangiare qualche macaron e chiacchierare di noi e Dile estrae dalla sua borsetta la scatola magica, io mi sento avvolta dalla musica suadente di Enya, come se fossi in uno spot pubblicitario, finchè la scatola si apre ed il mio cervello va in tilt: li voglio tutti! Ma proprio tutti perché, in fin dei conti ne ho assoluto bisogno!

 

 

Date un’occhiata su Instagram alla sua pagina: dilettalaboranti
oppure su Facebook: Diletta Laboranti
oppure scrivete una mail con oggetto ORECCHINI a: diletta.laboranti@hotmail.com
Fate come preferite ma fate attenzione: non si torna più indietro!!!

 

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